Il Mezzogiorno nei primi sessant’anni del Novecento è immortalato nelle oltre 14 mila lastre del fondo Simone appartenente alla Pinacoteca Provinciale “C. Giaquinto” di Bari. Tra le località fotografate anche 18 lastre di una Noicattaro di metà anni ’50. A seguito della catalogazione e digitalizzazione, saranno presto pubblicate e visibili all’ indirizzo internet della Pinacoteca.
Le prime lastre di vetro, utilizzate per stampare cartoline, risalgono agli anni ’30: Vincenzo Simone raggiungeva (in treno e a piedi poiché non amava le auto) i piccoli centri della Puglia .

“Alcuni di essi, addirittura –scrive Diego Mormorio, noto storico e critico della fotografia– prima dell’attività di Vincenzo Simone, non avevano avuto un’immagine in cartolina.” Sarà il figlio Arnaldo, affiancando e, in seguito, sostituendo nell’attività fotografica Il Cavalier Vincenzo, l’autore di alcune delle prime immagini di Noicattaro.
Dopo mezzo secolo di distanza quelle lastre ci ripropongono un agglomerato di case e palazzi agitato dal germe della modernità pressante: Noicattaro è una periferia con l’aspettativa presuntuosa di divenire presto qualcosa. Una città in crescita, fiduciosa, contraddistinta da spazi ampi e silenziosi. Alla zappa che scava nella terra battuta con l’anziana figura che osserva si contrappongono i palazzi compatti dalla parte opposta.

Vi sono anche lastre, destinate a divenire cartoline per la celebrazione della Festa dell’Uva, dal sapore più ingenuamente folcloristico, che testimoniano l’usanza di approntare carri e farli sfilare con la partecipazione entusiasta di tutta la comunità.

Nell’intento di descrivere una città, il fotografo ne mappa le vie principali: via Carmine, la piazza, la villa, la Chiesa della Madonna di 50 anni fa si sovrappongono alle vie di oggi. In un irrefrenabile gioco di rimandi, colpisce l’immobilità delle cose, come una bozza a cui quella modernità inseguita ha aggiunto solo nuovi modelli di auto, stendardi differenti, un verde diverso. E fa sorridere notare il vigile in bicicletta, le nuvolette dipinte, l’atmosfera rilassata del bar in piazza.

A composizioni artificiose, da cartolina, per l’appunto, si avvicendano lastre di valore artistico, non solo per la memoria. Il biancore della pietra della Chiesa della Lama, la terra scura rivoltata e il ponte fermato nella sua lunghezza colgono un paesaggio antropizzato, ma all’apparenza disabitato.

Ringrazio la Pinacoteca Provinciale di Bari e la direttrice Clara Gelao, che ha concesso di mostrare in anteprima alcune delle lastre del Fondo Simone, Gianluca Rizzi per il lavoro di digitalizzazione.
Bibliografia: La Puglia nelle cartoline del Cav. Simone a cura di Diego Mormorio.
Vi propongo qui alcune delle altre 18 lastre:





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