Mercoledì 23 Gennaio 2019
   
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Francesco Riglietti alla Maratona di New York: il sogno divenuto realtà

Noicattaro. Francesco Riglietti alla Maratona di New York front

 

La storia che stiamo per raccontarvi racchiude in sé un messaggio di forza e di speranza: la speranza di non lasciarsi travolgere dal peso del rimorso. Francesco Riglietti, 50 anni di Torre a Mare, ha sempre coltivato nella sua vita la passione per la corsa, praticandola saltuariamente solo per tenersi in forma. Due anni fa, però, ha deciso di trasformare questo piacevole passatempo in una passione, iscrivendosi all’associazione di atletica “Freedogs” di Castellana e passo dopo passo è riuscito a partecipare all’ambiziosa Maratona di New York, svoltasi lo scorso 6 Novembre che vanta, mediamente, 60mila partecipanti ogni anno. Il percorso della Maratona di New York attraversa tutti e cinque i quartieri che compongono questa metropoli: Staten Island, Brooklyn, Queens, Manhattan e Bronx. Molti italiani prendono parte a questa Maratona; essi, infatti, insieme ai francesi, sono gli europei che più di tutti vi partecipano. Francesco Riglietti ha già all’attivo una Maratona disputata a Londra nel 2015, ma quella di New York era il suo sogno nel cassetto. Responsabile di una società di credito al consumo nell’area Puglia-Basilicata, la corsa gli ha insegnato che anche le cose difficili possono essere raggiunte. Al podista Riglietti abbiamo rivolto le nostre domande.

Ci racconti i suoi giorni a New York prima della gara...

Il giorno prima della Maratona c’è stata una cerimonia inaugurale a Central Park con tutte le nazioni che vi partecipavano. C’erano, inoltre, personaggi noti come Stefano Baldini, l’atleta olimpionico, e Orlando Pizzolato, ex maratoneta che ha vinto due volte la Maratona di New York e che mi segue negli allenamenti. Ho avuto il piacere di conoscerlo durante uno stage nei quali spiega i vari metodi tecnici e di alimentazione volti a migliorare la corsa. Mi segue ancora negli allenamenti, anche se a distanza.

Come si è preparato alla Maratona?

In maniera assidua, correndo ogni giorno. Non avevo ambizioni di vincere, la mia vittoria è stata quella di esserci. Prima correvo in maniera saltuaria per tenermi in forma, poi però la corsa è diventa una sana droga che mi fa star bene non solo a livello fisico ma anche mentale.

Chiunque può parteciparvi?

Sì. Io, ad esempio, ho organizzato il tutto attraverso un tour operator di Bologna specializzato in questi viaggi all’estero. Anche alla mezza Maratona di Londra ci sono andato tramite questa agenzia, dandoti la possibilità di prenotare, sempre attraverso loro, il volo e l’albergo. Ti consegnano anche il pettorale, che è difficile da ottenere se si va senza una organizzazione alle spalle.

Che emozioni ha provato?

Una sensazione bellissima. Al di là della Maratona di Londra, questa è la mia prima vera Maratona alla quale partecipo; un esordio a dir poco sorprendente. È stata un emozione bellissima perché il pubblico newyorkese è molto coinvolgente, ti incita per tutto il percorso e ricordo che quando sono arrivato al traguardo mi sono commosso: arrivare dopo 42 km percorsi e sapere di avercela fatta nel coronare il sogno della propria vita, mi ha molto emozionato. Il mio timore era quello di non riuscire a tagliare il traguardo. Infatti, verso il 30esimo km ho avvertito dei dolori e ho iniziato a preoccuparmi, ma sarei arrivato al traguardo anche con una gamba sola.

Che tempi ha fatto?

Ho impiegato 3h e 55m. Chiudere una Maratona sotto le quattro ore, come prima volta, è un buon risultato considerando il percorso molto impegnativo. Il mio prossimo obiettivo è la Maratona di Berlino a Settembre 2017. Il percorso lì è veloce, perché è pianeggiante, e si gareggia per fare il tempo. Infatti in questa Maratona vi partecipano soprattutto gli atleti professionisti per registrare il record del mondo. Ogni podista sogna di disputare nell’arco della sua vita le 5 Maratone, le “Top 5 World Marathon Majors”: New York, Boston, Chicago, Berlino, Londra e Tokyo.

Il suo obiettivo è quello di partecipare alla Top 5 World?

Mi piacerebbe ma, considerando l’età e i costi di viaggio, è molto improbabile. C’è l’idea di partecipare alla Maratona di Roma ad Aprile, ma sono fermo per un infortunio e spero di riprendermi presto e valuterò in seguito cosa è giusto fare.

Quale posizione è riuscito a guadagnare?

Su 60mila partecipanti io sono arrivato 11millesimo, tanto che il New York Times (il più famoso giornale newyorkese, ndr) ha pubblicato i nomi dei primi 30mila atleti che sono arrivati al traguardo. È stato per me un motivo di orgoglio perché gareggio da poco e, vedere una differenza di due ore rispetto ai primi arrivati, mi rende fiero.

Qual è stata la motivazione che l’ha spinta a prendere seriamente la corsa?

È stata quella di fare qualcosa che mi potesse far star bene. Io odio la routine quotidiana, la monotonia e sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli che possano farmi stare bene. Penso che ognuno di noi debba trovare ogni giorno un motivo per vivere.


[da La Voce del Paese del 21 Gennaio]

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