Il centro storico apre le porte ai mercatini di Santa Lucia. FOTO

Noicattaro. Mercatini Santa Lucia 2016 front

 

“(...) poi continua la strada/ per tutta la contrada, / poi continua il tuo viaggio / per tutto il mio villaggio. / A tutti i bimbi buoni / Tu porta dolci e doni, / ma i regali più belli / portali ai poverelli”.

Si potrebbe riassumere con i versi di una filastrocca dedicata a Santa Lucia l’ultima edizione dei Mercatini della Solidarietà. Anche chi vive con distacco la ricorrenza religiosa non può essere rimasto indifferente al calore che emanava il centro storico lo scorso martedì 13 Dicembre. E certamente non si potrà destinare alla cabala la fortuna della 13 edizione. Questo viaggio, cominciato nei primi del 2000 dalla via San Tommaso, spostandosi alle adiacenze, ha proseguito il proprio itinerario fino al cuore del paese, via Madre Chiesa. Ed ora che è lì, non può far altro che irradiarsi per tutti i capillari fino alle appendici più lontane.

Il centro storico si è messo l’abito più bello, colorato delle luci più brillanti e preparato ad ospitare gli abitanti di un paese che a volte sembra dimenticare, talvolta ignorare, la bellezza delle “strette”. Certo il loro nome non è una storpiatura dell’inglese “street”. Se si chiamano “strette” è perchè di farsi un giro in macchina non se ne parla nemmeno. Ma il loro fascino è questo. Il dover camminare gomito a gomito ci rende quello che i “social” ci tolgono. L’incontro fortuito col compagno delle scuole medie suggerito tra le “persone che potresti conoscere” ma che forse non si ricorda neanche chi siamo. Il potersi rendere conto che quella ragazza non ha sempre le labbra a cuoricino. Vuoi mettere la bellezza di un sorriso che si apre e le illumina il viso? Poter chiedere di persona come sia andato il viaggio di nozze o per quanti anni di fila, questa volta, l’Inter resterà a secco di trofei.

Qualsiasi siano stati gli argomenti, l’occasione per poterne discutere quest’anno vi è stata offerta dall’entusiasmo del Gruppo Giovani della Chiesa Madre, dall’esperienza di Vito Detoma, presidente dell'associazione “Noicattaro Sviluppo”, la vitalità del substrato associazionistico, la collaborazione tra le diverse parrocchie, la volontà di riscatto di quella parte di Noicattaro che una volta era il tutto. Che si è manifestata con la piena disponibilità degli abitanti, fino ad aprire le porte delle proprie case. Per permettere ai ragazzi degli stand di usufruire dei servizi igienici. O per lasciare che i musicisti si collegassero al proprio impianto elettrico domestico.

Animati dal desiderio di don Vito Campanelli di coinvolgere una più ampia porzione del centro rispetto alle passate edizioni, il Gruppo Giovani si è messo al lavoro. Col supporto delle competenze acquisite nell’organizzazione delle più recenti edizioni di Vito Detoma e quello logistico dell’amministrazione comunale, nelle persone dell’assessore Pignatelli e del consigliere Innamorato, hanno speso tempo ed energie per la realizzazione di questa stupenda serata. Non sono state rare le nottate dedicate allo studio delle normative vigenti, alla pianificazione della dislocazione dei vari, tanti, stand. L’intento, nella concretizzazione del quale si è sfiorata la perfezione, è stato quello di evitare che si creassero ingorghi e che i partecipanti potessero godere degli intrattenimenti proposti senza che venissero meno i presupposti della vivibilità e della sicurezza. Nonostante l’ingente afflusso di gente non solo nojana, infatti, ci si muoveva lungo quasi tutto il percorso con agilità. Certo l’urbanistica dell’epoca non prevedeva un così alto numero di pedoni. Eppure chi ha percorso le strade tra via Madre Chiesa e via San Tommaso fino a largo Trotti, oltre alle suggestive illuminazioni realizzate degli abitanti, ha potuto visionare le opere esposte da diversi artisti, le realizzazioni artigianali, scegliere tra volumi in vendita, partecipare a pesche a premi, ascoltare esibizioni canore o strumentistiche di vario genere, assistere a spettacoli circensi, degustare frittelle o castagne accompagnate da vino o cioccolata calda.

E se non tutti sono riusciti a rendere omaggio alla statua della Santa al rientro dalla rituale processione segnata dal deflagrare dei fuochi d’artificio, il senso che si attribuisce alla sua commemorazione alimentava la serata. Si racconta che sia attribuita a Santa Lucia la fine di una lunga carestia. Avrebbe fatto giungere nel porto di Siracusa navi colme di granaglie il 13 Dicembre 1646. Per questo motivo in diverse zone d’Europa, diversi Comuni italiani per lo più settentrionali compresi, la Santa è portatrice di doni al pari di Babbo Natale. In certi casi ne prende il posto. Con lo stesso spirito le varie associazioni hanno aderito all’iniziativa. I ricavati delle vendite, infatti, non saranno solo destinati all’autofinanziamento delle attività. Parte di esso verrà affidato ad una associazione - verrà deciso dalle associazioni stesse quale - per la realizzazione dei propri progetti che si rivolgano al sociale.

A breve ci è stato chiesto di poter pubblicare il resoconto della serata e l’utilizzo che si sarà deciso di fare della somma raccolta. Noi, certamente disponibili, al netto di quelle che saranno le cifre, siamo lieti di aver potuto testimoniare l’accoglienza, il calore e l’entusiasmo che la popolazione nojana è in grado di offrire quando la cooperazione prevale sull’individualismo. Noicattaro ha dato ancora una volta prova di essere in grado, coi propri limiti, di poter essere all’altezza di aspettative più pretenziose. Ci uniamo all’appello del Gruppo Giovani della Chiesa Madre affinchè questa esperienza non sia considerata il termine di un percorso ma la prima tappa di un viaggio che, lungo strade e contrade, porti la notizia nei vicini villaggi. E che si dica di noi, ciò che noi diciamo dei nostri limitrofi con ammirazione.


[da La Voce del Paese del 17 Dicembre]

Qui alcune foto, a cura del Gruppo Giovani della Chiesa Madre