Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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LA TOMBA DEL GUERRIERO: UN PATRIMONIO DIMENTICATO

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La tomba del guerriero

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In questo articolo intendo approfondire i ritrovamenti avvenuti in quelle che sono state le zone archeologiche “interne” presenti sul territorio nojano: Calcaro, Trisorio, Cipierno, Torre delle Monache, Madonna delle Grazie. Ma soprattutto intendo parlare dei ritrovamenti avvenuti in occasione degli scavi nell'area del nuovo cimitero, in località Calcaro.

“Nell'età del bronzo, che si sviluppa in Puglia tra il II e il I millennio a.C., i gruppi umani praticavano essenzialmente l'attività pastorale. Abbandonato definitivamente il nomadismo, fissarono le loro sedi in villaggi capannicoli, difesi spesso da murature e collocati in posizioni sopraelevate. Si sviluppò un popolamento sparso di piccoli gruppi, che portò alla fondazione non di centri urbani veri e propri, ma di piccole borgate rurali a poca distanza l'una dall'altra.

Queste comunità, pur riconoscendosi nello stesso gruppo etnico, avevano come guida un capo o un principe. Ci fu una fitta rete di insediamenti sia costieri (Torre a Mare, Punta la Penna) sia all'interno, sul primo gradino murgiano (per esempio Azezio). Gli insediamenti vennero scelti anche in vista dell'utilizzo di risorse agrarie del territorio e in prossimità di fonti idriche: le “lame”.

Favorirono l'attività agricola le condizioni climatiche dell'epoca, caratterizzate dal ritorno di un clima freddo e piovoso, il perfezionamento degli strumenti metallici e delle tecniche per le coltivazioni, che determinò un notevole incremento della produzione, un'intensa circolazione di materiali e un grande aumento demografico. Più o meno nello stesso periodo ci fu l'invasione japigia della nostra regione. Gli Japigi provenivano dall'altra sponda dell'Adriatico, quindi erano di stirpe  illirica. Avrebbero cacciato dalle nostre terre la popolazione degli Ausoni. Due o tre secoli dopo arrivarono i Peucezi, anch'essi forse di stirpe illirica, i quali fissarono nella Puglia centrale la loro stabile dimora, fondendosi con gli Japigi. I Peucezi dettero al territorio conquistato una solida organizzazione civile e militare.

Ai primi del novecento furono scoperte diverse necropoli in territorio nojano: in contrada Le Coppe, sulla via per Capurso, a TrisorioCipierno tra Noicattaro e Rutigliano e soprattutto in contrada Calcaro, dove ora sorge il cimitero. Alcuni dei reperti sono conservati nel museo di Taranto nella raccolta “Civiltà indigena della Peucezia”, altri in quello di Bari, nella raccolta studiata dall'archeologo M. Gervasio nel volume “Bronzi arcaici e ceramica geometrica”.


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In età storica furono incrementati i contatti tra i centri abitati interni della Peucezia e gli approdi della costa. I ricchi insediamenti dell'Annunziata, di Purgatorio e di Castiello (Azezio) sono chiaramente legati alla presenza di due importanti “lame”, lama San Giorgio e lama Giotta, attraverso le quali avvenivano i collegamenti con gli insediamenti costieri, dove affluivano i prodotti agricoli, utilizzati anche come merci di scambio per l'acquisizione di manufatti di prestigio, ceramiche, armi e oggetti di bronzo, provenienti dalla Grecia. Naturalmente questi prodotti di prestigio non erano alla portata di tutti, solo i capi se li potevano permettere. L'armamento di ciascun guerriero  era costoso, perché il bronzo era un metallo frutto di una lega e pertanto costava parecchio.

Fu nel VII sec. a.C. che la civiltà indigena peuceta venne a contatto con la civiltà greca; ne è testimonianza la presenza tra i corredi funerari di prodotti (ceramica, armi ed oggetti di bronzo e di oro) provenienti da Corinto e da Atene.

A Calcaro furono scoperte tombe a “pozzetto”, orientate da ponente a levante, perché al sorgere del sole erano legate le speranze dell'uomo. I sarcofaghi, monolitici e rettangolari erano ricoperti con lastroni di travertino e contenevano gli scheletri in posizione fetale. Insieme agli scheletri c'erano numerosi vasi di varia forma finemente decorati, alcuni con disegni lineari semplici di color grigio e marrone di stile peuceta, altre con figure e scene  mitologiche. La più importante è la tomba IV, chiamata la tomba del guerriero; vicino lo scheletro di un guerriero di rango principesco furono ritrovati, oltre ai vasi geometrici di importazione greca del VII-VI sec. a.C., un'armatura con lo scudo, il cinturone e due lamine. Le lamine, eseguite con finissima tecnica, sono divise in riquadri che contengono scene di combattimento e le due estreme sono ornamentali, una con due sfingi che si fronteggiano e l'altra con due leoni nella stessa posizione. Gli altri riquadri rappresentano il duello di Achille e l'amazzone Pentesilea, Ercole che strozza il leone di Nemea, Teseo che combatte contro il Minotauro. L'altro pezzo molto pregiato e un cinturone istoriata a sbalzo di oltre 1 m di lunghezza. Vi è raffigurata una corsa di quadrighe tutte uguali: tra le gambe dei cavalli sono disegnati un cane e un cinghiale”. Così ne parla M. Sforza in uno dei suoi libri sul territorio nojano.


Maggiori precisazioni a tal proposito si leggono nelle comunicazioni del comandante dei carabinieri di Bari al Prefetto al momento della scoperta dei ritrovamenti, secondo le quali<<.. l'addetto alle tumulazione dei morti del comune di Noicattaro,... rinvenne parte di uno scudo, il bracciale ed una striscia di metallo che sembra servisse di ornamento allo scudo stesso. Il 16 successivo rinvenne il rimanente dello scudo, tutto in pezzi, nove vasi di creta, uno di metallo, una cinta di metallo, nonché vari pezzi  di ferro che lasciano supporre siano frammenti di una sciabola...>>.

Anche le annotazioni di Gervasio (1921, p. 109) sulla struttura tombale e sulla disposizione degli oggetti del corredo  (la collocazione dello scudo all'esterno della tomba, a copertura del corredo ceramico, e la presenza della oinochoe bronzea e del cinturone riavvolto su se stesso, deposti ai lati del cranio dell'inumato) si devono a testimonianze orali.

I reperti rinvenuti nella tomba IV di Noicattaro rappresentano uno degli elementi di maggiore interesse del Museo Archeologico della Provincia di Bari, che ne entrò in possesso nel 1912.

Attualmente questi reperti giacciono nei depositi della soprintendenza archeologica di Bari, in semplici scatole di cartone, in quanto il Museo Archeologico è chiuso.

La  speranza per il futuro è che questi importanti reperti della nostra storia antica ritornino nel luogo dove sono stati rinvenuti, cioè Noicattaro, magari esposti in un Museo Archeologico ricco di altri reperti.

Bibliografia

F. Biancofiore “La comunità neolitica di cala Colombo presso Torre a Mare (Ba)”, arch. Di Storia Patria per la Puglia, XLII, Bari, 1977

F. Biancofiore “Note di antropologia economica delle comunità neolitiche della Puglia centro-settentrionale”, in atti del V Conv. Sulla Preistoria e Protostoria e Storia della Daunia, San Severo, 1983.

F. Biancofiore, D. Coppola “Scamuso per la storia delle comunità umane tra il IV e il III millennio nel basso adriatico” Roma, 1997

D. Didonna “Carta archeologica del Territorio di Rutigliano”, Comune di Rutigliano, 2009

M. Gervasio “Bronzi arcaici e ceramica geometrica nel museo di Bari” Bari, 1921

M. Sforza “Frammenti di storia Nojana” Noja edizioni 2P

A. Riccardi “Noicattaro (Bari), Calcaro”, in Taras, VII, 1-2, 1987

V. Roppo “Noa-Memorie storiche del comune di Noicattaro”, Noicattaro 1927

G. Settanni “Noicattaro e Kotor. Storia di un rapporto solo leggendario” Fasano, 1997

G. Settanni “Toponomastica nojana”

S. Tagarelli “Noja. Dal mare all'entroterra” I, Castellana Grotte 1981

S. Tagarelli “Il mio paese” III (I Centenari: Celebrazioni Civiche ) Putignano, 1969

R. Tagarelli “Noicattaro”

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Commenti 

 
#16 Michele Dipinto 2011-03-07 10:06
La mia è una provocazione che mira a mettere in guardia gli elettori .Il prossimo sindaco deve sapere che i nojani si aspettano una "straordinaria amministrazione ".Per quella ordinaria basta ,e avanza , il Commissario.
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#15 Santa D. 2011-03-05 19:54
Perche dalle parole non proviamo a passare ai fatti? Almeno potremo dire di averci provato, del resto questo mi pare il momento più opportuno visto che si avvicinano le elezioni: dovremmo sollecitare i candidati sindaci in tal senso e appoggiare coloro che mostreranno di volersi far carico di questa possibilità che Noicàttaro deve assolutamente dare a sè stessa e ai suoi cittadini. Forse siamo ambiziosi, ma senza ambizione non si crea nulla
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#14 Sebastiano Valerio 2011-03-05 17:14
Che tu sia lungimirante è fuor di dubbio. Quanto è dubbio è che concedano mai a Noicattaro quei reperti. Su altri forse possiamo discutere (su quelli nei magazzini, meno visivili, ecc.). Non sto mettendo in dubbio l'utilità di avere un museo e di legare promozione culturale ed economica. Ciò che mi lascia in dubbio è la fattibilità della cosa. Poi una promozione di questo genere la puoi fare a Noicattaro, a Bari, con una mostra itinerante (che rovina i rpeert, però), insomma in mille modi. Io sono certo che dire che la cultura non si mangia, come dice qualche illustre esponente del nostro governo, è una scemenza, ma, per restare a noi, io partirei da cose più piccole e meno difficili da realizzare, per poi passare anche a progetti più ambiziosi. Ma se mostriamo di non saper gestire un archivio storico e una biblioteca, sarà molto difficile avere il credito per gestire un museo con un rilevante patrimonio.
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#13 Michele Dipinto 2011-03-05 10:57
Caro Sebastiano riconoscerti competenza e passione per le vicende nojane non mi esonera dal ribadire la mia opinione su alcuni aspetti del dibattito.
Non voglio sognare: voglio parlare di marketing.Ti prospetto uno scenario.
DICEMBRE 2011-resoconto (ipotetico)campagna uvaria Noicattaro:
uva esportata tons 120.000/prezzo medio x ton € 900/ ricavo € 108.000.000/giornate lavorative 250.000.
GENNAIO 2012-si inaugura nel nuovo museo archeologico di Noicàttaro la grande mostra "L'oro di Noja".
FEBBRAIO 2012-nasce il marchio di qualità DE.CO. "L'oro di Noja" per la valorizzazione dell'uva da tavola (per questo marchio serve solo una delibera di giunta).
MARZO 2012-si costituisce il Consorzio "L'oro di Noja" (Comune di Noicàttaro-Associazione Esportatori-Rappresentanti di categoria Produttori).
Entrate:€ 850.000 da Esportatori (0,8 % intrioto anno precedente)+€ 500.000 da Produttori (1000x€ 500)+ € 350.000 da fondi disponibili per consorzi da Comunità Europea e Regione Puglia=tot. entrate € 1.700.000.
GIUGNO 2012-Monaco di Baviera (Germania)-mostra-mercato "L'oro di Noja"- esposizione dei reperti archeologici e promozione pubblicitaria dell'uva da tavola mediante trasmissione di 20 spot televisivi-uscite € 450.000.
LUGLIO 2012-Cracovia (Polonia)-idem.-uscite € 450.000.
AGOSTO 2012 -Mosca (Russia)-idem-uscite € 450.000.
Uscite Comune di Noicàttaro per gestione museo e consorzio (attrezzature e personale € 350.000.
Totale uscite a pareggio € 1.700.000.
DICEMBRE 2012 -RESOCONTO CAMPAGNA UVARIA:
INCREMENTO ESPORTAZIONI +10% TONS 132.000
INCREMENTO PREZZO MEDIO +10% €990 X TON
RICAVO € 130.680.000
GIORNATE LAVORATIVE 275.000.
VALORE AGGIUNTO € 22.000.000 (1 ANNO).

Decine di comuni italiani (Vignola,Vittoria ,Alba , Altamura , Gioia del Colle ecc.)hanno percorso strade simili ottenendo successi sorprendenti.
Perchè noi no ?!Perchè Noicàttaro no?!
Sono un utopista pazzo o un lungimirante?
A te l'ardua sentenza.
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#12 Santa D. 2011-03-04 08:49
Michele Dipinto ha pienamente ragione: tra i tanti reperti presenti a Taranto, come anche nel museo archeologico di Bari, i nostri certamente hanno poca rilevanza, non certo dal punto di vista storico ovviamente. Succede infatti che nei grandi musei dove c'è tanto da guardare e contemplare, opere o reperti relativamente "più trascurabili" passino inosservati, mentre se trovassero un contesto come può essere il luogo a cui appartengono, a essi andrebbe quel giusto riconoscimento che meritano: non dimentichiamo che molti nojani ignorano completamente l'esistenza di tali beni. Spero veramente che i politici si accorgano di questa grande risorsa e si impegnino concretamente per la riacquisizione dei nosri preziosi reperti.
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#11 Sebastiano Valerio 2011-03-04 00:44
Caro Michele, se vogliamo sognare, facciamo. Ma se vogliamo essere concreti, impegnamoci concretamente per quanto è possibile ottenere. E poi siamo proprio sicuri che i bronzi di Noicattaro siano più visibili a Noicattaro, in un piccolo museo difficile da raggiungere e promuovere (e da tenere aperto), che in un importante museo archeologico? E di che stiamo parlando? Io credevo che il problema del momento fosse tenere aperto il Palazzo della Cultura. Insomma, partiamo dalle piccole cose, perché altrimenti non avremo mai le basi per le grandi. In quanto al federalismo... io non lo voglio. Senza mezzi termini. Né quando è quello del Nord padano e meno che mai quando è quello del Sud borbonico.
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#10 Michele Dipinto 2011-03-03 16:06
Caro Sebastiano ti confesso che a me piacciono anche le battaglie puramente ideali perchè mirare all'ideale per la nostra comunità è doveroso e non utopistico.A questo proposito ritengo giusto quanto segue:
1-gli "ori di Noja"devono essere esibiti a Noicàttaro perchè determinerebbero la fortuna turistica del posto mentre,restando a Bari (e Taranto), non modificherebbero le sorti economiche della città levantina.
2-non bisogna rassegnarsi alla presunta mancanza di mezzi disponibili perchè se è vero che occorre impegnare soldi , competenze e personale mi chiedo per quali altri obiettivi bisogna investire le risorse disponibili e reperibili.
3-si vuole il federalismo municipale e l'autodeterminazione dei comuni ? Pretendiamo per questo lo sfruttamento di tutte le risorse!
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#9 Sebastiano Valerio 2011-03-03 06:41
Bello l'articolo, complimenti. Mi piace però ricordare anche gli interventi in merito del prof. Sansonetti su "Il Crivello". Portarli a Noicattaro: francamente impossibile. Sono uno dei tesori maggiori del museo archeologico, che presto o tardi sarà aperto, e quando era in Ateneo, erano al centro della sala maggiore, l'attuale sala degli Affreschi. Dunque non pensiamoci nemmeno che la Soprintendenza conceda lo spostamento a Noicattaro. E dubito che sia utile frammentare il patrimonio musale della regione. Ciò che invece si può realisticamente chiedere (io sono sempre per chiedere quanto si può ottonere, non mi piacciono le battaglie puramente ideali), è la presenza a Noicattaro di una parte del patrimonio che invece è destinato a rimanere in deposito. Ma ci vogliono soldi, personale, ecc. Temo che, in questo momento, sia molto difficile.
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#8 giusi caristina 2011-03-02 19:38
complimenti all'articolo molto bello e concreto...il palazzo della cultura aveva nei progetti iniziali anche il sogno di recupero della storia nojana...i politici ci mettano del loro se ne sono capaci per valorizzare il paese e imparino da rutigliano come attuare un progetto duraturo di restauro del patrimonio locale.
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#7 gaet s 2011-03-02 15:27
la cultura da pure da mangiare: la specializzazione turistica è un settore che da lavoro a restauratori, esperti in beni culturali, in management, strutture ricettive, ristoranti,ecc...
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#6 licia scarpelli 2011-03-01 21:43
Complimenti a G.R. per l'articolo e per l'interesse dimostrato verso le nostre arcaiche origini,la cui memoria trova degnamente spazio sui banchi di scuola... Mai dire mai!Speriamo che si possa fare qualcosa di concreto per realizzare questo dovuto museo,visto che, tra l'altro, ci sono i locali del Palazzo di Cultura da valorizzare e utilizzare.
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#5 Almayer 2011-03-01 12:27
Ah dimenticavo ... COMPLIMENTI A GIANLUCA RIZZI PER L'OTTIMO ARTICOLO.
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#4 Almayer 2011-03-01 12:25
Rendo noto che il palazzo della cultura di noicattaro è stato appositamente attrezzato di teche e di videosorveglianza per accogliere questi ed eventualmente altri reperti archeologici.
Sono stati spesi €300.000,00 per fare questi lavori (fondi NON comunali!).
Ci sarà mai un politico ILLUMINATO E CULTURALMENTE ALL'ALTEZZA che possa riuscire a far tornare a noja questi reperti?
LA CULTURA non DA MANGIARE MA .... alimenta l'animo!
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#3 Santa D. 2011-03-01 08:38
I neonati movimenti etico-politici che stanno sorgendo e che ben vengano, stanno considerando anche il necessario rilancio culturale per il nostro paese?
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#2 Santa D. 2011-03-01 08:33
Grazie al sig. Rizzi per il contributo di alto valore culturale che offre alla nostra cittadinanza. Purtoppo finchè non avremo amminisratori sensibili a queste tematiche, i nostri cari reperti continueranno a giacere dimenticati nei sottoscala di musei e se mai vedranno la luce, non potranno mai godere di quel valore che invece per noi sarebbe motivo di orgoglio possedere proprio nel nostro paese. Abbiamo il Palazzo della cultura che potrebbe essere attrezzato alla loro custodia e immaginiamo soltanto cosa sarebbe per le scolaresche poter ammirare tali reperti e invece li priviamo veramente di tutto, solo perchè siamo pronti ad apprezzare quello che non ci appartiene e a non batterci per quello che sarebbe giuto rivendicare perchè parte di noi e della nostra storia. Quando avremo un assessore alla cultura degno di tale titolo che si impegnera per queste importanti finalità?
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#1 Gigi 2011-03-01 06:06
Con questi reperti e con i reperti storici della politica nojana possiamo aprire un bel museo archropolitico di indubbio valore storico.
Povera Noicattaro di questo passo ci conviene prendere la cittadinanza rutiglianese che nel suo piccolo ha dimostrato di valere più della nostra comunità:
Rutigliano ha un Museo, un Tribunale , die istituti scolastici superiori, un ospedale e chi più ne ha ne metta.
Caripolitici locali svegliatevi !!!!!!!!!
i cittadini vogliono fatti non chiacchiere.
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