Martedì 23 Luglio 2019
   
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Scambio elettorale politico-mafioso. Arrestati due nojani

SESTO SAN GIOVANNI: I CARABINIERI SGOMINANO UNA BANDA DI LADRI STRANIERI GEORGIANI - ARRESTI - FURTI - REFURTIVA - CON BASE IN VIA TRENTO - MARESCIALLO MASSIMO PESCE

 

Il 13 Dicembre 2016, in Bari, nella sua area metropolitana, Foggia e Pordenone, i Carabinieri del Comando Provinciale del capoluogo pugliese, unitamente a quelli dei reparti dell’Arma competenti per territorio, nonché al VI Elinucleo di Bari e alle unità del Nucleo Cinofili Carabinieri di Modugno, hanno dato esecuzione a 23 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip del Tribunale barese, su richiesta della competente D.D.A., a carico degli elementi apicali e degli affiliati al temibile clan Di Cosola, operante nella città levantina e nei Comuni del suo hinterland di Noicattaro, Adelfia, Bitritto, Capurso, Casamassima, Ceglie del Campo, Gioia del Colle, Giovinazzo, Rutigliano, Sannicandro, Triggiano e Valenzano, poiché ritenuti responsabili di aver preso parte ad un’associazione armata di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso e coercizione elettorale in concorso.

Il provvedimento restrittivo è stato adottato in base agli esiti di un’indagine avviata nel Novembre 2015 dal Nucleo Investigativo di Bari, principalmente svolta attraverso numerose ed articolate attività tecniche e dinamiche, nei confronti della predetta “consorteria”, atteso che quest’ultima aveva mostrato, nonostante gli importanti interventi repressivi subiti ad opera dall’Arma del capoluogo pugliese e la conseguente scelta collaborativa intrapresa da alcuni dei suoi esponenti di maggior spessore, d’aver mantenuto e sviluppato la sua concreta e pericolosa capacità criminale nell’area d’influenza.

L’attività investigativa ha inoltre documentato l’esistenza di una “confederazione mafiosa” promossa dai Di Cosola e realizzata mediante reciproche intese - le c.d. “comparanze” - con le altrettanto autorevoli compagini baresi dei Capriati, Parisi e Diomede-Mercante, allo scopo di porre a disposizione le rispettive “risorse militari” per il compimento di azioni delittuose, in pregiudizio del comune clan rivale degli Strisciuglio, con il quale ciascuna organizzazione criminale aveva ingaggiato, in passato, cruenti scontri armati, tali da insanguinare la città e tutta la sua area metropolitana.

L’inchiesta ha tra l’altro accertato come, in occasione delle consultazioni regionali del Maggio 2015, il clan Di Cosola abbia, nel suo vasto territorio d’interesse, sostenuto la campagna elettorale del candidato Natale Mariella, iscritto nella lista “Popolari”. L’accordo prevedeva la corresponsione, effettivamente soddisfatta, sia di una somma pari a 50 euro per ogni preferenza procurata dalla “consorteria” in favore del candidato, sia di un anticipo di quasi 30.000 euro. Del resto, gli elementi raccolti hanno anche dimostrato il ricorso alla forza di intimidazione esercitata dagli associati nei confronti degli elettori, i quali venivano sistematicamente minacciati, a fronte della promessa di 20 euro per ogni voto accordato al politico, di ritorsione in caso di non adempienza. La campagna elettorale svolta dalla “compagine”, sebbene non abbia consentito al Mariella di essere eletto al Consiglio Regionale della Puglia, gli ha permesso di raccogliere un considerevole pacchetto di preferenze (5866 in totale, 2544 dei quali nel Comune di Bari, 512 in quello di Giovinazzo e 64 a Bitritto), principalmente in quelle sezioni elettorali “garantite” dal clan, sebbene a lui sfavorevoli.

In manette, dunque, ben 23 persone, in una vasta operazione, condotta - di notte - da oltre 300 militari. Tra questi ci sono anche due giovani ragazzi di Noicattaro: C. P. (classe ’88) e M. M. (classe ’90), entrambi affiliati al clan.


[da La Voce del Paese del 17 Dicembre]

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