Lunedì 25 Marzo 2019
   
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“Lo riconobbero nello spezzare il pane”

pagina religione

 

Terza Domenica di Pasqua. Prima Lettura (At 2,14.22-23). Lo Spirito Santo illumina Pietro e lo porta ad annunciare le meraviglie del Signore. Dio Padre ha donato all’umanità Gesù, Suo Figlio, lo ha immolato sulla croce e dopo tre giorni lo ha risuscitato. Ogni domenica celebriamo il memoriale della morte e resurrezione di Gesù: siamo, cioè, ripresentati alla croce e al sepolcro vuoto. Con le parole del Mistero della fede, diciamo: “Annunciamo la tua morte, Signore. Proclamiamo la tua Resurrezione, nell’attesa della tua venuta”.

Seconda Lettura (1Pt 1,17-21). San Pietro invita tutti i credenti a rinnovare la propria fede in Cristo e a riconoscerlo come Salvatore. Egli è l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo attraverso la sua morte in croce e l’effusione del suo sangue.

Vangelo (Lc 24,13-35). La strada è il luogo nel quale il Vangelo di oggi si svolge. Una strada fatta di delusione, di amarezza, di sconfitta. Così si sentono i due discepoli, che da Gerusalemme - città dove avevano visto morire il loro Maestro - se ne tornano a Emmaus, il loro villaggio di origine. Anche nel Vangelo del sepolcro vuoto (cfr Gv 20,2) Maria di Magdala era tornata indietro: ma in quel caso la sua era una corsa per dire ai discepoli tristi che Gesù è risorto! Qui, invece, i passi sono lenti, appesantiti dal dubbio. Ed è in questo momento che Dio si accosta all’uomo. Ancora una volta, accetta di percorre le nostre strade e pone la sua mano sulle spalle di chi si sente avvilito. Già, perché Dio non può accettare che noi ci arrendiamo, che abbandoniamo il campo. Con Lui c’è sempre un dopo. E così, al “noi speravamo…” dei due di Emmaus, il viandante comincia a spiegare la Scrittura, cioè come il Cristo dovesse patire per approdare alla Resurrezione. Pian piano i cuori si riscaldano e i due discepoli cominciano a “leggere” la croce da una prospettiva diversa: quella dell’Amore. Iniziano a comprendere che essa non è un incidente nella storia della salvezza, ma è il cardine della nostra redenzione. Ma non è finita qui. Giunti alla locanda, c’è un gesto inconfondibile: il viandante spezza il pane e gli occhi dei discepoli si aprono. Quell’uomo è il Risorto! Quante cose ci insegna il Vangelo dei discepoli di Emmaus! La prima è che ciascuno di noi può incontrare il Risorto nella Messa, luogo in cui ci parla e spezza il pane per noi. La seconda è questa: toccati dal Risorto, raggiunti dalla sua luce, anche noi abbiamo il compito di accostarci a quanti fanno fatica a credere. L’essenza del cristianesimo non è racchiusa, infatti, nelle sterili (per quanto teologicamente perfette) nozioni di catechismo, ma si gioca sulla capacità di accendere i cuori, contagiare di calore e di passione chi ci ascolta. Allora profumeremo del Risorto!

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