Martedì 22 Gennaio 2019
   
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“È tempo di innovazione”. Al via gli incontri divulgativi sull’agricoltura

Noicattaro. La prof.ssa Stefania Pollastro e Angelo Gasparre front

 

Si è tenuto venerdì 3 Febbraio, presso la Sala Consiliare, il primo di una serie di incontri divulgativi destinati agli operatori del settore agricolo. Promotore dell’iniziativa, patrocinata dal Comune, lo studio associato Food Agri Service, in collaborazione con Graper e Greenyardfresh.

Ci racconta Angelo Gasparre, uno dei soci Food Agri Service, che “l’idea nasce da quello che è stato il percorso dello studio e a seguito del ‘Premio Bella Vigna’. Dal comparto è sempre venuta fuori la carenza di manifestazioni ed eventi. A differenza ad esempio di Rutigliano”. Durante l’evento, creato in collaborazione con Foglie Tv, uvadatavola.com e lo studio Graper, non è stato premiato il grappolo più bello, come accade in altre manifestazioni, ma “il sistema di gestione dei vigneti. I criteri valutativi consideravano sia gli aspetti qualitativi del prodotto che la sostenibilità. Rispetto dell’ambiente, ricerca di alternative ai prodotti chimici, gestione del suolo e dell’irrigazione. Considerando che siamo in un momento legislativo in cui l’Europa ci chiede di adottare questi sistemi, durante le valutazioni ci siamo resi conto della carenza nell’adozione di questi metodi”. Dal carattere non solo aggregativo della manifestazione, ma dall’intenzione di far sì che abbia un fine divulgativo, è nata l’idea di mettere in piedi questa serie di eventi, in collaborazione con tecnici agronomi e docenti ricercatori presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Bari. “I temi affrontati andranno ad approfondire gli aspetti che verranno tenuti in considerazione nella prossima edizione. Oggi, ad esempio andremo ad affrontare l’utilizzo di mezzi alternativi alla chimica per difenderci dalle malattie funginee, o dagli insetti, della gestione dell’acqua e del suolo”. In seguito si approfondiranno temi richiesti dal territorio. Dalle delucidazioni sulla coltivazione delle uve apirene (senza semi), all’approfondimento in materia di brevetti, ai residui dei fitofarmaci.

L’incontro, moderato dall’assessore all’Agricoltura e Ambiente Claudio Cocozza, è stato introdotto da Giuseppe Cacucci. Dopo una rapida presentazione del progetto, ha introdotto la relazione della prof.ssa Pollastro, docente presso il Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti. La sua disquisizione ha preso in esame le diverse modalità di approccio alla prevenzione o alla cura delle malattie funginee con mezzi chimici o biologici.

Al termine dei lavori, dopo il suo intervento in cui i presenti hanno avuto modo di ascoltare esempi concreti di gestione delle malattie, abbiamo chiesto ad Angelo Gasparre un parere sull’esito del primo incontro. “All’inizio ho temuto una più bassa affluenza, ma abbiamo contato una settantina di presenti. Considerando che è stata la prima e confidando nel passaparola tra i convenuti, ci aspettiamo un afflusso ancora maggiore per le prossime date”. Dello stesso avviso l’assessore Cocozza, che invano ha tentato di stimolare il dibattito in un pubblico attento ma forse non abituato a questo genere di incontri. Per questo, tornando a calcare i temi già trattati in un articolo pubblicato quella stessa mattina, si auspica che questo possa essere solo il primo passo verso la creazione di un appuntamento fisso. E perché si realizzi, serve spirito di collaborazione. Citando ad esempio l’annata del 2014, in cui il confronto tra diversi agronomi risultò utile ad arginare un problema che stava affliggendo diversi produttori, ribadisce la necessità di cooperazione. Anch’egli solleva qualche dubbio circa la scelta della monocoltura. “La nostra generazione ha voglia di innovazione. In passato ci siamo cullati sull’altissimo reddito dell’uva da tavola. Non dimentichiamo i mestieri abbandonati per dedicarsi alla coltivazione. Ma senza investire sull’innovazione, sulla ricerca. Abbiamo insegnato un’arte all’estero. Ma poi, con la globalizzazione e i costi di produzione indubbiamente più alti in Italia che altrove, abbiamo smesso di essere competitivi”.

Ma, pur condividendo la fondatezza della tesi in termini economicisti, siamo consapevoli dei rischi che comporterebbe l’abbandono di una coltura ormai divenuta cultura. Senza sottovalutare i costi che comporterebbe la riqualificazione di un intero settore. Eppure siamo convinti che da un confronto aperto e senza presunzioni, né pregiudizi, si possano mettere in fila i primi passi verso l’evoluzione della parola agricoltura nel nostro paese. Per questo ci auguriamo che questa sia la prima di una lunga serie di incontri.


[da La Voce del Paese dell'11 Febbraio]

Commenti 

 
#1 Apparenza 2017-02-13 13:47
Settantina cosa? Ma se eravamo quattro gatti per lo più parenti di organizzatori e relatori.
Ma finiamola di prendere e prenderci in giro.
Si tratta di incontri improvvisati, di facciata, completamente distaccato dalla realtà lavorativa!
L'agricoltura recentemente ha avuto altri problemi di cui l'assessore ignora la portata devastante e non una parola (non dico azione) è stata spesa al riguardo!
Dimettetevi
 

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