Giovedì 14 Novembre 2019
   
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Nuova legge contro il Caporalato, gli effetti

Rutigliano. Convegno Caporalato front

 

Era il 30 Dicembre scorso quando, nella Sala Consiliare di Rutigliano, si è discusso degli effetti della nuova legge contro il Caporalato. Presenti il sindaco di Rutigliano, Roberto Romagno, l’assessore all’Ambiente di Noicattaro Claudio Cocozza, il direttore di Foglie Tv, il professore e corrispondente de “Il sole 24 ore” Vincenzo Rutigliano, e Radio 103 che ha mandato in onda tutta la conferenza iniziata intorno alle 18.30 del pomeriggio. Ampia è stata la partecipazione dei cittadini, una compagine variegata di addetti nel settore agricolo, proprietari terrieri, imprenditori ed esperti in materia.

L’avv. Giacomo Sgobba, competente nel Diritto del Lavoro, ha spiegato le modifiche introdotte dalla nuova norma approvata dalla Camera il 18 Ottobre scorso: mentre la norma precedente condannava penalmente il reato di Caporalato - ovvero intermediazione illegale tra lavoratore e datore di lavoro - con la nuova è condannabile non solo il cosiddetto “Caporale” ma anche il datore di lavoro, l’imprenditore e chi ha alle dipendenze i lavoratori stagionali. Inoltre, il Giudice ha il potere di nominare un assistente giudiziario che deve ripristinare la situazione violata e gestire la società e l’impresa confiscata.

A detta dell’avvocato, la norma è diventata ancora più punitiva e, come ha ricordato il professore Vincenzo Rutigliano, l’esigenza di questa modifica è stata determinata molto dall’impatto mediatico che ha avuto il decesso della bracciante agricola di Andria quest’estate, diventata il caso simbolo dello sfruttamento del lavoro nel Mezzogiorno. Si sono ipotizzati gli scenari futuri che potrebbero essere imprevedibili, in quanto tali reati sono gestiti dalla discrezione dei Giudici.

Sono state avanzate nuove proposte, come un’azione popolare dove cinque consigli regionali propongono risposte amministrative. All’unanimità tutti concordi nel confermare che tale modifica alla norma non servirà a eliminare il Caporalato o in generale a regolarizzare il reclutamento degli operai. “Per prospettarsi un’economia seria e pulita non serve solo punire penalmente il reato di sfruttamento del lavoro con una norma approvata molto in fretta da chi non è un esperto del sistema agricolo del luogo, che non ha conoscenza dei meccanismi radicati da decenni in un territorio con forte vocazione agricola e costituito da piccole e medie imprese che oggi affrontano le problematiche di quello che il governo chiama impropriamente il nuovo mercato globale, hanno detto i relatori. “Non c’è più un mercato, ci sono le lobby che fissano i prezzi, li impongono ai produttori e alle imprese che devono azzerare il costo del lavoro a danno della vita dei lavoratori”.

Sempre più spesso le piccole e medie imprese agricole hanno difficoltà a sostenere anche i costi di trasporto in questo genere di lavoro dove lo spostamento è fondamentale. Ed è già di per sé un’anomalia, in quanto nei Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro, per legge l’azienda dovrebbe mettere a disposizione del lavoratore i mezzi di trasporto. Le imprese non ci riescono e i Caporali le sostituiscono su queste mansioni; ovviamente il servizio non è gratuito per il lavoratore. Se l’innovazione della norma ha lo scopo di legalizzare l’economia agricola, allora dovevano tener conto di quello che è oggi il mercato globale, un vertice criminale molto più dei Caporali.


[da La Voce del Paese del 14 Gennaio]

Rutigliano. Convegno Caporalato intero

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