Lunedì 25 Marzo 2019
   
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Ascensione del Signore. “Io sono con voi tutti i giorni”

pagina religione

 

Ascensione del Signore. Prima Lettura (At 1,1-11). La Prima Lettura racconta l’episodio dell’Ascensione di Gesù. Il Cristo che torna al cielo non dice “addio” ai suoi discepoli ma annuncia loro la discesa dello Spirito Santo, che li avrebbe resi testimoni coraggiosi del Vangelo.

Seconda Lettura (Ef 1,17-13). San Paolo invita gli abitanti di Efeso ad aver fede in Gesù Cristo morto e risorto. Dio, infatti, ha mostrato a tutti gli uomini la via della salvezza quando ha risuscitato il suo Figlio dalla morte e lo ha posto alla sua destra come capo della Chiesa.

Vangelo (Mt 28,16-20). Siamo quasi al compimento del Tempo Pasquale, che celebreremo domenica prossima con la Pentecoste. Oggi contempliamo Gesù che sale al cielo, dopo aver condiviso la polvere della nostra terra e la nostra storia. Torna “alla destra del Padre”, di lì dove era venuto fragile come un Bambino ma forte ed eterno come la Parola che profuma di cielo. E cosa lascia sulla terra? Un gruppo di undici uomini impauriti, che fissano il cielo senza sapere cosa fare. Proprio a questi uomini, che ancora dubitano, e a noi, che non siamo tanto diversi, affida il mondo e il Vangelo. Che grande fiducia! Gesù crede che ciascuno di noi possa contagiare il mondo, possa essere sale e luce. C’è un passaggio nelle poche parole che Egli pronuncia sul quale vale la pena riflettere: “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque…”. Di tutta questa frase di per sé solenne, ci deve colpire quel “dunque”, che è strano. Noi ci saremmo aspettati che Gesù dicesse: “A me è stato dato ogni potere, dunque io faccio questo, ordino quell’altro…”. Invece no! Dice: “Andate dunque”. Io ho il potere, ma voi andate! Perché ragiona così? Perché per Gesù quello che è suo è nostro: la sua morte, la sua resurrezione, la sua forza! Anche se non abbiamo fatto nulla per meritarcelo, va bene lo stesso. È per noi che è sceso sulla terra; è per noi che è morto sulla croce ed è risorto. Ma dove dobbiamo andare? “Fate discepoli tutti i popoli”. Non per creare anonimi devoti, ma per contagiare il mondo con l’Amore che ha la sua sorgente del Risorto. Un Amore che resta in noi e con noi sempre. Sì, perché l’Ascensione dice questo alla nostra fede: il Signore non ci lascia più soli. Il Mistero infinitamente grande di Dio ha la sua dimora nella nostra fragilità.

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