Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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DOCUMENTARIO SU AZETIUM. GLI SCAVI, I TESORI , LO SCEMPIO

scavo_azetium


Abbiamo chiesto qualche giorno fa a una persona, in passato interessata all’archeologia locale, qual è la consapevolezza dei cittadini di Rutigliano del patrimonio archeologico che è sotto i loro piedi e anche sopra, come nel caso della muraglia di Azetium, Sant'Apollinare... «Nel 99% dei casi» è stata la risposta «sono ignari della grandezza e forse anche dell’esistenza del patrimonio archeologico che il nostro territorio ha la fortuna di avere».

E’ una visione un po’ troppo pessimista, ma se si volesse misurare la conoscenza e la consapevolezza dell’importanza di questo patrimonio da come sono tenute le aree che lo ospitano, da come non viene valorizzato e -quel che più rattrista- dall’incuria e dalla distruzione che ha subìto e subisce una parte di esso, il pessimismo di quel nostro interlocutore sarebbe purtroppo giustificato.

L’imminente apertura del museo, la scoperta -recentissima- di un’altra sepoltura neolitica a San Lorenzo, sono cose che potrebbero ridestare l’attenzione sulla nostra archeologia, che non ha nulla da invidiare a quella -più famosa al grande pubblico- di Egnazia e di altri siti pugliesi.

Vorremmo qui cominciare una serie di documentari che raccontino non solo di scoperte e ritrovamenti, ma anche di come questo paese non sia stato capace sino ad oggi di valorizzare -così come meritano- le testimonianze di un passato ricco di storia e preistoria, di tutelarlo dalla distruzione, dallo scempio che ad Azetium, in modo particolare, hanno raggiunto livelli intollerabili.

Non sarà, ovviamente, uno studio sull’archeologia locale, non abbiamo di queste velleità. La trattazione sarà fatta consultando soprattutto gli studi della Soprintendenza Archeologica della Puglia.
Affronteremo l’argomento con l’approccio dell’inchiesta giornalistica, che -tra le altre cose- indagherà i motivi per cui a Rutigliano l’archeologia, le sue aree e i suoi tesori, non sono mai stati in cima ai pensieri e alle attenzioni delle classi dirigenti, amministrative ed economiche.

Il nostro paese è ricco di archeologia, è uno dei comuni pugliesi, forse l’unico, che sotto la sua terra nasconde i resti di perlomeno tre antichi insediamenti umani (c’è chi sostiene che ce ne siano addirittura quattro): Purgatorio, Torre delle Monache e Azetium, rispettivamente necropoli del VII-III secolo a.C., villaggio di età neolitica, importante città del IV secolo a.C. Per non parlare di altre zone archeologiche in cui ci sono stati dei ritrovamenti: Pappalepore, Cipierno, San Lorenzo, Madonna delle Grazie, Le Rene, Torre Tanca, Casiglio, Madonna della Stella, Caggiano, l’Annunziata, San Martino, Britti, Tomegna e altre ancora.

Cominciamo questo “viaggio” con un documentario su Azetium, città “in vita fra il IV secolo a.C. e la tarda età imperiale e con tracce di frequentazione precedenti” dice il decreto che l’8 marzo 1990 ha istituito il vincolo archeologico a Torre Castiello.

Nel video vedremo l’anello in oro e pasta vitrea e le monete d’argento di conio romano trovarti da Giuseppe Catamo negli anni ’70 (in quegli anni il sig. Catamo, tenace e appassionato scopritore di tesori archeologici, fu nominato dalla Soprintendenza “assuntore di custodia” degli scavi).
Ad Azetium sono state trovate abitazioni con intonaci affrescati, cisterne di raccolta dell’acqua, tombe con corredi funerari di grande valore. La composizioni di questi corredi “rispecchia, per qualità e consistenza numerica, lo standard documentato in altre necropoli coeve della Peucezia”, tombe riferite a sepolture di “individui di medio livello socio-econimico”, scrive in “L’insediamento di Azetium” (“Bollettino di Numismatica 34-35” del 2000) la dott.ssa Ada Riccardi, responsabile della Soprintendenza Archeologica della Puglia.

C’e una traccia di quell’antica città visibile finanche dal satellite: la muraglia. “La costruzione delle mura di cinta” di Azetium, scrive ancora la dott.ssa Riccardi, “si colloca, con ogni probabilità, nella seconda metà del secolo (IV a.C., n. d. r.), in coincidenza con gli eventi bellici che opposero Taranto alle popolazioni indigene”.

Quello che rimane oggi di questa antica costruzione è un tracciato di 3 km percorrendo il quale ogni tanto si notano torri di avvistamento. In parte sommersa dalla vegetazione, la muraglia oggi versa in condizioni critiche, a tratti devastata dal tempo, spesso di proposito, scempiata dalla presenza di rifiuti.

Buona visione

Commenti 

 
#6 Gianluca 2010-12-18 10:54
Lavorando sugli scavi archeologici spesso mi imbatto in realtà simili a quelle di Azetium, purtroppo. Secondo me queste situazioni possono cambiare solo se cambiamo noi per primi la nostra mentalità, e lavoriamo per creare valore nell'ambiente in cui ci troviamo. Come diceva Gandhi,"Siate il cambiamento che vollete vedere nel mondo". Quindi credo che il nostro motto dovrebbe essere "Io per primo".
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#5 anarchist 2010-12-16 20:10
La società capitalistica per poter sopravvivere e continuare riprodursi deve cancellare le tracce della storia annientando il desueto al fine di presentarlo come un prodotto "nuovo" e quindi nuovamente appetibile. La storia non può e non deve interessare a nessuno, così come non deve interessare il futuro, ciò che conta è solo la staticità del presente.
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#4 D.S. 2010-12-16 16:48
Come al solito l'attenzione si ferma solo "alla superficie" delle cose. In questo caso i tendoni sono la triste metafora di una cultura e una sensibilità del tutto inesistenti nella nostra società: i soldi ci sono, ci sono sempre stati, ma senza l'attenzione di chi amministra, servono a ben poco, anzi l'uso che se ne fa è il più delle volte spropositato.
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#3 Gaetano 2010-12-16 16:15
E i nostri ragazzi laureati in beni culturali restano disoccupati o vanno via. Che spreco di risorse, di ricchezze, di cultura.
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#2 Michele Dipinto 2010-12-16 15:21
Bravo Gianni .Ottimo lavoro.Noi del "Parnaso" di Noicàttaro da anni ci stiamo occupando della riscoperta dei tesori della nostra zona che consideriamo di valore inestimabile.Purtroppo , lo sai , bisogna combattere contro l'ignoranza , l'irresponsabilità e l'insensibilità della classe politica locale e della gente comune che non sanno di possedere uno scrigno colmo d'oro che occorre aprire al più presto per incentivare il progresso culturale ed economico delle nostre città.
Mi chiedo perchè tutti i ritrovamenti nella nostra zona (gli ori di Noja,i vasi ,le monete , le armature )devono appartenere ai musei acheologici di Taranto e Bari e non a quelli di Rutigliano e Noicàttaro (prossima apertura).Diamoci da fare.
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#1 SANTA 2010-12-16 12:03
CHE TRISTEZZA VEDERE QUESTI SCEMPI
MA PERCHE A NESSUNO IMPORTA LA NOSTRA STORIA SAPERE DA DOVE VENIAMO
RICONOSCERCI
DIFENDERE LA NOSTRA MEMORIA
E IMPARARE DA LEI
A CHI TOCCA LA TUTELA DI QUESTI SITI?
SOLO IL CONSUMO E LO SCEMPIO
CHE TRISTEZZA
E QUESTI POLITICANTI LOCALI E NAZIONALI CHE LITIGANO NEL POLLAIO
CON TUTTI I NOSTRI PROBLEMI E CON LA CULTURA CHE E' A ZERO
E NON DITE SOLO CHE NON CI SONO SOLDI
PER ESEMPIO DICO AI NOSTRI DITELO CHE NON SIETE IN GRADO DI TUTELARE AZETIUM E
DI OCCUPARVI DI ALTRO CHE DI VOI
CHE PENA CHE TRISTEZZA
SCUSATE LO SFOGO MA SE QUESTA E' LA STORIA CHE CONSEGNO AI MIEI FIGLI ME NE VERGOGNO
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