
I documenti presenti in questa mostra sul Risorgimento Italiano fanno parte dell’Archivio Affatati, un nome che raccoglie un gruppo di appassionati che per diletto ma soprattutto passione e amor di patria, ha collezionato documenti che riguardano questo particolare momento storico, frequentando mostre e mercati specializzati per ricercatori e bibliofili.
La raccolta dei documenti del nostro Risorgimento, ebbe inizio circa 50 anni fa, in occasione dei Cento Anni dell’Unità d’Italia: allora gli appassionati ricercatori del gruppo erano poco più che adolescenti, tutti pervasi dal mito di Garibaldi, di Cavour, di Bixio e da avvenimenti topici della storia italiana come il famoso sbarco di Marsala, l’episodio di Aspromonte, l’incontro di Teano con il Re Vittorio Emanuele II.
Ricordo ancora l’impegno di tutti nella ricerca perché si voleva strappare al tempo brandelli della nostra storia per essere orgogliosi di avere tra le mani un documento cartaceo da leggere e rileggere per convincerci del cambiamento e di un diverso destino per la storia italiana e del Meridione.
Ma oggi, ad appena 150 dell’unità del Paese, dobbiamo veramente essere forti nelle nostre primitive convinzioni, perché il clima è completamente cambiato.
Difficoltà politiche nelle celebrazioni dell’Unità. Organi istituzionali come ministri e consiglieri regionali della Lega Nord che non riconoscono più l’inno nazionale. La Regione Lombardia che addirittura istituisce una festa alternativa!!!
E in tutto questo una forte presa di coscienza della cultura meridionale a rivedere il Risorgimento sotto la veste di un’occupazione politica del Sud e del suo sfruttamento.
Allora il significato di questi documenti va visto come traccia che deve segnare un percorso ancora unitario oppure come un momento a sé della vita di un paese, vissuto intensamente nel passato, ma che ora non ha più alcun senso?
Al di là di queste considerazioni, facciamo notare come una parte dei documenti mostrati si riferiscono a città come Milano o Como: il perché và cercato negli atti di quelle persone che circa 30 anni fa, in un luogo della Lombardia, precorrendo i tempi attuali, cercarono di svendere i manifesti di un passato di cui forse vergognarsi.
Noi abbiamo raccolto queste testimonianze nella speranza che la loro lettura possa garantire alle future generazioni meridionali la consapevolezza di un percorso storico irreversibile, senza il rimorso per un passato vagheggiato che forse poteva presagire per il Sud una storia senza emigrazione, senza le guerre mondiali, senza la iattura di essere oggi considerati cittadini di serie B.
Noicattaro, marzo 2011 Per l’Archivio Affatati
Vito Didonna
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Commenti
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Credo però che qualcosa nella coscienza dei nojani si stia risvegliando. Dobbiamo nutrire fiducia nel futuro e nelle nuove generazioni.
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Ai giovani che animano queste pagine e a coloro i quali, sbagliando, sostengono che l’Unità nazionale sia stata subita e non invece conquistata e fortissimamente voluta dai meridionali, nojani compresi, auguro di poter un giorno raccogliere il suo invito. Sarebbe un peccato trascurarlo.
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Per comprenderne il valore esorto la coscienza dormiente dei miei concittadini a dare una scorsa alla pagina Wikipedia di Noicattaro, come pure all’elenco degli iscritti alla Carboneria nojana, di recente pubblicato su NoicattaroWeb.
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