Mercoledì 19 Giugno 2019
   
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10 Febbraio: giornata in ricordo dei martiri delle foibe

Noicattaro. Vittime foibe front

 

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Katiana Rescina, una nostra lettrice, che scrive in merito alla giornata in ricordo dei martiri delle foibe. Per non dimenticare.

Questa è la storia di un silenzio colpevole durato quasi cinquant’anni. Un silenzio che avvolge le vittime dimenticate di un eccidio che ancora oggi non trova una razionale giustificazione. La classe politica vincente e la storiografia hanno volontariamente oscurato e distorto il ricordo degli italiani uccisi nelle foibe istriane.

Solo nel Febbraio 2005 il Parlamento Italiano istituisce la giornata del ricordo così come la definisce la L. 30 Marzo 2004 n. 92 “la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”, ed è da qualche anno che abbiamo cominciato ad elaborare quella che è conosciuta come una delle pagine più nere della storia d’Italia.

Foibe, fenomeno geologico tipico del Carso, genera cavità profonde anche oltre 100 metri, ed è proprio questo lo scenario in cui tra il 1943 e il 1947 si consuma il massacro di quasi diecimila italiani (alcune fonti storiografiche parlano di dodicimila morti).

È possibile suddividere l’eccidio in due differenti periodi: gli infoibamenti del 1943 e le stragi perpetrate tra il 1945 e il 1947.

Subito dopo la firma dell’Armistizio del Settembre 1943, si scatena la prima ondata di violenza: in Istria e Dalmazia i partigiani slavi affamano, torturano e gettano nelle foibe un migliaio di italiani considerati fascisti e non aderenti alla dottrina comunista, perché ritenuti nemici del popolo. Le vittime della follia omicida titina, dopo atroci sevizie e torture, venivano condotte nelle vicinanze della foiba; a questo punto gli aguzzini legavano le vittime tra loro mani e piedi avvalendosi di fil di ferro e fucilavano il primo malcapitato che precipitava nella foiba, trascinando con sé il compagno cui era legato.

Atroce la storia di Norma Cossetto, studentessa italiana la cui unica colpa fu nascere italiana a Pola; arrestata, offre un netto rifiuto a entrare nelle file del movimento partigiano, a questo punto viene segregata, stuprata e gettata ancora viva in una foiba profonda 136 metri nelle vicinanze di Pola.

Dopo l’occupazione di Zara nel ’44, Tito impone agli anglo-americani di bombardare la città, provocando oltre quattromila morti. Nel ’45 una nuova ondata di violenza esplode contro gli italiani, che vengono fucilati e affogati.

Fascisti, cattolici, donne, uomini, anziani e bambini: una carneficina scatenata dall’odio ideologico di Tito contro i non comunisti e gli italiani presenti in quella che diventerà la Jugoslavia.

Una persecuzione che prosegue fino al 1947, data in cui vengono definiti i confini tra la Jugoslavia e l’Italia: l’Istria, Fiume e Zara finiscono sotto l’egida jugoslava. Trecentocinquantamila italiani diventano esuli che scappano dalla morte, dal terrore e dall’orrore della persecuzione titina. La sinistra italiana ignora il fenomeno, non manifesta solidarietà per i suoi fratelli, considerati fuggiaschi di un paese comunista alleato dell’URSS.

Nemmeno la democrazia cristiana ne riabilita il ricordo con dignità, sono considerate vittime di serie B ancora per molti anni.

Parlarne, per conoscere e non dimenticare. Solo così le nuove generazioni avranno gli strumenti giusti per comprendere.

Commenti 

 
#4 Comicità 2017-02-12 08:57
Toto (Tito) comunque il tuo commento con le foibe non azzecca un ******** di niente!
Sei un comunista evidentemente!
 
 
#3 Comicità 2017-02-12 08:56
Perché con l'Europa della Merkel cosa sei!
 
 
#2 TOTO 2017-02-11 16:51
Se non intervenivano gli alleati eravamo ormai una colonia nazista.
 
 
#1 memoria 2017-02-10 15:17
Completamente d'accordo, conoscere e non dimenticare:
https://it.wikipedia.org/wiki/Crimini_di_guerra_italiani
 

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