Domenica 22 Settembre 2019
   
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A Noicattaro il “XX Congresso Nazionale Uva da Tavola”

Noicattaro. Congresso Uva da Tavola front

 

Venerdì 27 Gennaio sì è tenuto, presso la sala conferenze di Una Hotel Regina - tra Noicattaro e Torre a Mare - il “XX Congresso Nazionale Uva da Tavola”. I lavori sono stati aperti da Mario Colapietra, fondatore e presidente del Congresso che dal 2001 è divenuto internazionale.

Dopo una rapida rassegna dei vitigni protagonisti dell’annata commerciale appena conclusa, l’analisi dei risultati ottenuti in relazione alle ipotesi formulate e una indicazione sulle qualità da tenere in considerazione in caso di futuri investimenti, è emerso un quadro generale di un comparto sofferente per la concorrenza figlia della globalizzazione dei mercati. Vincolato anche ai legittimi limiti che i detentori dei nuovi brevetti impongono. Ma che, a giudicare dalla continua ricerca che mira all’innovazione tramite la sperimentazione, non è morto.

Lasciando agli specialisti del settore la disamina delle relazioni tecniche che hanno seguito l’introduzione del presidente Colapietra, ci soffermeremo su un aspetto che coinvolge direttamente, o di rimbalzo, l’interesse della cittadinanza. L’economia locale, non siamo noi a dirlo, non può prescindere dal bilancio delle numerose aziende agricole locali. Maggiori profitti per le aziende producono maggiore offerta di lavoro e un più elevato potere di acquisto per le famiglie. A beneficio di tutte le attività commerciali e artigianali che operano all’interno del paese. Dal confronto con un tecnico presente al Congresso, sono emersi diversi spunti di riflessione che vorremmo riproporvi.

Prendendo a campione il Congresso, il fatto che si sia tenuto nel nostro territorio, piuttosto che a Casamassima come le passate edizioni, tocchiamo subito con mano la creazione dell’indotto: tra le decine di persone che hanno partecipato - stimiamo oltre le duecento presenze - sicuramente sono stati effettuati acquisti presso le strutture circostanti; probabilmente qualcuno ha usufruito dei servizi della struttura ospitante. Questo banale ragionamento stia a suggellare l’interesse della cittadinanza con le sorti del settore primario. Per definizione e per l’importanza che lo investe a Noicattaro.

Nel nostro Comune non mancano esempi virtuosi di imprenditori che da anni sono sulla scena. Non mancano nella commercializzazione dell’uva come nella produzione e manutenzione di mezzi, prodotti o attrezzature. Ricordiamo la già citata premiazione di un’azienda nojana, Aniplast, “per aver consentito lo svolgimento del Congresso Nazionale sull’Uva da Tavola, la divulgazione dei risultati della sperimentazione e delle tecniche innovative a favore dei produttori italiani”. Altrettanto importante è l’opera di produttori, dal piccolo proprietario al latifondista, che ogni anno spendono energie e risorse affidando la propria fortuna alle oscillazioni di un mercato sempre più imprevedibile o di un clima quanto mai scostante.

In cosa, forse, potremmo migliorare? Il confronto con altre realtà, più o meno vicine, ci vede spesso al passo con il progresso delle tecniche. La qualità dei prodotti autoctoni continua ad essere apprezzata in diverse zone d’Italia e del mondo. Potrebbe essere necessaria una più diffusa consapevolezza del potenziale a nostra disposizione. Sarebbe auspicabile, ad esempio, la nascita di una scuola di eccellenza agraria che ci renda promotori dell’innovazione, così come lo siamo stati nell’invenzione del tendone prima e della copertura dopo. Non semplici fruitori. Difficilmente si potrà vedere gli imprenditori sottrarre risorse agli investimenti in uva per diversificarli e puntare su altri prodotti. Il nostro interlocutore, che si occupa di import-export ortofrutticolo, non si spiega l’ostinazione a non voler destinare parte delle risorse da investire in colture meno dispendiose in tempi, energie e denaro talvolta, a conti fatti, più redditizie. Di contro, secondo un produttore locale, la scelta mono-settoriale deriva dalla necessità di specializzazione. Il rischio è che la diversificazione comprometta il buon esito su tutti i fronti. Meglio una cosa fatta bene che due fatte male. E allora che sia fatta davvero bene. E che Noicattaro si impegni nella realizzazione di poli di formazione in cui si respiri agricoltura, dal quale far scaturire un piano di marketing a medio termine e lungo raggio, per dare nuovo lustro al nostro Comune. Si potrebbe ambire ad ospitare qui, dove la storia della coltura a tendone ha avuto origine, gli eventi che oggi vedono aziende da tutto il mondo rivolgersi ad esempio a Berlino. Non parliamo di prodotti a chilometro zero. Ma di diventare, per l’uva, il chilometro zero.


[da La Voce del Paese del 4 Febbraio]

Noicattaro. Congresso Uva da Tavola intero

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