Nel maxiblitz dell’antimafia condotto ieri dai carabinieri, grazie al quale è stato decimato il super-clan barese Strisciuglio, c’è anche un nojano, V. V. di 31 anni.
L’OPERAZIONE - Alle prime luci dell’alba, 300 militari del Comando Provinciale di Bari, supportati da un elicottero e da unità cinofile, hanno portato a termine un’importante operazione di polizia che ha consentito di disarticolare il clan “STRISCIUGLIO”, il gruppo criminale dominante di questo capoluogo poiché non solo numericamente più consistente ma anche il più agguerrito e costantemente in lotta con i sodalizi rivali per il controllo del territorio (in particolare nei quartieri Libertà, Borgo Antico, Carbonara, San Girolamo, San Pio, San Paolo, Palese, Santo Spirito con propaggini fino a Bitonto e Giovinazzo).
46 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Bari – di cui 45 già eseguite – a carico di altrettanti soggetti, tra i quali un ragazzo di Noicattaro, V. V.. Gli arrestati dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi clandestine e da guerra ed altro.
OPERAZIONE LIBERTA’ - L’indagine, convenzionalmente denominata “LIBERTA’”, ha avuto inizio dopo l’esecuzione del blitz “Eclissi”, avvenuto il 23 gennaio 2006 con l’arresto di 182 esponenti del medesimo sodalizio, a dimostrazione della profonda conoscenza delle dinamiche criminali da parte della Direzione Distrettuale Antimafia, ed è stata condotta avvalendosi di sofisticate ed innovative tecniche di intercettazione ambientale, anche con video-riprese, e telefoniche, rivelatesi particolarmente preziose per i contenuti probatori acquisiti, dichiarazioni di collaboratori di giustizia, servizi di riscontro sul territorio operati dai Carabinieri e compendiati in arresti e sequestri di sostanze stupefacenti e ingenti quantitativi di armi.
Centrale è risultato il ruolo delle donne in tema di gestione della contabilità delle attività delittuose, collegamento con la componente carceraria dell’organizzazione, lo sfruttamento dei minori in attività delittuose, il controllo del territorio attraverso una fitta rete di vedette che monitoravano gli spostamenti delle Forze dell’Ordine.
L’attività di indagine, in particolare, ha consentito di documentare:
la riorganizzazione del clan Strisciuglio, che è riuscito a mantenere il controllo dei q.ri cittadini Libertà, San Paolo, Borgo Antico, Carbonara, Enziteto e San Girolamo;
l’organigramma del clan, con indicazione dei fondatori, promotori, organizzatori ed affiliati.
Gli aspetti più inquietanti emersi nel corso delle indagini sono rappresentati dallo sfruttamento dei minori nelle attività delittuose, dall’importante ruolo assunto dalle donne nella distribuzione “a cascata” delle direttive dei capi detenuti, dal controllo della distribuzione della droga agli affiliati all’interno delle carceri, che penetrava all’interno di quelle strutture mediante lanci effettuati con le “fionde” o attraverso familiari durante il colloquio con i detenuti.
L’attività di contrasto al clan è rafforzata dall’esecuzione, nel tempo, di provvedimenti restrittivi in danno di affiliati al medesimo sodalizio, colti nella flagranza di reati concernenti le armi e lo spaccio sostanze stupefacenti.
LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE – Centrale il ruolo delle donne, in particolare della moglie di Giacomo Valentino, Angela Raggi, ritenuta dagli investigatori ai vertici dell’organizzazione.
Leggiamo una conversazione tra Angela Raggi e Luigi Spano (detto Ginetto):
Angela: “Dobbiamo andare a mettere ‘La Bianca’ (cocaina s’intende, ndr)”.
Ginetto: “E dove lo dobbiamo mettere?”
Angela: “Dobbiamo andare a prendere la pressa e la dobbiamo andare a lasciare a casa dell’amica mia”
Ginetto: “Ho capito…dai. Quanti sono? (le dosi s’intende, ndr)”.
Angela: “Cento e cento”
Ginetto: “200?!”
I numeri dell’operazione:
- 18 capi d’imputazione relativi a singole fattispecie delittuose di cui all’art.73 DPR 309/90;
- 3 capi d’imputazione relativi a detenzione e porto di armi clandestine;
- 1 capo d’imputazione relativo ad una rapina a mano armata in danno dell’Area di servizio Agip sita in viale Europa del q.re San Paolo.
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