La chiesetta antica di Santa Maria di Loreto
detta del Rito
Nel raccontarvi quelle che sono le notizie riguardanti la chiesetta non si è in possesso di dati certi circa l’epoca d’erezione del manufatto, sorto a circa un miglio dal centro abitato, sulla strada che porta al mare.
Il più antico documento risale al 1575, conservato presso l’Archivio Storico della Parrocchia di S. Maria della Pace (la Chiesa Madre), dove e’ riportata un’istanza fatta dal Capitolo della Collegiata Insigne, operante nella suddetta chiesa, dall’Arcivescovo Puteo ( 1562-1592) per ottenere l’affidamento della cappella rurale denominata di Santa Maria di Loreto.
Sull’architrave della porta d’accesso e inciso l’anno 1600, data del suo probabile restauro e ampliamento.
Il manufatto, da allora, non ha subito particolari variazioni strutturali, conservando pressapoco l’aspetto originario. Il luogo di culto fa parte di un complesso d’ambienti soprani e a piano terra, adibiti fino ad alcuni decenni addietro, ad abitazione della famiglia del custode, ora utilizzati per ospitare incontri di spiritualità a livello locale.
Non vi sono, però, notizie sull’arredo interno, probabilmente perché la cappella non ne era dotata.
Con la soppressione dei beni ecclesiastici da parte del governo unitario nazionale, la cappella, inserita nel comprensorio terriero acquistato da Antonio Macario, fu utilizzata dal neo proprietario come pagliaio e deposito di attrezzi agricoli.
Ma un singolare episodio di fede popolare verificatosi nel 1917 quando una popolana del rione Madonna delle Grazie, Maria Ungaro, racconta di aver visto in sogno la Madonna del Rito, che le chiedeva di recarsi a pregare nella sua cappella abbandonata e ridotta a fienile e le preannunciava la fine della guerra, determina la restituzione al culto del manufatto ed il suo affidamento al Capitolo della Chiesa Matrice, dopo il superamento di una controversia sul diritto di proprietà sorta tra la signora Anna Macario in Suglia Passeri, erede di Antonio Macario e la curia di Bari.
La vertenza, si chiude definitivamente con Atto Pubblico del 16 aprile 1919 rogato dal notaio Pietro de Riso operante a Noicàttaro in cui si stabilisce che la signora Macario dona in favore dell’Arcivescovo Giulio Vaccaro la chiesetta della Madonna del Rito ed una consistente somma di denaro per la costruzione di un educandato arcivescovile sul terreno circostante. Dal 1922 al 1977 la cappella è legata giuridicamente alla parrocchia San Nicola in Torre a Mare.
Con una dichiarazione di rinuncia al diritto di pertinenza rilasciata il 23 febbraio 1977 alla Curia di Bari del parroco di San Nicola in Torre a Mare, don Nicola Giampetruzzi la vecchia e la nuova chiesa sono nuovamente affidate alla Chiesa Matrice di Noicàttaro.
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