Sabato 14 Dicembre 2019
   
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Seconda Domenica di Quaresima: “Il suo volto brillò come il sole”

pagina religione

 

Seconda Domenica di Quaresima. Prima Lettura (Gen 12,1-4). La Prima Lettura, tratta dal libro della Genesi, si apre con l’imperativo del Signore, che impone ad Abramo di abbandonare il proprio paese e gli affetti in cambio di una discendenza numerosa “come le stelle del cielo”, che costituirà il popolo d’Israele. Abramo, senza esitare, risponde alla chiamata del Signore con un atto di obbedienza e di fede.

Seconda Lettura (2Tm 1,8b-10). San Paolo incoraggia il suo discepolo Timòteo ad affrontare con fede e amore la sofferenza per il Vangelo. La salvezza è entrata nel mondo non per le nostre opere, ma per un’azione gratuita di Dio. La grazia, la salvezza si è manifestata in Gesù Cristo, vincitore della morte.

Vangelo (Mt 17,1-9). Dal deserto del silenzio e della tentazione, al monte: ecco il salto che la seconda domenica di Quaresima ci fa compiere ogni anno. E noi, con la stessa fiducia di Pietro, Giacomo e Giovanni, seguiamo oggi Gesù che sale sul monte e lì si trasfigura: il suo volto brilla come il sole, le sue vesti diventano candide come la luce. Nel tempo di Quaresima, che noi consideriamo a torto un tempo triste, coi suoi paramenti viola, l’assenza di fiori, questa seconda domenica ci inonda di luce per ricordare che ciascuno è chiamato a far emergere la luce e la bellezza che è in sé e nell’aiutare gli altri a farlo. Ce lo ricordava Gesù qualche domenica fa, quando diceva: “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14). Lo stupore di Pietro, espresso dalle parole: “Che bello qui! Non andiamo via”, ci fa comprendere la nostra vocazione: siamo chiamati alla trasfigurazione anche noi, cioè a ricevere il cuore pieno di quella luce che nasce dalla contemplazione. Ma il “Che bello!” ci ricorda anche un’altra cosa: la fede quando è autentica, nasce dallo stupore, che è un po’ come il contemplare l’Altro con gli occhi dell’amore. In questo essere attratti dalla Luce della Bellezza è racchiuso il significato della conversione: come i girasoli che seguono il sole, così siamo chiamati a vivere anche noi. Ma basta la contemplazione? Certamente no! Da essa bisogna trarre la forza per “scendere dal monte”, ossia per affrontare la vita quotidiana coi suoi problemi, le sue sofferenze. Impariamo dalle Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta, le quali prima di toccare la carne ferita e umiliata dei fratelli poveri ed emarginati, si concedono una sosta di luce davanti all’Eucaristia, per trarre la forza. Impariamo dallo stesso Vangelo, che ci riporta le parole del Padre dalla nube luminosa: “Questi è il Figlio mio. Ascoltatelo”. Ascoltare è il primo passo per essere contagiati dalla Bellezza di Dio e per contagiare gli altri.

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