Martedì 19 Novembre 2019
   
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Ritrovate le ricette mediche con la firma del prof. Nicola Pende. FOTO

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In occasione di alcune ricerche storiche effettuate nello scorso mese di Dicembre, il prof. Vito Didonna, noto cultore di storia locale, si reca a Bologna e da qui a Milano, dove viene in contatto con una libreria specializzata nella vendita di libri e documenti d’antiquariato. Spinto dalla curiosità del ricercatore, riesce a visionare del materiale di rilevanza storico-culturale inerente Noicattaro. Con suo enorme stupore, si trova al cospetto di 5 ricette mediche a firma del professor Nicola Pende, l’illustre e discusso medico endocrinologo di origini nojane, recanti le prescrizioni terapeutiche e farmacologiche per le necessità del caso. Al prof. Didonna abbiamo rivolto alcune domande.

Si attendeva un risultato simile?

No, assolutamente, si è trattato di un rinvenimento del tutto casuale. Assieme a mia moglie, mi sono recato a Milano dove, in occasione dei festeggiamenti per Sant’Ambrogio, è possibile assistere alla fiera tradizionale degli “O bej O bej”, incentrata su quegli oggetti che, durante il periodo natalizio, i genitori milanesi regalano ai propri figli. Ho dunque scoperto i predetti documenti, tutti firmati, tutti timbrati, tutti rigorosamente autentici, con alcuni corredati di data. Sui documenti risalta inoltre l’indirizzo dell’epoca: “Roma, via Salaria 37” e il vecchio numero di telefono.

Cosa l’ha spinta ad acquistare i documenti in questione?

La motivazioni più importanti riguardano la firma e la data, quella del 23/4/1949, risalente a 11 anni dopo la famosa firma di Pende al Manifesto della Razza di Mussolini nel 1938, sebbene si discuta ancora se si tratti di una firma contraffatta o realmente apposta. Ben si comprende, dunque, l’attenzione verso i presenti documenti considerato il valore nella storia della firma di Pende. L’altro motivo che mi ha spinto all’acquisto è basato su un mio ricordo personale. A causa della malformazione a un braccio conseguente a un parto “distocico”, all’età di sei anni i miei genitori mi hanno condotto a Roma per essere visitato dal prof. Pende. Quasi inorridito dalla terapia effettuata con impulsi elettrici a Bari, per recuperare la funzionalità dell’arto, Nicola Pende mi consigliò semplicemente il mare o, nei mesi invernali, la piscina. Inutile dire che ho assolutamente seguito il consiglio, riscontrando sia un beneficio fisico che mentale. Secondo il concetto di Pende, l’essere umano è un insieme armonico e, non a caso, la sua endocrinologia è in linea con la sua formazione classica avvenuta nel liceo classico Cirillo di Bari.

Quanto è costato venire in possesso dei presenti documenti?

Di fronte al recupero della propria identità, della storia e della memoria, si chiude un occhio sui costi, secondari rispetto all’immagine, al ricordo, alla memoria e al consiglio paterno del dott. Pende.

La memoria del prof. Nicola Pende è spesso offuscata dai suoi trascorsi politici. Quanto ritiene sia corretto?

Il mio lavoro di questi anni è stato quello di insegnare la storia, comprendendo che i giudizi affrettati sono sempre condizionati dalle passioni e quasi sempre dettati da elementi non obiettivi. Personalmente, ma anche come cultore di storia, ritengo che la figura di Nicola Pende sia stata messa in ombra dalla vera o supposta firma al Manifesto. La cultura italiana, ma anche internazionale, ha purtroppo dimenticato che Nicola Pende è stato per tre volte candidato al premio Nobel per i suoi meriti scientifici: nel 1937 per le scoperte nell’endocrinologia, nel 1943 per la biotipologia e nel 1951 per le ghiandole che secernono gli ormoni, quindi per la struttura chimica delle ghiandole endocrine. Non va inoltre dimenticato che nel 1924 Nicola Pende è stato fondatore e primo rettore dell’Università di Bari, con i suoi insegnamenti nelle diverse cattedre: Berlino, Padova, Genova, Messina, Cagliari e Roma, senza poi contare le numerose lauree ad honorem. Va anche ricordata la sua nomina nel 1933 a Senatore del Regno d’Italia. Come detto, taluni giudizi hanno bisogno di tempo, poiché il tempo consente la lontananza dalle passioni e l’obiettività di giudizio, fornendo soprattutto la possibilità di analizzare il personaggio nella sua complessità.


[da La Voce del Paese del 21 Gennaio]

Qui alcune foto

Commenti 

 
#1 Ned Ellis 2017-01-28 09:55
Un grandissimo scienziato italiano ma anche Senatore del Regno fino al 1943, anno della chiusura del Senato e della Camera dei fasci e delle corporazioni, visti gli sviluppi della Seconda Guerra Mondiale. Qualche responsabilità politica c'è, dai su. Questo "neo" politico è stata la causa della "dimenticanza" internazionale.
 

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