
IO ESISTO, CAPITOLO 1: NINETTA
Ninetta ha 85 anni. I suoi fianchi larghi e poco morbidi accolsero la vita per tre volte. La prima volta per amore subìto. Dovette tacere, perché ai suoi tempi una donna dissacrata portava nel ventre e sulla pelle l’orrenda macchia di un peccato tutto suo. Fu uno dei dolori più grandi, ma ingoiò il veleno con la pazienza calma di una vacca che accetta il suo marchio a fuoco. Ninetta ha amato Antonio per 56 anni della sua vita.
Lo ha amato nelle primavere di Noicattaro, sempre più sorridenti e generose della gente, lo ha amato in ogni piatto cucinato per lui, nella noia delle domeniche, e in salute e in malattia, come gli aveva promesso. Lo ha amato in quel ponte metafisico che nel tempo conduce gli amanti dal sesso all’amore, dalla carne allo spirito. Poi, una mattina di fine settembre, dopo aver visto cadere attraverso la finestra le prime foglie dagli alberi, si accorse che suo marito era troppo freddo per essere vivo. Adesso Ninetta è sola. Sola col suo vecchio gatto Merlino, nero e abbondante come un figlio.
Ci ha messo un po’ di tempo per perdonare Antonio, ma alla fine ce l’ha fatta.
Ninetta scandisce gli atti quotidiani come una litania, cadenzata dal suo vivere a metà. Il mondo e casa sua. Il mondo da un lato, casa sua dall’altro. Il paese, vivace e assassino, con le sue scorribande, le sue controre deserte, le sue feste patronali che sfondano le pareti di casa fino a notte fonda.
E casa sua, quei pochissimi metri quadri che accolsero la felicità e il mondo, e ciò che nel mondo era per lei la felicità: la sua famiglia.
Adesso è troppo grande casa sua. Più grande del mondo. Sempre più grande, di giorno in giorno. Come un livido a forma di ellisse che deforma pure il suo corpo, lo dilata e la fa sentire mostruosa. I suoi figli hanno cercato un destino in altre terre, lasciandola davanti allo specchio col peso degli anni e seni stanchi e aridi come i pensieri. Ninetta passa le ore del giorno col rosario in mano, nell’angolo semibuio del salone, davanti all’icona della madonna del soccorso. Prega. È una donna di fede, Ninetta, nonostante la vita con lei non sia stata generosa e non l’abbia ripagata di tutto l’amore che ha dato. Stringe il rosario tra le mani e stringe tra le palpebre il dolore.
Così aspetta di essere chiamata da Dio. Ha la testa piegata, cammina lenta e ricurva come un crocifero. La sua croce però è invisibile. Nessuno più bussa alla sua porta, il suo telefono non squilla, e le uniche voci che sente escono da quel fottuto parallelepipedo metallico attaccato alla spina, nel soggiorno pieno di polvere. Io sono il mondo, Ninetta. Siamo noi il mondo. Una merda che si calpesta da sola senza farci caso. E tu sei il sole, Ninetta.
Ti abbiamo murata viva perché abbiamo paura della luce che emani. Le pareti di casa tua sono le carceri della nostra scelta di non vivere per la luce. In prigione, Ninetta, ci siamo noi, non tu. Mi meraviglio davanti alla tua poesia. Che eleganza nel tuo pudore, che eleganza nella tua mansueta rassegnazione alla realtà... sei così piena di intelligenza e passione, Ninetta!
Il mondo ti esclude perchè non ti merita! Io ti amo, Ninetta, perché vivendo hai perdonato chi osò dissacrare il tuo corpo. Perché, abusata mille volte, ieri nel corpo e oggi nel silenzio, hai avuto la forza di continuare ad amare chi continuava a stuprarti. Quell’uomo, io, e il mondo.

(foto di Giovanni Giorgini)
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Commenti
Un giorno Grilletta ha subito l’amore …di Francesco…...forse,
non solo quel giorno, ma anche il giorno dopo, e poi l’altro e l’altro……forse,
ma Grilletta non lo sapeva che stava subendo , ed ha taciuto …. Non forse. Ma sicuro ha taciuto!!!
Grilletta ha vissuto con Francesco, per lui ha lavato, ha stirato, ha cucinato,ha pregato, ha pianto….e, forse…..ha riso.
Anche Grilletta nel suo grembo ha accolto la vita !!!
Grilletta ha buttato la chiave di un cassetto nel mare più profondo…..in quel cassetto c’erano i suoi sogni….., non li conosceva nessuno i suoi sogni solo sua madre ….. la brava, forte e coraggiosa Ninetta……
Ninetta…. E poi Grilletta….. E poi Anna, Assunta, e Laura…… e poi ci sarà Pasqualina, Felicita e Rosalia e poi … e poi…..
La storia si ripete, perché Ninetta ha insegnato a Grilletta che i sogni devono stare in un cassetto, e, per non pensarli più è bene buttare la chiave nel mare…..
Anche Grilletta doveva insegnare questo ad Anna, ad Assunta e a Laura…………..forse.
Ma non è andata così….. perché Grilletta contro ogni volere di Ninetta, e di Francesco, e del mondo intero … ha imparato a nuotare, ha toccato il fondo di quel mare profondo, ha vinto mille tempeste, ha combattuto contro mille uragani, è riuscita: ha trovato la chiave di quel cassetto.
Ha oleato la serratura e piano piano, i l cassetto si sta aprendo….i suoi sogni saranno condivisi da Anna, Assunta e Laura….forse!!!!
I sogni di Grilletta, come prima i sogni di Ninetta diventeranno vita …. Forse.
Forse,…. Forse… se al mondo ci fosse più di un Michele Ciavarella.
Difficile non capire il senso di questo testo, denso di poesia e sentimenti. Forse metafore e similitudini hanno perso il loro fascino di fronte all'esiguo e povero linguaggio di quel fottuto parallelepipedo attaccato alla spina (che per che non hanno "capito niente" è la tv) :)
L'immagine fotografica trovo sia un adattamento sublime alle parole scritte...