La tomba del guerriero

In questo articolo intendo approfondire i ritrovamenti avvenuti in quelle che sono state le zone archeologiche “interne” presenti sul territorio nojano: Calcaro, Trisorio, Cipierno, Torre delle Monache, Madonna delle Grazie. Ma soprattutto intendo parlare dei ritrovamenti avvenuti in occasione degli scavi nell'area del nuovo cimitero, in località Calcaro.
“Nell'età del bronzo, che si sviluppa in Puglia tra il II e il I millennio a.C., i gruppi umani praticavano essenzialmente l'attività pastorale. Abbandonato definitivamente il nomadismo, fissarono le loro sedi in villaggi capannicoli, difesi spesso da murature e collocati in posizioni sopraelevate. Si sviluppò un popolamento sparso di piccoli gruppi, che portò alla fondazione non di centri urbani veri e propri, ma di piccole borgate rurali a poca distanza l'una dall'altra.
Queste comunità, pur riconoscendosi nello stesso gruppo etnico, avevano come guida un capo o un principe. Ci fu una fitta rete di insediamenti sia costieri (Torre a Mare, Punta la Penna) sia all'interno, sul primo gradino murgiano (per esempio Azezio). Gli insediamenti vennero scelti anche in vista dell'utilizzo di risorse agrarie del territorio e in prossimità di fonti idriche: le “lame”.
Favorirono l'attività agricola le condizioni climatiche dell'epoca, caratterizzate dal ritorno di un clima freddo e piovoso, il perfezionamento degli strumenti metallici e delle tecniche per le coltivazioni, che determinò un notevole incremento della produzione, un'intensa circolazione di materiali e un grande aumento demografico. Più o meno nello stesso periodo ci fu l'invasione japigia della nostra regione. Gli Japigi provenivano dall'altra sponda dell'Adriatico, quindi erano di stirpe illirica. Avrebbero cacciato dalle nostre terre la popolazione degli Ausoni. Due o tre secoli dopo arrivarono i Peucezi, anch'essi forse di stirpe illirica, i quali fissarono nella Puglia centrale la loro stabile dimora, fondendosi con gli Japigi. I Peucezi dettero al territorio conquistato una solida organizzazione civile e militare.
Ai primi del novecento furono scoperte diverse necropoli in territorio nojano: in contrada Le Coppe, sulla via per Capurso, a TrisorioCipierno tra Noicattaro e Rutigliano e soprattutto in contrada Calcaro, dove ora sorge il cimitero. Alcuni dei reperti sono conservati nel museo di Taranto nella raccolta “Civiltà indigena della Peucezia”, altri in quello di Bari, nella raccolta studiata dall'archeologo M. Gervasio nel volume “Bronzi arcaici e ceramica geometrica”.

In età storica furono incrementati i contatti tra i centri abitati interni della Peucezia e gli approdi della costa. I ricchi insediamenti dell'Annunziata, di Purgatorio e di Castiello (Azezio) sono chiaramente legati alla presenza di due importanti “lame”, lama San Giorgio e lama Giotta, attraverso le quali avvenivano i collegamenti con gli insediamenti costieri, dove affluivano i prodotti agricoli, utilizzati anche come merci di scambio per l'acquisizione di manufatti di prestigio, ceramiche, armi e oggetti di bronzo, provenienti dalla Grecia. Naturalmente questi prodotti di prestigio non erano alla portata di tutti, solo i capi se li potevano permettere. L'armamento di ciascun guerriero era costoso, perché il bronzo era un metallo frutto di una lega e pertanto costava parecchio.
Fu nel VII sec. a.C. che la civiltà indigena peuceta venne a contatto con la civiltà greca; ne è testimonianza la presenza tra i corredi funerari di prodotti (ceramica, armi ed oggetti di bronzo e di oro) provenienti da Corinto e da Atene.
A Calcaro furono scoperte tombe a “pozzetto”, orientate da ponente a levante, perché al sorgere del sole erano legate le speranze dell'uomo. I sarcofaghi, monolitici e rettangolari erano ricoperti con lastroni di travertino e contenevano gli scheletri in posizione fetale. Insieme agli scheletri c'erano numerosi vasi di varia forma finemente decorati, alcuni con disegni lineari semplici di color grigio e marrone di stile peuceta, altre con figure e scene mitologiche. La più importante è la tomba IV, chiamata la tomba del guerriero; vicino lo scheletro di un guerriero di rango principesco furono ritrovati, oltre ai vasi geometrici di importazione greca del VII-VI sec. a.C., un'armatura con lo scudo, il cinturone e due lamine. Le lamine, eseguite con finissima tecnica, sono divise in riquadri che contengono scene di combattimento e le due estreme sono ornamentali, una con due sfingi che si fronteggiano e l'altra con due leoni nella stessa posizione. Gli altri riquadri rappresentano il duello di Achille e l'amazzone Pentesilea, Ercole che strozza il leone di Nemea, Teseo che combatte contro il Minotauro. L'altro pezzo molto pregiato e un cinturone istoriata a sbalzo di oltre 1 m di lunghezza. Vi è raffigurata una corsa di quadrighe tutte uguali: tra le gambe dei cavalli sono disegnati un cane e un cinghiale”. Così ne parla M. Sforza in uno dei suoi libri sul territorio nojano.
Maggiori precisazioni a tal proposito si leggono nelle comunicazioni del comandante dei carabinieri di Bari al Prefetto al momento della scoperta dei ritrovamenti, secondo le quali<<.. l'addetto alle tumulazione dei morti del comune di Noicattaro,... rinvenne parte di uno scudo, il bracciale ed una striscia di metallo che sembra servisse di ornamento allo scudo stesso. Il 16 successivo rinvenne il rimanente dello scudo, tutto in pezzi, nove vasi di creta, uno di metallo, una cinta di metallo, nonché vari pezzi di ferro che lasciano supporre siano frammenti di una sciabola...>>.
Anche le annotazioni di Gervasio (1921, p. 109) sulla struttura tombale e sulla disposizione degli oggetti del corredo (la collocazione dello scudo all'esterno della tomba, a copertura del corredo ceramico, e la presenza della oinochoe bronzea e del cinturone riavvolto su se stesso, deposti ai lati del cranio dell'inumato) si devono a testimonianze orali.
I reperti rinvenuti nella tomba IV di Noicattaro rappresentano uno degli elementi di maggiore interesse del Museo Archeologico della Provincia di Bari, che ne entrò in possesso nel 1912.
Attualmente questi reperti giacciono nei depositi della soprintendenza archeologica di Bari, in semplici scatole di cartone, in quanto il Museo Archeologico è chiuso.
La speranza per il futuro è che questi importanti reperti della nostra storia antica ritornino nel luogo dove sono stati rinvenuti, cioè Noicattaro, magari esposti in un Museo Archeologico ricco di altri reperti.
Bibliografia
F. Biancofiore “La comunità neolitica di cala Colombo presso Torre a Mare (Ba)”, arch. Di Storia Patria per la Puglia, XLII, Bari, 1977
F. Biancofiore “Note di antropologia economica delle comunità neolitiche della Puglia centro-settentrionale”, in atti del V Conv. Sulla Preistoria e Protostoria e Storia della Daunia, San Severo, 1983.
F. Biancofiore, D. Coppola “Scamuso per la storia delle comunità umane tra il IV e il III millennio nel basso adriatico” Roma, 1997
D. Didonna “Carta archeologica del Territorio di Rutigliano”, Comune di Rutigliano, 2009
M. Gervasio “Bronzi arcaici e ceramica geometrica nel museo di Bari” Bari, 1921
M. Sforza “Frammenti di storia Nojana” Noja edizioni 2P
A. Riccardi “Noicattaro (Bari), Calcaro”, in Taras, VII, 1-2, 1987
V. Roppo “Noa-Memorie storiche del comune di Noicattaro”, Noicattaro 1927
G. Settanni “Noicattaro e Kotor. Storia di un rapporto solo leggendario” Fasano, 1997
G. Settanni “Toponomastica nojana”
S. Tagarelli “Noja. Dal mare all'entroterra” I, Castellana Grotte 1981
S. Tagarelli “Il mio paese” III (I Centenari: Celebrazioni Civiche ) Putignano, 1969
R. Tagarelli “Noicattaro”



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Non voglio sognare: voglio parlare di marketing.Ti prospetto uno scenario.
DICEMBRE 2011-resoconto (ipotetico)campagna uvaria Noicattaro:
uva esportata tons 120.000/prezzo medio x ton € 900/ ricavo € 108.000.000/giornate lavorative 250.000.
GENNAIO 2012-si inaugura nel nuovo museo archeologico di Noicàttaro la grande mostra "L'oro di Noja".
FEBBRAIO 2012-nasce il marchio di qualità DE.CO. "L'oro di Noja" per la valorizzazione dell'uva da tavola (per questo marchio serve solo una delibera di giunta).
MARZO 2012-si costituisce il Consorzio "L'oro di Noja" (Comune di Noicàttaro-Associazione Esportatori-Rappresentanti di categoria Produttori).
Entrate:€ 850.000 da Esportatori (0,8 % intrioto anno precedente)+€ 500.000 da Produttori (1000x€ 500)+ € 350.000 da fondi disponibili per consorzi da Comunità Europea e Regione Puglia=tot. entrate € 1.700.000.
GIUGNO 2012-Monaco di Baviera (Germania)-mostra-mercato "L'oro di Noja"- esposizione dei reperti archeologici e promozione pubblicitaria dell'uva da tavola mediante trasmissione di 20 spot televisivi-uscite € 450.000.
LUGLIO 2012-Cracovia (Polonia)-idem.-uscite € 450.000.
AGOSTO 2012 -Mosca (Russia)-idem-uscite € 450.000.
Uscite Comune di Noicàttaro per gestione museo e consorzio (attrezzature e personale € 350.000.
Totale uscite a pareggio € 1.700.000.
DICEMBRE 2012 -RESOCONTO CAMPAGNA UVARIA:
INCREMENTO ESPORTAZIONI +10% TONS 132.000
INCREMENTO PREZZO MEDIO +10% €990 X TON
RICAVO € 130.680.000
GIORNATE LAVORATIVE 275.000.
VALORE AGGIUNTO € 22.000.000 (1 ANNO).
Decine di comuni italiani (Vignola,Vittoria ,Alba , Altamura , Gioia del Colle ecc.)hanno percorso strade simili ottenendo successi sorprendenti.
Perchè noi no ?!Perchè Noicàttaro no?!
Sono un utopista pazzo o un lungimirante?
A te l'ardua sentenza.
1-gli "ori di Noja"devono essere esibiti a Noicàttaro perchè determinerebbero la fortuna turistica del posto mentre,restando a Bari (e Taranto), non modificherebbero le sorti economiche della città levantina.
2-non bisogna rassegnarsi alla presunta mancanza di mezzi disponibili perchè se è vero che occorre impegnare soldi , competenze e personale mi chiedo per quali altri obiettivi bisogna investire le risorse disponibili e reperibili.
3-si vuole il federalismo municipale e l'autodeterminazione dei comuni ? Pretendiamo per questo lo sfruttamento di tutte le risorse!
Sono stati spesi €300.000,00 per fare questi lavori (fondi NON comunali!).
Ci sarà mai un politico ILLUMINATO E CULTURALMENTE ALL'ALTEZZA che possa riuscire a far tornare a noja questi reperti?
LA CULTURA non DA MANGIARE MA .... alimenta l'animo!
Povera Noicattaro di questo passo ci conviene prendere la cittadinanza rutiglianese che nel suo piccolo ha dimostrato di valere più della nostra comunità:
Rutigliano ha un Museo, un Tribunale , die istituti scolastici superiori, un ospedale e chi più ne ha ne metta.
Caripolitici locali svegliatevi !!!!!!!!!
i cittadini vogliono fatti non chiacchiere.