Un bambino violentato una volta è un bambino violentato per sempre. Ora come
ora la pedofilia pare essere un problema della Chiesa, un suo trauma, una sua
tragedia.
È un problema dei preti, la pedofilia, non di un ragazzino privato
continuamente dell’infanzia e dell’innocenza- con una continuità irrimediabile
perché attaccata alla sua pelle come stigmata che il tempo non medica, e non
relegabile alla memoria, ma all’emozione con cui egli vivrà ogni cosa per il
resto dei suoi giorni, giacchè tutto si vive col corpo- .
È un problema della chiesa, o al massimo dello Stato, non di un bambino violentato
così due volte.
È un problema della chiesa, non di un’anima crocifissa ad un senso di colpa
reso ancora più sanguinoso dalla nostra attitudine a matematizzarne il dramma,
quasi si parlasse di falsi in bilanci.
È di pochi giorni fa la notizia dell’arresto di un prete di Lodi, don Domenico
Pezzini, accusato di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzo che all’epoca
dei fatti aveva 13 anni. Un uomo erudito, professore di linguistica inglese,
scrittore impegnato, fondatore di un gruppo, La Fonte, che mira a conciliare
fede cristiana e omosessualità. Un araldo della libertà, per molti.
E le reazioni, come sempre, non tardano a venire, con tutta la facilità e con
il cinismo di cui è affetto il nostro dire -e il nostro sentire.
Da un lato ci sono gli interni, i cattolici atei, coloro che partecipano alle
celebrazioni come burattini attraversati da energie emozionali altrui. E questo
non perché chi vada a messa sia un burattino. Piuttosto perché i cattolici
atei, con un senso di scandalo tanto falso quanto la loro empatia religiosa,
si dissociano dall’uomo e da se stessi ma allo stesso tempo si tradiscono, lo
difendono, il prete pedofilo, per difendersi , per assecondare cioè quella
parte della loro identità che obbedisce a una finzione condivisa (la parte
cattolica e atea).
E si sente per le strade gente che dice, in un delirio di
cieca contraddizione: “siamo inorriditi, ma è una brava persona”.
Dall’altro lato abbiamo gli anticlericali, coloro che in maniera acritica e
disinformata, come vampiri assetati, attendono il primo passo falso della
Chiesa per succhiare la forza vitale della sua antica dignità e privarla di
quel residuo di potere culturale che ancora possiede.
Anti-umani anche loro,
perché non osservano l’uomo dietro la toga, e subiscono per inverso, in
negativo, la stessa perversa fascinazione di quell’ipocrisia condivisa: non
sono meno cattolici, non sono meno atei.
A guardare la situazione in cui versa il Vaticano agli occhi dell’opinione
pubblica, ci troviamo di fronte a una strada senza uscita. Ogni tipo di
risposta sociale è perfettamente inserita nel suo sistema di valori, nel suo
linguaggio. Per questo la chiesa continua a trascinarsi da secoli come un verme
senza testa, nonostante il suo palese fallimento educativo ed intellettuale. In
un certo senso è sempre giustificata, anche grazie alle condanne che subisce.
Non si guarda all’uomo e al suo limite, ma alla chiesa e al suo errore. E forse
questo atteggiamento appartiene più a chi dalla chiesa crede di sentirsi
lontano. E questo preciso atteggiamento la Chiesa lo conosce e lo sfrutta. Non
è il consenso che conta, quanto la presenza. Anche la chiesa è marketing, e
opera la sua strategia di mercato.
Il problema omosessualità. Dall’interno delle mura, come in un banale e
inflessibile esorcismo, ciò che la comunità cattolica denuncia con una
violenza non a caso biblica è esattamente lo specchio dei suoi fantasmi. L’
associazione pedofilia -omosessualità è la conseguenza diretta dell’ erotismo
isterico di tutti i preti che rinnegano la loro umanità, e che in un disperato
e ridicolo tentativo di auto-evirazione impazziscono, con le tremende
conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.
La vera tragedia è che ci sarebbero genitori pronti a difenderli.
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Commenti
la chiesa del mio Gesù sicuramente nn è questa....
per zaccaria... lei fa parte di questo "popolino" che nega anche le evidenze più atroci....
continuate pure con queste ipocrisie... la verità è alle porte...
Al contrario apprezzo i tuoi articoli perchè sono impregnati di umano dubbio e di ricerca del succo.Sono in accordo con la Guerriera nell'evidenziare la totale inadeguatezza dell'istituzione "chiesa" nel mondo che mai come adesso ha bisogno di amore e libertà.