Martedì 25 Giugno 2019
   
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Mariapia Rubino, il suo cappotto alla Fashion Week di Lecce

Noicattaro. Cappotto Mariapia Rubino front

 

Solare nei gesti tipici degli adolescenti della sua età ma con forte temperamento di chi sa già quello che desidera dalla vita: sono queste le caratteristiche che abbiamo notato nell’intervista che state per leggere della diciannovenne nojana Mariapia Rubino. Da poco iscritta all’Accademia di Moda “Calcagnile” di Lecce, il capo di abbigliamento da lei personalizzato “Red Coat” ha ricevuto plausi e onori. Diplomata in lingue, aveva un ventaglio di strade che le sarebbero piaciute intraprendere: la facoltà di Chimica e di Biotecnologie, ad esempio, la ispiravano molto. Per un breve momento ha pensato anche di iscriversi all’Accademia Militare in Aeronautica e all’Accademia di Belle Arti, ma alla fine ha scelto il corso di Moda. Un passatempo che si è trasformato in una passione, concretizzata con l’iscrizione all’Accademia di Lecce. Una vena artistica che ha coltivato sin da bambina quando si cimentava a disegnare i personaggi dei suoi cartoni animati preferiti, non denigrando di disegnare abiti tradizionali. Non a caso ha voluto realizzare essa stessa l’abito dei suoi 18 anni. Ed ora che il suo cappotto “Red Coat” ha sfilato per la Fashion Week di Lecce lo scorso 3 Dicembre, la sua determinazione è molto più vigorosa.

Mariapia, ci racconti il progetto che ha portato il suo cappotto a calcare le passerelle della XVII Fashion Week di Lecce...

Con un gruppo di 8 persone del primo anno, ognuna con un capo di abbigliamento diverso, abbiamo partecipato alla Fashion Week. La collezione si chiama ID-code: Codice D’Identità, e da questo tema abbiamo cercato di rappresentare diverse identità come l’identità virtuale o l’identità reale. Il cappotto è stato un lavoro di restyling; i capi di abbigliamento erano già preesistenti, noi dovevamo aggiungere o modellare a seconda della finalità che gli volevamo dare. Io mi sono concentrata sull’identità filosofico-letteraria richiamando una frase del filosofo francese Sartre: “L’inferno sono gli altri”. Infatti il cappotto è rosso come l’inferno, a cui ho aggiunto degli accessori come l’occhio che rappresenta lo specchio dell’anima. Gli occhi parlano e raccontano quello che si è ma allo stesso tempo sono uno strumento di giudizio. Noi attraverso lo sguardo giudichiamo gli altri e facciamo sentire quella persona inappropriata o diversa. Dipende da ciò che si vuole far emergere da quegli occhi, se sono occhi che giudicano o che fanno riflettere o riflettono se stessi. L’inserimento di una mano posta in basso che indossa un bracciale vero, simula la volontà di coprire una bocca spalancata o attonita. Dietro al cappotto ho inserito degli occhiali da sole per enfatizzare lo sguardo. Ho voluto ingrandire l’occhio, come la mano, perché volevo accentuare questo tema e mettere in risalto tutti i particolari. Infine ai polsi della maniche ho applicato un’unghia che sporge proprio per richiamare le unghie vere di una mano. È la donna con la sua femminilità il tema del mio cappotto, che ho denominato “Red Coat”.

Subito dopo la sfilata è successo l’inaspettato…

Dopo la sfilata alla Fashion Week, dove è stata apprezzata tutta la collezione, il mio cappotto è stato mostrato durante la trasmissione televisiva “I Fatti Vostri” su Rai2, collegata con la Maison Gattinoni dove il mio cappotto è stato portato per delle prove generali, insieme ad altri due capi. Poi in seguito è stato portato ad una conferenza sul bullismo. Non mi sarei mai aspettata che in due mesi di corso avrei realizzato qualcosa per una passerella, perché a differenza di alcune mie colleghe di Accademia, io ho una maturità linguistica e non una preparazione in moda. Sono spinta da una forte passione ma non ho ancora delle solide basi; voglio capire e scoprire di più di questo mondo perché ho fame di conoscere i tessuti e tutto ciò che lo riguarda. Per ora voglio studiare e magari più avanti realizzare una mia linea di abbigliamento.

A quali stilisti cerca di ispirarsi?

Non mi sono mai affacciata al mondo delle fashion blogger perché preferisco seguire più le collezioni come quelle di Dolce&Gabbana e Alexander McQueen, stilisti che hanno un trascorso interiore che riversano poi nelle loro opere; ritengo che alcuni dei loro capi di abbigliamento siano delle vere e proprie opere artistiche. Non mi piace la classicità tradizionale, preferisco qualcosa di più stravagante, più bizzarro e surrealista. Sia chiaro, adoro l’eleganza e la classicità ma amo l’arte astratta, come anche la corrente impressionista e futurista. Sono affascinata da artisti come Salvador Dalì, Monet, Renoir e dall’architettura di Gaudi perché non hanno seguito le regole e hanno voluto cambiare.

Si aspettava che il suo “Red Coat” potesse riscuotere tanto successo dopo solo due mesi di Accademia?

Sono orgoglioso del fatto che abbiano scelto il mio capo e che abbia avuto così successo. Non mi aspettavo però che accadesse in così poco tempo perché fondamentalmente sono una principiante e non avrei mai pensato di avere tanto talento come mi hanno detto perché sono partita dal niente, a differenza dei miei compagni di Accademia che studiano Moda da anni. Quando l’ho ideato era solo una bozza e non ero molto convita. Non l’ho apprezzato molto all’inizio, ma la mia insegnante mi ha incoraggiata, ripetendomi più volte della bellezza dell’abito. Mentre il cappotto prendeva forma, solo allora ho realizzato che il cappotto poteva avere molte chance e ora ne sono affezionata. Non mi ha spaventa il fatto di aver avuto da subito un riscontro positivo, ciò mi spinge invece a cercare qualcosa di originale da realizzare. E ho notato che a seguito di questo esito, adesso quando vado a fare shopping non guardo più un capo con gli occhi di prima ma guardo le rifiniture, le decorazioni, quali cambiamenti posso io apportare all’abito, oltre a guardare il prezzo (ride, ndr).

Cosa significa per lei la moda?

È un mondo enorme pieno di ostacoli e competizioni, quindi spero di esserne all’altezza. Tuttavia, non credo che la moda sia un vestito, o una borsa o una semplice collana che indossiamo, perché se abbiamo scelto di indossare quel tipo di abito, borsa o collana, significa che ci rappresenta in tutto e per tutto. A volte anche dal modo in cui una persona si veste o da come acconcia i capelli, si può capire molto della sua personalità. Per me la moda è essere diversa dagli altri. Non voglio essere al di sopra degli altri ma solo me stessa.


[da La Voce del Paese del 14 Gennaio]

Noicattaro. Cappotto Mariapia Rubino intero

Noicattaro. Cappotto Mariapia Rubino intero2

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