Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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IL RICORDO DI PEPPINO: 'UN GIOCATORE D'ANTICIPO'

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IL PROF. RESTA SULL'IMPIEGO DEI FITOFARMACI: 'NON CRIMINALIZZARE GLI AGRICOLTORI'


A Conversano è stato consegnato il Premio ‘Targa d’Argento’ alla memoria di Giuseppe Di Donna, viticoltore nojano di uva da tavola, prematuramente scomparso un paio di mesi fa all’età di soli 56 anni.

Il premio è stato consegnato nell’ambito del 14° Congresso Nazionale Uva da Tavola, nel salone del Grand Hotel d’Aragona, congresso presieduto dal dottor Mario Colapietra del CRA di Turi (Unità di ricerca per l’uva da tavola e la viticoltura in ambiente mediterraneo).

Oltre al turese Colapietra, durante i lavori è intervenuto Onofrio Resta, in doppia veste di assessore provinciale alle attività produttive quando ha consegnato la Targa Bacca d’Oro a Nicola Leone, resta-onofrio-colapietrafondatore della Carton Pack (foto a destra), una della aziende più virtuose, vera eccellenza nel sud Italia.

Il professor Resta in particolare, si è poi distinto nella veste di direttore dell’unità operativa malattie dell’apparato respiratorio (Università di Bari), introducendo la relazione della dottoressa Grimaldi e firmando un articolo per la rivista di settore “L’Informatore Agrario”.

L'IMPIEGO DI FITOFARMACI E RISCHI - Resta ha sottolineato la necessità di informare, oltre che formare per limitare i fenomeni di intossicazione da agrofarmaci durante le fasi di preparazione e di impiego. Gli agricoltori vanno abituati a un’attenta lettura dell’etichetta e al corretto utilizzo dei dispositivi di protezione.

“Non dobbiamo criminalizzare gli agricoltori o fare opera di terrorismo – è il monito di Resta – gli agricoltori non determinano il cancro. Ma non si possono chiudere gli occhi a un cattivo utilizzo di agro farmaci, spesso smodato e illegale. Le sostanze possono provocare effetti acuti e cronici su chi li utilizza e chi vive con l’agricoltore, a contatto con gli indumenti da lavoro”.

“Non ci sono controlli - ha poi concluso, rivolgendosi alle migliaia di operatori e viticoltori presenti in sala - ma prima o poi i controlli ci saranno e a quel punto saremo esclusi dai mercati, se non faremo un’opera di produzione di qualità e in totale sicurezza. All’estero si va con prodotti competitivi, e la competizione nel futuro sarà sempre più sensibile alla salute del prodotto e del posto di lavoro”.

IL RICORDO DEL FIGLIO DI PEPPINO - Il figlio di Giuseppe Di Donna ha ritirato la targa.

congresso-nazionale-uva-da-tavola “Sono orgoglio di aver avuto un padre come Peppino, così usavano chiamarlo tutti – ha osservato commosso - Parlo del suo modo di porsi con gli altri. Papà era una persona vicina alle persone. Con il suo lavoro era un giocatore d’anticipo. In tutte le sue ricerche e sperimentazioni ha sempre cercato il modo per arrivare per primo alla maturazione, se pensiamo alle prime tecniche dell’incisione sull’uva da tavola portate in agro di Noicattaro e sperimentate per la prima volta da mio padre. Se pensiamo ai teli di plastica: per primo a Noicattaro, ha creduto nelle possibilità e nelle capacità che avevano i teli di plastica per anticipare il raccolto. Con il genovese Peppino portò a Noicattaro i primi teloni, da lui ha rilevato poi la sua fabbrica e i suoi macchinari, insieme a Michele Settanni.”.

Lo ha ricordato commosso il dottor Colapietra, illustrando alcune foto ricordo, anche le più recenti. “Di Donna ha dato un valido contributo all’innovazione e alla crescita del settore dell’uva da tavola. Peppino era molto attento alle innovazioni” – hanno sottolineato i relatori mentre sullo sfondo scorrevano le immagini del viticoltore di Noicattaro.di-donna-figlio-noicattaro-uva-fitofarmaci

In uno degli scatti, Peppino brandisce tra le mani uno dei comuni flaconi di fitoregolatori per concimare le piante.

“Giuseppe oltre a fare innovazione e a occuparsi delle plastiche per proteggere il raccolto e preservare il prodotto, si è occupato anche di riscaldamento delle serre”. Per anticipare il raccolto, perché lui era un po’ così, uno che amava giocare d’anticipo. Un gioco beffardo, uno scherzo della natura lo ha tradito, ha giocato d’anticipo per lui, strappandolo prematuramente alla vita.

Commenti 

 
#6 ignoranza 2011-02-18 11:23
quanto mi fanno ridere i commenti che lascia gente completamente ignorante, che sente il bisogno di parlare solo per dare aria alla bocca...gente che non merita nemmeno di pronunciare il nome di una persona come Peppino...perche se solo sapessero che Uomo era ci avrebbero pensato piu di 50 volte prima di scrivere le scemenze che hanno scritto....con questo concludo dicendo che ce solo da vergognarsi perchè ancora una volta ho avuto la dimostrazione che in questo paese la gente deve per forza parlare e sparlare di fatti di cui non sa niente...IGNORANTI!!!
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#5 arrabbiata 2011-02-11 13:54
mi fa arrabbiare leggere dei commenti di gente invidiosa e ignorante che non ha nemmeno il diritto di parlare di un uomo esemplare come Peppino,dal cuore immensamente grande,onesto e sincero sempre a prodigarsi per il bene del prossimo. Chi non sa è meglio che non parli!
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#4 Santa D. 2011-02-08 11:22
Chiedo scusa ai lettori per aver inviato un mio commento alla pagina sbagliata. Alla Redazione chiedo gentilmente di pubblicarlo alla pagina riguardante il Palazzo della Cultura. Grazie.
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#3 Santa D. 2011-02-08 11:19
Per anni mi sono occupata assieme ad altre persone, grazie al Parnaso della gestione della pinacoteca, negli allestimenti delle mostre, nell'accoglienza del pubblico, ma quello che sempre aleggiava era una sorta di "intoccabilità" del luogo, una impossibilità di farlo proprio, intendo dire della cittadinanza. Si è ostinatamente voluto dare spazio ad artisti prevalentermente esterni; naturalmente riconosco che all'interno vi siano opere di indubbio prestigio, ma evidentemente non è bastato. Quando abbiamo avanzato la proposta di avviare dei laboratori didattici all'interno, cosa che esiste in tutti i musei e le pinacoteche del mondo, ci siamo sentiti dire che non si poteva.. Sbagliato, perchè una tale operazione pur non avendo alcuna pretesa risolutiva per un efficace rilancio della struttura, (che non tutti i paesi possono vantare) avrebbe senz'altro consentito alla cittadinanza di appropriarsi di uno spazio che ad essa appartiene e che avrebbe avuto lo scopo non secondario di luogo per la formazione dei nostri bambini: Chissà perchè poi alcune palestre del nostro paese, vedi palazzetto dello sport, da tempo immemorabile appartengono a vere e proprie lobby di associazioni sportive o pseudo tali.
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#2 diossina 2011-02-07 14:15
x pesticida: malfidato, sicuramente per le conseguenze della diossina sprigionata dalla combustione dei teloni di PLASTICA che rendono le nostre campagne così salubri
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#1 pesticida 2011-02-07 13:22
di cosa è morto peppino? si può sapere? altro che non fanno male i pesticidi
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