Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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L'ISTITUZIONE DELLA CAMPANA DELLA RICORDANZA

89_campanone1

“L’istituzione della campana della ricordanza”

In onore dei tanti nojani morti durante il primo conflitto mondiale (1915-1918), ci fu una lodevole iniziativa allora attivata su proposta del consigliere comunale Raffele Didonna, con nota del 8 novembre 1925 diretta al sindaco, proponendo che “una volta rifuso il campanone della chiesa madre come richiesto dall’Arciprete don Giacomo Lioce alla Direzione dei benefici vacanti, venga iscritta all’ordine del giorno in una delle riunioni consiliari l’istituzione del suono di esso (con modalità da stabilire) ad eterna ricordanza dei nostri morti in guerra”.

Durante la seduta, il consigliere proponente così spiegava ai presenti il perché della sua proposta:

“ in questo comune non si è impiantato il parco della rimembranza per non essersi potuto trovare una località adatta e per altri motivi; che a tale dolorosa mancanza si può in parte riparare nella istituzione del suono della campana maggiore della nostra chiesa parrocchiale nell’ora del tramonto, in quella cioè “che volge al desio e ai naviganti intenerisce il core!”.

Ai mesti rintocchi della campana, i cittadini a capo scoperto, non mancheranno di rivolgere il loro memore e affettuoso pensiero ai tanti prodi che sacrificarono la loro vita per la maggiore grandezza della Patria nostra e innalzare a Dio una fervida prece per essi.

Così avremo un perpetuo e doveroso ricordo che si tramanderà di generazione in generazione e sarà certamente più duraturo dell’istesso parco della rimembranza i cui alberi nel volgere dei secoli verranno a mancare e forse non saranno sostituiti; pertanto, propone che da oggi  ed in perpetuo la campana maggiore della nostra chiesa parrocchiale, la quale sarà chiamata della ricordanza, appunto perché dovrà ricordare i nostri eroici soldati caduti nell’aspra guerra, suonando ventuno rintocchi al tramonto del sole o, se non è possibile a tarda ora, perché potrebbe confondersi con quella che dà il saluto al di’ che muore, il mesto rito sarà compiuto invece un’ora dopo l’Ave Maria”.

Il consigliere comunale Giacomo Castore con nota del 13 novembre 1925 comunica al parroco don Giacomo Lioce, la decisione consiliare, pregandolo di informare a dovere i fedeli durante le messe. L’assicurazione circa l’adempimento, il parroco la comunica al comune con nota del 14 novembre 1925. In paese non si è mai sentito parlare di questa iniziativa.

E’ probabile che non sia stata mai applicata perché il campanone viene rifuso ad iniziativa dell’Arciprete don Giuseppe Servodio ed installato soltanto nel 1945.

Sarebbe stato molto gradito che ciò fosse avvenuto o che avvenisse tuttora, ma la difesa della libertà individuale odierna ha fatto scomparire il suono delle campane, che prima scandivano le ore del lavoro giornaliero, delle feste, della preghiera e dell’arrivo di un pericoloso temporale, figuriamoci se il ricordo di coloro che si sacrificarono per dare la libertà al nostro patrio suolo avrebbe potuto avere migliore sorte.

Commenti 

 
#1 net1 2010-12-11 11:41
ahinoi, credo che i 21 rintocchi della ricordanza appartengono ad un passato che non è mai stato ... presente ad alcun nojano, ne mai lo sarà. Grazie cmq a Francesco Demichele per avercelo ricordato.

Aggiungo però che se è vero che i rintocchi della "campana della ricordanza" non li ha mai ascoltati nessuno, è anche anche vero che oggi basta andare su Google e lanciare la ricerca "campanone servidio" per leggere tutta la storia! Provare per credere.

E così, grazie ai nojani che rivollero il campanone, a don Servidio che lo fece rifare, a Raffaele Sansonetti che lo issò fin lassù aiutato da un manipolo di ragazzi del '45, oggi ci ricordiamo ancora dei nostri Caduti...

Il merito più grande? Alla memoria di Giacomo Settanni, che lasciandoci le sue memorie sul web ci aiuta a non perdere la nostra.
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