
Una ragazza putignanese di 21 anni, Antonella Riotino, è stata trovata senza vita in una scarpata di via Fratelli Bandiera, alla periferia di Putignano. La macabra scoperta è avvenuta nella serata di giovedì, 5 gennaio, attorno alle ore 20.
Antonella - che il prossimo 24 gennaio avrebbe compiuto 22 anni - è stata strangolata e sgozzata dal fidanzato che l’ha uccisa per strada nella serata di mercoledì. L’assassino reo-confesso della giovane Riotino è il 19enne putignanese Antonio Giannandrea, originario di Gioia del Colle, il quale è stato trasferito nel carcere di Bari, dove si trova in isolamento, con l’accusa di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere.

Raccapriccianti i dettagli relativi allo sfrenato omicidio della povera ragazza, assassinata nella serata del 4 gennaio e ritrovata in un lago di sangue a circa 300 metri dalla sua abitazione. Il corpo è stato rinvenuto in posizione supina e occultato da rami di ulivo. Antonella, esile e minuta, parrebbe sia stata sopraffatta con inaudita ferocia, percossa (il viso risulta devastato da ecchimosi e tagli) ed infine sgozzata con un coltello da cucina rinvenuto a pochi passi dal corpo della ragazza assassinata.
L'autopsia, alla quale è stato sottoposto il corpo della vittima dal prof. Giancarlo Divella, conferma le inaudite percosse ricevute da Antonella, esclusa l'ipotesi - ventilata nelle ultime ore dai mass-media nazionali - che la ragazza fosse incinta. La salma è stata trasferita nella nostra cittadina, dove nella giornata di domani si svolgeranno le esequie. Nella camera ardente allestita presso la Chiesa dei Cappuccini, la piccola Antonella riposa con un abito da sposa donato da un'azienda locale.
I sospetti degli investigatori si sono concentrati sin da subito sul fidanzato della ragazza, il quale ha tentato di depistare le indagini su Facebook nel tentativo di crearsi un alibi.
A tradire il 19enne, sarebbero state le sue mani piene di vistose lesioni. Infatti, le prime ammissioni sono giunte quando i carabinieri di Gioia del Colle – durante l’interrogatorio del pomeriggio – chiedevano al ragazzo di fornire informazioni su come si era procurato quelle ferite. Una domanda che ha gettato nel panico il ragazzo. Incastrato dal rinvenimento nella propria abitazione del cellulare della ragazza, degli indumenti insanguinati e dagli accertamenti su Facebook, il Giannandrea è crollato confessando il delitto (“Si, sono stato io”) appena è stato messo alle strette dai militari e indicando il luogo in cui si trovava il cadavere della giovane ragazza.
La ragazza frequentava il quarto anno dell’Istituto Agherbino di Putignano, lo stesso istituto professionale che frequentava il giovane Giannandrea, il quale veniva definito da tutti come il fidanzatino perfetto. La scomparsa della ragazza, denunciata dalla famiglia nella mattinata di giovedì, non lasciava presagire un così tragico epilogo.
Sul posto, interdetto al traffico e ai curiosi, sono stati impegnati i Vigili del Fuoco del distaccamento di Putignano, i Carabinieri della locale stazione di Putignano e della Compagnia di Gioia del Colle, agli ordini del luogotenente Bartolomeo Nucci, luogotenente Casalino e del tenente colonnello Nicola Laganà. Prezioso il contributo della Sezione Investigazioni Scientifiche di Bari diretti dal maresciallo Donato Macchia. Le indagini sono state dirette dal sostituto procuratore presso il Tribunale di Bari Gianna Maria Nanna, mentre sul luogo del ritrovamento del cadavere è intervenuto il medico legale Giancarlo Divella.
Resta ancora da chiarire il movente che ha scatenato la furia omicida del giovane putignanese, ma alla base dell’omicidio le cause sembrano essere sentimentali. Secondo il legale Franco Matarrese, difensore del presunto omicida: "il movente non è chiaro neppure al giovane, che credo non si sia ancora reso conto di quello che è accaduto".
Da quanto si è appreso, la relazione tra i due giovani fidanzatini pare fosse alquanto tumultuosa e compromessa da una estrema gelosia da parte del Giannandrea, nonché caratterizzata da numerosi litigi e altrettante riappacificazioni, sino a raggiungere atteggiamenti da stalker. Infatti, la ragazza aveva non solo confidato agli amici di sentirsi perseguitata, ma anche denunciato alle forze dell’ordine di aver ricevuto minacce nei mesi novembre e dicembre attraverso sms e Facebook da un certo “Rusty Light”, che sarebbe stato ricollegato al ragazzo.
L'intera redazione de LA VOCE DEL PAESE - si stringe al dolore della famiglia Riotino.
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non mi piace questo mondo ma dove stiamo andando mi stringo al dolore della famiglia