Mercoledì 16 Ottobre 2019
   
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Assistenza disabili e anziani, a breve il secondo mezzo

Noicattaro. Doblò Protezione Civile front

 

Quella che andremo a raccontare è la storia di un furgoncino che cerca un fratello. Sono passati più di due anni e circa 90.000 (novantamila) chilometri dall’ultima volta che si è parlato di Doblò. Che venne a Noicattaro con l’intento di fare del bene. E ne ha fatto. Eccome se ne ha fatto.

Anna ci ha raccontato la storia di suo figlio Luca. Era più facile portarlo a scuola quando frequentava la primaria. Già da allora, il povero Luca si muoveva in carrozzina, che era ancora leggera e abitava a pochi passi. Ora Luca è cresciuto, la sua carrozzina comincia a pesare. E le gambe di Anna cominciano a non reggere più la stanchezza. Ma ad accompagnare a scuola Luca ci pensa Doblò. Un giorno non molto lontano Luigi ha chiesto l’intervento di Doblò per trasportare da una struttura ospedaliera ad un centro fisioterapico sua madre. Senza lasciarsi intimorire dai chilometri da percorrere, il nostro furgoncino accompagna la dolce signora e le promette che, quando ne avrà bisogno, la riaccompagnerà in ospedale. Doblò ne ha percorsi tanti di chilometri, in ogni direzione ma sempre a fin di bene. Qualche volta ha preso il posto delle autoambulanze, impegnate altrove. Il suo altruismo lo ha spinto ad aiutare chi ne avesse bisogno anche nei paesi vicini. Anche nei paesi lontani. Non è passato molto tempo da quando Doblò è partito alla volta di una zona d’Italia sconquassata dal terremoto per portare in dono la manifestazione di solidarietà dei cittadini di Noicattaro. Ma, mentre i suoi concittadini si organizzavano e raccoglievano tre pedane di latte da tornare a consegnare nello sciagurato Abruzzo, di ritorno dal primo viaggio sul cruscotto di Doblò si è accesa una spia. E ora è in officina.

Quella raccontata è una storia fantasiosa solo nei nomi. I fatti sono reali. Fino al suo ricovero in officina sarà capitato a molti di vedere il protagonista guidato da Rocco Leo, presidente della Protezione Civile, percorrere in lungo e in largo le strade di Noicattaro. Questo mezzo, della cui consegna abbiamo già raccontato entusiasti, è stato messo a disposizione dei cittadini nojani che abbiano la necessità di spostamenti urgenti o necessari e che non ne abbiano la possibilità. Che si tratti di sedute di fisioterapia, visite presso strutture cliniche specializzate, dialisi o cicli di chemio, basta rivolgersi alla Protezione Civile. Ma il gran cuore dei volontari membri della Protezione Civile, pur riuscendo ad oggi a garantire tra i 15 e i 18 servizi giornalieri, non basta a colmare il divario tra la possibilità di intervento e le richieste. Che col tempo, e la diffusione della notizia del servizio gratuito offerto, stanno diventando sempre più numerose. E com’era prevedibile, l’usura ha avuto il sopravvento.

Vito Porrelli si è fatto portavoce per raccogliere le adesioni di quanti vogliano contribuire alla realizzazione di un secondo mezzo. Più grande. Che oltre al trasporto di più carrozzine - sei a fronte dell’unica trasportabile con l’attuale in uso - possa avvicendarsi col Doblò per soddisfare le esigenze dei più. “Ormai siamo quasi al 70%, mancano poche adesioni per poter donare a Noicattaro questo altro mezzo. Le attività - ci spiega - possono partecipare semplicemente facendosi pubblicità. I mezzi che vengono consegnati sono tappezzati dai loghi di quanti hanno contribuito a realizzarli. Leggere il proprio nome su quel mezzo ci fa sentire alla guida dello stesso, e la sensazione è bellissima”. Circa i costi da sostenere, “considerate che con la legge Guidi (L. 328/200) le spese che si sostengono sono interamente deducibili, quindi non vanno a gravare sul bilancio aziendale. In pratica si ha la possibilità di scegliere se spendere quei soldi in tasse o facendo un’azione concreta per i nostri concittadini”.

“I mezzi - aggiunge Porrelli - sono consegnati con un contratto di comodato d’uso gratuito, le uniche spese extra da sostenere sono quelle per il carburante. Al momento se ne occupano i volontari stessi se mancano donazioni spontanee. La manutenzione ordinaria è programmata e effettuata in un’officina qui vicino. Purtroppo l’abuso del mezzo ha comportato un guasto che necessita uno stop di una settimana. E non sappiamo come fare per quei servizi che quotidianamente garantiamo. Il secondo mezzo sarebbe stato comodo”.

Noi raccogliamo l’appello di Vito Porrelli, che si rende disponibile per qualsiasi chiarimento, a voler contribuire nella realizzazione di questo secondo progetto a completamento del primo. E riportiamo l’esempio di altre amministrazioni, come ad esempio quella di Polignano a Mare e Acquaviva delle Fonti, che hanno avuto la possibilità di contribuire con dei buoni carburante, per aiutare i volontari nella gestione di alcune difficoltà. Che ci sembrano superabili solo finché non ne siamo coinvolti.


[da La Voce del Paese del 4 Febbraio]

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