Mercoledì 13 Novembre 2019
   
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Quarta Domenica di Quaresima. “Andò, si lavò, tornò e ci vedeva”

pagina religione

 

Quarta Domenica di Quaresima. Prima Lettura (1Sam 16,1.4.6-7.10-13). Il brano biblico di oggi presenta il popolo d’Israele come la famiglia del Signore, in cui i rapporti tra le tribù sono alla pari, anche se manca un capo. Samuele viene incaricato dal Signore di scegliere un re, ma la scelta dovrà basarsi su caratteristiche diverse da quelle solitamente usate dagli uomini. Dio, infatti, non guarda l’aspetto esteriore ma guarda il cuore. La scelta ricade così su Davide, che viene unto e riceve lo Spirito del Signore.

Seconda Lettura (Ef 5,8-14). San Paolo, scrivendo agli Efesini, ci ricorda che con il battesimo siamo diventati “figli della luce”. Egli invita i credenti a vivere in modo coerente il Vangelo, condannando apertamente le opere del male e manifestando al mondo l’amore per Dio e per i fratelli. I nostri comportamenti riveleranno a tutti che Cristo è la nostra luce solo se saranno tesi alla bontà, alla giustizia e alla verità.

Vangelo (Gv 9,1-41). Gesù incontra un cieco che è costretto a mendicare. Nato così, è a torto considerato un peccatore, in virtù di una visione tanto cara agli scribi e ai farisei, secondo la quale la malattia è segno del peccato dell’uomo. Ma Gesù non ci sta! Lo dice chiaramente: “Né lui, né i suoi genitori hanno peccato”. E, dopo aver sputato per terra e aver fatto del fango, lo guarisce. Un gesto apparentemente strano, ma che ci riporta alle prime pagine della Genesi, quando Dio creò il primo uomo dalla terra (Adamo significa proprio: “tratto dalla terra”). Dunque, la guarigione del cieco porta in lui una ventata di libertà, è come una rinascita per la sua vita: ora è finalmente libero. Può camminare da solo, senza usare il bastone, senza dipendere dagli altri. La carezza di Dio gli dona la dignità che mai aveva sentito di avere! Ma ci sono coloro che, incapaci di gioire per questo segno prodigioso, si appigliano alla Legge: nel giorno di sabato non è lecito guarire! Contrasto stridente: Gesù libera, crea nuove identità, fa cadere le squame della cecità dal volto dell’uomo e loro - i detentori delle “cose di Dio” - non si accorgono di tutto ciò. Funzionari delle regole ma analfabeti del cuore, sono convinti che la gloria di Dio è il precetto osservato. No! Gloria di Dio è l’uomo vivente (S. Ireneo). Verrebbe da chiedersi: chi è il vero cieco? Il mendicante, che alla fine del brano dirà: “Credo, Signore”, o gli scribi e i farisei, che ci vedono bene con gli occhi ma hanno il cuore indurito e arido?

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