Il Teatro Cittadino di Noicattaro, considerato “il più piccolo teatro all’italiana nel mondo” in quanto dovrebbe avere una capienza di 91 posti, trova origine all’interno di un ex “Trappeto” detto “del Carmine” che il Comune di Noja incamera nei primi anni dell’Ottocento dai Duchi Carafa a seguito della legge napoleonica sull’abolizione della feudalità.
La sua istituzione ufficiale risale al 1867-69, quando, reperiti i fondi necessari, il Consiglio Comunale ne affida il progetto al Tecnico Comunale Arch. Francesco Paolo Nitti. Qui a Noicattaro, a differenza di altri paesi limitrofi, l'iniziativa della costruzione di un teatro in un centro di così ridotte dimensioni ( nell’800 5000 abitanti circa) fu coraggiosamente presa dalla cittadinanza, che sentiva nel periodo post-unitario, la necessità di avere un luogo di aggregazione culturale.
Nel secondo dopoguerra, dopo alterne vicende, fra cui la riduzione della struttura a cinematografo, il Teatro viene definitivamente declassato e progressivamente abbandonato.
Nel 2010 il FAI Delegazione di Bari ha donato al Comune di Noicattaro il progetto preliminare dell’architetto Sylos Labini il cui costo complessivo ammonterebbe a un milione di euro, dei quali duecentotrentamila già stanziati dal commissario prefettizio Mario Volpe . Tale progetto mira al recupero funzionale e architettonico del “gioiello” teatrale nojano in quanto rispecchia tutte le peculiarità architettoniche della canonica struttura del teatro all’italiana.
Il Teatro Cittadino di Noicattaro, che nei suoi 120 metri quadri circa di superficie e nei due ordini di palchi, si colloca all’interno di un vasto panorama architettonico che vede protagoniste piccole sale riscontrabili del territorio umbro-marchigiano ( vedi Monte Castello di Vibio - Teatro della Concordia).
La fabbrica teatrale può essere scomposta in questa maniera: non ha una propria facciata, in quanto si sviluppa al di sotto del piano stradale in un ambiente ipogeo, l’unico elemento caratterizzante all’esterno è il portale d’ingresso, questo è racchiuso da una cornice a rilievo e da un architrave su cui è incisa la scritta “TEATRO CITTADINO” abbellita ai lati da due tondi occupati da un corno musicale e una lira. Sull’architrave troneggia lo stemma cittadino.
Varcando l’ingresso si scendono alcuni gradini in pietra che immettono nella platea. La caratteristica pianta dell’edificio, a ferro di cavallo, ospita due ordini di palchetti rossi tra loro separati da colonnine: il primo ordine è sorretto da colonnine esagonali, il secondo da colonne quadrangolari, mentre l’ultimo ordine di sostegni, caratterizzato da volute, si raccorda al soffitto leggermente concavo. Al di sotto dell’arco scenico ligneo, che separa la platea dal palcoscenico, vi è un caratteristico palco di rappresentanza dove trovavano posto le personalità più eminenti del paese.
A riguardo vi proponiamo due interviste realizzate da Felice Pagano, una a Massimo Guastella, fra i più importanti esperti del teatro nojano che da tempo si sta occupando del suo recupero e l'altra a Tina Fuiano delegata del FAI di Bari.
Buona Visione!
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