Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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IL NOSTRO TEATRO … IL TEATRO PIU’ PICCOLO DEL MONDO!

teatro


Il Teatro Cittadino di Noicattaro, considerato “il più piccolo teatro all’italiana nel mondo” in quanto dovrebbe avere una capienza di 91 posti, trova origine all’interno di un ex “Trappeto” detto “del Carmine” che il Comune di Noja incamera nei primi anni dell’Ottocento dai Duchi Carafa a seguito della legge napoleonica sull’abolizione della feudalità.

La sua istituzione ufficiale risale al 1867-69, quando, reperiti i fondi necessari, il Consiglio Comunale ne affida il progetto al Tecnico Comunale Arch. Francesco Paolo Nitti. Qui a Noicattaro, a differenza di altri paesi limitrofi, l'iniziativa della costruzione di un teatro in un centro di così ridotte dimensioni ( nell’800 5000 abitanti circa) fu coraggiosamente presa dalla cittadinanza, che sentiva nel periodo post-unitario, la necessità di avere un luogo di aggregazione culturale.

Nel secondo dopoguerra, dopo alterne vicende, fra cui la riduzione della struttura a cinematografo, il Teatro viene definitivamente declassato e progressivamente abbandonato.

Nel 2010 il FAI Delegazione di Bari ha donato al Comune di Noicattaro il progetto preliminare dell’architetto Sylos Labini il cui costo complessivo ammonterebbe a un milione di euro, dei quali duecentotrentamila già stanziati dal commissario prefettizio Mario Volpe . Tale progetto mira al recupero funzionale e architettonico del “gioiello” teatrale nojano in quanto rispecchia tutte le peculiarità architettoniche della canonica struttura del teatro all’italiana.

Il Teatro Cittadino di Noicattaro, che nei suoi 120 metri quadri circa di superficie e nei due ordini di palchi, si colloca all’interno di un vasto panorama architettonico che vede protagoniste piccole sale riscontrabili del territorio umbro-marchigiano ( vedi Monte Castello di Vibio - Teatro della Concordia).

La fabbrica teatrale può essere scomposta in questa maniera: non ha una propria facciata, in quanto si sviluppa al di sotto del piano stradale in un ambiente ipogeo, l’unico elemento caratterizzante all’esterno è il portale d’ingresso, questo è racchiuso da una cornice a rilievo e da un architrave su cui è incisa la scritta “TEATRO CITTADINO” abbellita ai lati da due tondi occupati da un corno musicale e una lira. Sull’architrave troneggia lo stemma cittadino.

Varcando l’ingresso si scendono alcuni gradini in pietra che immettono nella platea. La caratteristica pianta dell’edificio, a ferro di cavallo, ospita due ordini di palchetti rossi tra loro separati da colonnine: il primo ordine è sorretto da colonnine esagonali, il secondo da colonne quadrangolari, mentre l’ultimo ordine di sostegni, caratterizzato da volute, si raccorda al soffitto leggermente concavo. Al di sotto dell’arco scenico ligneo, che separa la platea dal palcoscenico, vi è un caratteristico palco di rappresentanza dove trovavano posto le personalità più eminenti del paese.

A riguardo vi proponiamo due interviste realizzate da Felice Pagano, una a Massimo Guastella, fra i più importanti esperti del teatro nojano che da tempo si sta occupando del suo recupero e l'altra a Tina Fuiano delegata del FAI di Bari.

Buona Visione!


Commenti 

 
#8 un testimone 2011-04-27 00:55
Continuate a parlare del teatro come se l'unico spazio disponibile a Noicattaro fosse quello storico di via Carmine. E' un'esagerazione questo accanimento nei confronti del vetusto e ancor più nel chiedere di mostrare tutte le potenzialità che invece dovrebbero essere espresse dalla modernità, da un contenitore ben attrezzato e tecnicamente funzionante per lo specifico scopo. Altra cosa è invece parlare della sua salute, del suo mantenimento in termini di salvaguardia e di tutela affinché ciascuno di noi ridiscendendo nello storico teatro (non importa se grande o piccolo che sia) possa ritrovare sempre la stessa emozione di quel giorno, quando aperto quel "sepolcro", abbiamo con grande sorpresa ritrovato il legno vivo dei palchi. Un prezioso messaggio giunto dalla storia, dalla cultura e dai saperi dei nostri padri artefici di quell'"idea".
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#7 gaet s 2011-03-24 20:48
Michele, la tua è una buona proposta. però bisognare anche pensare in grande e uscire dagli schemi paesani. non è utopia. E' razionalità. E oggi in Puglia abbiamo storicamente l'occasione giusta. ciao!!
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#6 Michele Dipinto 2011-03-24 16:11
Essendo il più piccolo teatro , in stile italiano , del mondo e il primo nato in Puglia il sito nojano ha tutti i requisiti per diventare una prestigiosa scuola di teatro sponsorizzata dal Provveditore agli Studi (Dott.Lacoppola nojano)e gestito da un pool di associazioni nojane (Amici del Teatro , Parnaso ,Presidio del Libro, Lute ).Si può fare o sono il solito utopista ?.
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#5 lucia discipio 2011-03-24 11:07
ma quale recupero del centro storico? il centro storico, già piccolo, non esiste più.
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#4 NINO 2011-03-22 21:00
si spera solamente che la realizzazione del della ristrutturazione del teatro non faccia la fine dell'osp. dei " cappuccini" che da trenta anni iniziato non è stato ancora ultimata.
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#3 gaet s 2011-03-22 18:42
può essere usato come piccola sala mostre o museo oppure, recuperando come si deve anche il centro storico e sopratutto le nostre tradizioni, in una più articolata struttura coi paesi limitrofi di un itinerario turistico del sud est barese. La cultura fa economia. Eccome.
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#2 Leo 2011-03-22 15:50
Daccordo valorizzare il già scarno patrimonio del nostro paese, ma spendere 1 milione di euro per una struttura che oggettivamente non potrà mai essere funzionale a qualcosa, se non (credo) appesantire le tasche di qualcuno, mi sembra un vero peccato.
Palazzo della Cultura docet...
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#1 gaet s 2011-03-21 13:06
Ricordo bene che tra gli ultimi a occuparsi del Teatro Cittadino fu proprio Massimo Guastella nel 2006 con l'allora Comitato di Promozione del Territorio del circolo Arci "Gramsci" e con la preziosa collaborazione di altre associazioni nojane, tra cui Pro Loco, Parnaso e Presidio del libro (mi scusino chi ho dimenticato). E si ebbe una prima disponibilità dell'amministrazione comunale: si riuscì ad abbattere il vergognoso muro che nascondeva l'ingresso del teatro in via Carmine. Spero possa essere presto recuperato.
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