Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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TAVOLA ROTONDA SUL COMPARTO UVA DA TAVOLA

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Nei giorni scorsi all’UNA Hotel di Noicattaro si è tenuta una tavola rotonda che ha visto insieme i protagonisti del comparto uva da tavola: produttori pugliesi e siciliani, ma anche tecnici, universitari e massimi esperti.  Al centro del dibattito: la crisi del settore uva da tavola e soprattutto le sfide da mettere in atto per affrontarla e vincerla. Per far ciò è ormai fondamentale “fare sistema”, superare il limite della esagerata frammentazione delle colture e coinvolgere tutti gli attori, ognuno per le proprie competenze, per perseguire un obiettivo unico, comune… nel nome della sostenibilità.

L’Italia è il più grande produttore di uva da tavola, il 6° produttore a livello mondiale e il 3° paese esportatore dopo Cile e USA. All’interno di questi dati la Puglia vanta una posizione di assoluta regione leader con ben il 65% della produzione nazionale seguita dalla Sicilia con il 25%, ma di tutta l’uva da tavola prodotta in Italia solo l’8% è di varietà apirena (senza semi) con la qualità Sugraone. Negli ultimi anni si sta, di fatto, assistendo ad un netto cambiamento dei gusti del consumatore sempre più orientati ad un consumo delle varietà di uva da tavola apirene. Questo cambiamento ha influenzato e inciso pesantemente anche sulle mutate richieste del mercato verso queste qualità. Ad oggi il comparto dell’uva da tavola italiana è ancora ancorato alla coltivazione di varietà tradizionali con semi e quindi l’intera industria dell’uva da tavola italiana si presenta in forte ritardo nella produzione di uve apirene. Il rinnovo del parco varietale dell’uva da tavola italiana costituisce la vera sfida per le aziende produttrici per il prossimo futuro, sfida che però deve essere necessariamente portata a termine se non si vogliono perdere ulteriori punti rispetto alla concorrenza degli agguerriti competitor stranieri.

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