Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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TELONI ESAUSTI, UN PROBLEMA RISOLVIBILE

UVA_GABRI

Autunno,tempo di teloni bruciati. È questo il periodo in cui a Noicattaro e nei paesi limitrofi è più facile scorgere qualche inquietante fumata, indizio inequivocabile di roghi di materiale plastico. Come è noto,le attività agricole della nostra cittadina prevedono un uso intensivo di  questi materiali, (soprattutto polietilene, il polimero più diffuso) che, dopo l’utilizzo,  vengono perlopiù abbandonati o bruciati,con un forte impatto ambientale. Sebbene il polietilene bruciato non sprigioni diossina ( come invece accade per altri materiali plastici, come Il PVC) , questo materiale crea comunque problemi in termini di emissioni di anidride carbonica.

Ed è abbastanza ironico che un territorio con pochissime attività industriali come il nostro,produca comunque emissioni inquinanti di quel tipo. Ma, ovviamente, non è solo bruciando un telone che si danneggia l’ambiente,basta abbandonarlo sul suolo una volta utilizzato,un’abitudine che purtroppo non sembra causare problemi di coscienza negli agricoltori poco attenti a queste tematiche. Ma forse, come spesso accade quando si deve fronteggiare una cattiva abitudine della cittadinanza, o di una parte di essa, chi sbaglia lo fa anche perché è lasciato solo.

Lo smaltimento dei teloni esausti a Noicattaro e nei paesi vicini non funziona. Vediamo di capire perché. A livello nazionale, c’è un ente preposto specificatamente allo smaltimento di rifiuti in polietilene. E’ il POLIECO, un consorzio obbligatorio e senza scopi di lucro, nato nel 1998 grazie ad un accordo tra Ministero dell’Ambiente e Ministero dell‘Industria. L’attuale direttrice, la dott.ssa Claudia Salvestrini, è stata raggiunta telefonicamente in aprile da Gianni Nicastro di Rutigliano Web, per un’ottima intervista da lui realizzata, della quale riportiamo il link          http://www.rutiglianoweb.it/index.php?option=com_content&task=view&id=822&Itemid=14 .

Il consorzio ha una settantina di centri convenzionati in Puglia, che smaltiscono gratuitamente i teloni esausti e si occupano di inviarli ai centri preposti al riciclaggio. Lo smaltimento è gratuito anche perché il costo del materiale plastico al momento dell’acquisto tiene conto anche di un modico contributo ambientale, di circa 0,015 euro per ogni Kg di materiale.

E’ qui che iniziano i problemi. Un agricoltore che volesse regolarmente smaltire i suoi teloni esausti è infatti tenuto a mostrare la fattura ricevuta al momento dell’acquisto, per dimostrare di aver pagato il contributo ambientale. Molti agricoltori, però, per l’acquisto dei teloni si rivolgono ad un “mercato nero”, quindi sono automaticamente fuori dal percorso previsto per lo smaltimento. Inoltre, ed è questo un problema altrettanto grave, mentre è gratuito il costo dello smaltimento per chi ha pagato il contributo, non è attualmente previsto un sistema di raccolta del materiale plastico direttamente sul territorio. L’agricoltore attento al corretto smaltimento dei rifiuti è tenuto a portare personalmente ed a sue spese il materiale al centro convenzionato più vicino. Inutile dire che in moltissimi casi questo non succede.

Nella succitata intervista a Gianni Nicastro, Salvestrini si dichiarava abbastanza sconcertata nell’apprendere come nei nostri paesi ci siano quintali di teloni abbandonati al suolo. Il polietilene è infatti un materiale abbastanza pregiato, con un certo valore economico, ed è la plastica migliore per il riciclaggio.

Salvestrini, inoltre riferiva di essere del tutto all’oscuro della presenza di questo di tipo di problemi sul nostro territorio ( a Nicastro  è bastata una telefonata per metterla al corrente) e dichiarava di essere assolutamente disponibile a coinvolgere POLIECO in un percorso da compiere  con la nostra Provincia e i nostri Comuni per arrivare alla risoluzione del problema dei teloni esausti. Nei mesi successivi infatti, POLIECO e la Provincia di Bari avevano iniziato a dialogare per trovare soluzioni. Per quanto riguarda Rutigliano, però, il Comune ha messo fine a questo percorso promettente inserendo a sorpresa la gestione dei teloni esausti all’interno dell’appalto per i rifiuti. Non si capisce bene però come il servizio sarà svolto, se “porta a porta” sul territorio o meno, e non è un buon segnale.

E a Noicattaro? Gli atti di indirizzo del Comune sul tema rifiuti contengono generiche indicazioni per la raccolta differenziata,ma non ci sono riferimenti espliciti ai teloni esausti. Vista la disponibilità del consorzio POLIECO, che già da molto si sarebbe dovuto coinvolgere direttamente nella risoluzione del problema, non sarebbe difficile almeno iniziare un percorso,preferibilmente intercomunale, per eliminare uno dei problemi che rendono la nostra agricoltura così di pesante impatto per il nostro ambiente e per la nostra salute. Un percorso di questo tipo,inoltre, dovrebbe prevedere la sensibilizzazione e l’informazione dei cittadini su queste tematiche. Una campagna per salvare la campagna insomma. O per salvarci da essa, se preferite.


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