Sabato 20 Aprile 2019
   
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Ciao ciao 2016! Torre a Mare e i propositi per il nuovo anno

Torre a Mare. Buon 2017 front

 

Il testo della canzone del compianto Lucio Dalla recitava “Caro amico ti scrivo...”; ebbene non abbiamo la presunzione di paragonarci al grande Lucio, ma in un certo senso anche noi vogliamo scrivere qualcosa alla nostra Torre a Mare.

Cara Torre a Mare ti scrivo, così mi distraggo un po’ o almeno ci provo, mentre intorno a noi le luminarie vengono smantellate ed una leggera coltre di neve ti abbraccia.

Cosa dirti cara Torre a Mare? Da dove iniziare? Il freddo di questi giorni si è portato via un anno, alcuni pelosini non ci sono più ed altri si sono appena affacciati alla vita, eppure il piccolo borgo trascina con se le sue tradizioni, le sue problematiche, le sue aspettative, le sue storie.

Il 2016 doveva essere l’anno della svolta, l’anno del dragaggio del porto, della pulizia della Lama Giotta, della valorizzazione dei siti archeologici, l’anno delle promesse mantenute, ed invece speranze ed aspettative si tuffano nel 2017.

Ne abbiamo raccontate tante di storie in questo 2016: personaggi ed eventi ci hanno accompagnato in questi trecentosessantacinque giorni, note dolenti e piacevoli si sono alternate nelle pagine del nostro giornale, momenti di allegria e partecipazione hanno lasciato spazio a fatti di cronaca, eppure l’interrogativo è sempre lo stesso. Cosa ci lascia questo 2016? Cosa ci porterà il 2017?

L’anno appena trascorso ha restituito alla comunità pelosina la sua identità, quel senso di appartenenza, che si è consolidato ulteriormente attraverso i numerosissimi eventi organizzati dalla Parrocchia di San Nicola e dal nostro don Fabio Carbonara, capace di sorprendere tutti come sempre. La neonata Pro Loco, capace di unire energie ed impegno delle numerose realtà associative del territorio, il Comitato di Quartiere, sempre più attivo e capace di far sentire la voce dei residenti.

Il 2016 è stato l’anno della I edizione del Palio Nojano a Torre a Mare, all’insegna della storia e della tradizione. Abbiamo ospitato i ragazzi di Sea Shepherd per la pulizia della costa, ci siamo confrontati con la comunità dell’Italia che cambia, abbiamo combattuto al fianco dei commercianti per far fronte alle numerose rapine, abbiamo instaurato un dialogo sempre più forte con le istituzioni per restituire sicurezza e tranquillità agli abitanti, ci siamo travestiti per rievocare la Passione di Cristo, abbiamo ballato in piazza sulle note dei Terraross, ci siamo asciugati le lacrime mentre Grotta Regina andava in fumo. Insomma, ne abbiamo combinate di tutti i colori, eppure come ogni anno c’è quel pizzico di amarezza, che accompagna la fine di un anno.

L’amarezza di non avere un porto fruibile dai pescatori, la rabbia nell’essere testimoni di ripetuti atti vandalici perpetrati da teppistelli annoiati, la vergogna nel vedere rifiuti abbandonati ovunque, senza dimenticare le fughe delle blatte dai tombini e soprattutto la consapevolezza di non essere ancora in grado di poter migliorare sotto il profilo del senso civico e della capacità di tutelare il bene comune.

Le problematiche sono sempre le stesse, anno dopo anno si ripetono le solite cantilene e lamentele, mentre una fantastica alba ci ricorda che oggi è un altro giorno, un altro anno e che in fondo possiamo davvero fare di più per la nostra Torre a Mare.

Il 2017 ci porterà il tanto atteso dragaggio? Riusciremo a risolvere il problema dell’abbandono degli ingombranti? Torre a Mare sarà più a dimensione di bambino? La Torre Pelosa potrà essere visitata e valorizzata? I commercianti potranno lavorare in totale sicurezza? Per rispondere a queste domande abbiamo trecentosessantacinque giorni.


[da La Voce del Paese del 14 Gennaio]

Torre a Mare. Buon 2017 intero

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