Venerdì 15 Novembre 2019
   
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“Malasanità? Forse è venuta a mancare l’umanità”

Noicattaro. Guardia medica front

 

Ha circolato su diversi canali d’informazione e sui social la notizia relativa a un presunto caso di malasanità a Noicattaro. I fatti in oggetto risalgono alla notte tra il 7 e l’8 Dicembre. Ma se ne è diffusa la notizia a seguito di una lettera con la quale un ragazzo nojano ha voluto raccontare la disavventura, fortunatamente non evoluta in tragedia, che ha visti protagonisti la madre poco più che cinquantenne, due strutture ospedaliere - una barese l’altra molisana - alcuni operatori del 118 e la guarda medica di turno quella notte nell’ambulatorio allestito presso il Palazzo Comunale.

La donna, affetta da una patologia diagnosticata presso l’ospedale di Carbonara, ha dovuto sottoporsi a un delicato intervento neurochirurgico. Questo però è stato eseguito in provincia di Isernia perchè in Puglia non esistono strutture che dispongono delle stesse tecnologie. Dimessa lo scorso 7 Dicembre, non le sono stati consegnati i medicinali che avrebbero dovuto garantirle di poter osservare la terapia consigliata per i giorni a seguire. L’8 Dicembre, giorno festivo, non avrebbe avuto modo di recarsi dal medico curante per la prescrizione. La mancata assunzione dei farmaci, quella stessa notte, le ha causato un malore. E, a causa di questo, la donna ha perso i sensi e urtato violentemente il capo. Prontamente intervenuti, i sanitari del 118 avrebbero consigliato alla signora, che nel frattempo si è ripresa e rifiutato il trasporto in ospedale, di rivolgersi alla guardia medica per farsi prescrivere i medicinali da reperire presso la farmacia di turno quella notte. Ma il medico della guardia medica avrebbe negato la prescrizione, dato l’orario, e la possibilità di spiegare la gravità della situazione. Poco dopo le condizioni della donna si sono aggravate e si è reso necessario il ricovero presso il “Di Venere”. Ma la struttura non era provvista dei medicinali necessari alla signora. Del reperimento di questi si sono dovuti occupare gli stessi familiari. Il primario e la sua equipe medica hanno comunque donato un lieto fine a questa triste storia.

Se ci fossimo lasciati coinvolgere dalla comprensibile, e condivisibile, emotività che ha dettato la missiva scritta dal figlio della donna, sarebbe stato facile unirsi ai cori di biasimo. Il consigliere regionale Mario Conca (Movimento 5 Stelle), ricevuta la notizia, ha colto l’occasione per porre sotto la lente d’ingrandimento le criticità del Sistema Sanitario Pugliese venute a galla con l’episodio. Ma gran parte delle invettive, raccolte tra i commenti agli articoli pubblicati, mirano alla professionalità del medico di guardia.

Lasciando che le emozioni sedimentassero ci siamo resi conto, tesi confermata dalla consulenza di un medico operatore del 118, che il quadro della situazione non può essere definito completo senza aver ascoltato le ragioni di chi non ha avuto modo di esprimersi. Stando alla Carta Nazionale dei Servizi, effettivamente, a seguito di diversi casi di aggressione nei confronti dei medici di guardia è fatto divieto di accogliere i pazienti in ambulatorio per visitarli o per prescrizioni in determinate fasce orarie. E l’episodio è avvenuto in un orario in cui l’accesso all’ambulatorio non è consentito. Se, per ipotesi, gli operatori del 118 avessero consigliato di telefonare alla guardia medica per richiedere una visita a domicilio piuttosto che andarci personalmente, paradossalmente ma in legge, la cosa avrebbe probabilmente avuto un epilogo diverso. Ma noi non siamo giudici e le ipotesi non possono cambiare ciò che è stato.

Contattato telefonicamente, abbiamo chiesto al figlio della donna di raccontarci qualche ulteriore dettaglio utile a diradare i dubbi sulle eventuali responsabilità. E la sua risposta è stata disarmante, perchè nelle sue parole non c’erano la rabbia e l’indignazione lette altrove, scritte da altri. Ha ribadito la sua riconoscenza nei confronti degli operatori del 118 e dei medici che hanno agito con umanità, nonostante le carenze, per stabilizzare la situazione clinica della madre. Per il medico di guardia, non c’è stata alcuna manifestazione di risentimento. Il solo rammarico è per la possibilità negata al padre, che si era recato presso l’ambulatorio, di raccontare la situazione in cui imperversava la donna. Liquidandolo frettolosamente perchè non avrebbe potuto accoglierlo. Forse, se avesse saputo la recente storia clinica della signora, non si sarebbe formalizzato e avrebbe aperto le porte del suo studio all’uomo disperato dalla sfortunata serie di avvenimenti. La preoccupazione del figlio è quella che possa capitare ad altri quello che è successo a sua madre. Il suo invito, d’ora in avanti, è che si dia la possibilità di spiegare la situazione prima di decidere.

Unendoci all’appello, invitiamo il medico di guardia quella notte, qualora lo ritenga opportuno, a contattarci per esporre la propria versione dei fatti.


[da La Voce del Paese del 24 Dicembre]

Commenti 

 
#1 una mamma 2017-01-03 14:33
il consigliere Mario conca invece di intervenire a sproposito perchè non si interessa, dal momento che Noicattaro è governata dal M5s, di intervenire perchè Noicattaro sia dotata da poliambulatori o che uno dei pochi servizi sanitari presenti sul territorio come e il Consultorio familiare sia dotato di un ginecologo e di una ostetrica?
Forse la giovane età dei consiglieri non fa sentire l'esigenza di avere i servizi sanitari sul territorio? l'assessore al ramo si può degnare di rispondere alle donne che hanno bisogno di questo servizio e sono mesi che si sentono rispondere che il ginecologo è andato in pensione e l'ostetrica è in maternità?
 

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