Martedì 26 Marzo 2019
   
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Domenica di Pasqua. “Egli doveva risuscitare dai morti”

pagina religione

 

Domenica di Pasqua. Prima Lettura (At 10,34a.37-43). Dal Battesimo al Giordano, fino alla Risurrezione: così Pietro annuncia la vicenda umana e divina assieme di Gesù. E c’è un’espressione importante che accompagna le sue parole: noi ne siamo testimoni! Certo, gli apostoli sono stati testimoni oculari delle opere grandi compiute dal Cristo, ma hanno avuto bisogno della fede per credere totalmente in Lui. La Luce della Pasqua, che ci avvolge in questa domenica, aiuti ciascuno di noi ad essere testimone delle opere del Signore. Sì, Lui agisce costantemente nella nostra vita: lasciamoci condurre nel suo Mistero.

Seconda Lettura (Col 3,1-4). “Cercate le cose di lassù”. Sembra quasi l’invito ad essere dei sognatori. E nella nostra società chi sogna troppo non viene preso in considerazione. In realtà San Paolo ci invita ad essere molto “concreti”, perché la fede è qualcosa che ci spinge a tenere i piedi ben piantati sulla terra, tra problemi e speranze; tra incertezze e voglia di riscatto, ma allo stesso tempo spinge il cuore in alto. “Sursum corda!”, “In alto i cuori!” dice il sacerdote durante la Messa. E noi, senza pensarci troppo, nel rapido fluire delle labbra, rispondiamo: “Sono rivolti al Signore”. La fede pasquale è racchiusa in questo: piedi per terra e cuore rivolto al Padre della Luce.

Vangelo (Gv 20,1-9). Dopo la notte del Cenacolo, con l’uscita di Giuda con il boccone del pane in bocca e il cuore già avvelenato dal tradimento (cfr. Gv 13,21-30), oggi il Vangelo ci parla di un’altra notte: quella della Risurrezione. Maria di Magdala va al sepolcro quando il sole non è ancora sorto. Ci va convinta di dover rendere omaggio al corpo del suo Maestro e Signore, seppellito in fretta per l’avvicinarsi della Parasceve e, invece, si trova dinanzi al masso rotolato via dal sepolcro. La donna ancora non lo sa: ma la sua corsa a ritroso per andare da Pietro e da Giovanni, è il primo annuncio della Pasqua! È meraviglioso notare come in questo brano che la liturgia ci dona, il Cristo non compaia direttamente sulla scena. Eppure la sua presenza si avverte fortissima nei “segni” pasquali: il sepolcro senza pietra, i teli e le bende gettati per terra. La Pasqua è la festa dei macigni che rotolano via per far sentire il profumo della primavera alla nostra vita. È la nostra festa, perché, trascinati in alto da Cristo, possiamo trovare il coraggio di risorgere dalle tenebre che ci opprimono; è la festa che ci dice che Dio è con noi, entra nel limite della nostra finitudine di creature, per dirci che c’è per noi un destino di eternità. Quel sepolcro vuoto, allora, somiglia al grembo che ha appena partorito. Da esso si sprigiona la Vita. Meraviglioso mistero! Buona Pasqua a tutti!

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