…perché quando diciamo a gran voce che ciò che è accaduto non deve accadere mai più, dobbiamo essere consapevoli che le due parole - “mai più!”- non sono una formula magica capace di esorcizzare il male commesso e di renderlo irripetibile…
Lunedì 27 Giugno è andato in scena, presso la scuola media Pende, lo spettacolo teatrale “La Recita interrotta”.
“La recita interrotta” è un lavoro teatrale inedito, che conclude un percorso sul valore della Memoria, compiuto dalla scuola Media Pende, iniziato con la messa in scena di “Voci dal silenzio” (2005), dedicato alla memoria di alcune donne vittime di mafia, e proseguito poi con “Sogni di cartone” (2008), incentrato sulla memoria dei migranti di ieri e di oggi.
Questa volta al centro della riflessione vi è la memoria dolorosa delle persecuzioni razziali del Novecento, narrate attraverso la vicenda di una compagnia di attori italiani di religione ebraica, costretti a lasciare il teatro per effetto delle leggi razziali e poi finiti in un campo di sterminio.
“Ci siamo interrogati a lungo sull’opportunità di mettere in scena un testo su un argomento che molti altri hanno affrontato, prima e meglio di noi – afferma la prof.ssa Tomasino, curatrice dell’evento- Ci siamo chiesti anche se avesse un senso rinvangare il passato quando la memoria genera dolore e lacerazione, e se non fosse invece meglio chiudere i conti con quel passato e dimenticare – o almeno far finta di dimenticare - quel tempo in cui “le luci all’improvviso si spensero e in Europa furono sepolti la pietà, gli uomini e la ragione”.
Ma le risposte le hanno fornite gli occhi dei ragazzi, stasera, che hanno capito il senso profondo della tragedia e si sono immedesimati nei personaggi che interpretavano, commuovendosi per la loro sorte.
Perché fare teatro con i ragazzi, di qualsiasi età, è sempre un’avventura che merita di essere vissuta, il successo è il processo che li ha portati fin lì come testimonia l’energia che si respira dai loro gesti, che trasuda dalle parole che pronunciano.
“Per questo La recita interrotta,- prosegue sempre la prof.ssa Tomasino- oltre ad essere il nostro piccolo tributo alla memoria della tragedia più grande del XX secolo, è anche un atto d’amore verso questi nostri ragazzi, nel tentativo di sottrarli al peggiore dei mali, l’indifferenza, contro la quale possiamo lottare con l’unica vera arma efficace a nostra disposizione: l’educazione”, come ci ha ricordato Elie Wiesel, sopravvissuto alla Shoah e premio Nobel per la pace 1986 “.
Infatti non esiste memoria a basso prezzo, non ci possono essere sconti , perché ognuno di noi, con il proprio agire quotidiano, può salvare l’Umanità dalla brutalità e dalla barbarie o sospingerla nuovamente verso di esse con “il proprio quieto vivere”, perché ognuno di noi è un esempio, unico e irripetibile, per se stesso e per gli altri.
Il lavoro, inoltre, ha assunto anche un ulteriore e importante valore perché è dedicato all’alunno e compagno Francesco Dipierro, scomparso prematuramente sette mesi fa, che aveva iniziato a frequentare il laboratorio teatrale e al quale è andato l’abbraccio e il pensiero di tutti i piccoli attori, delle scuola e di tutti i presenti.
LA RECITA INTERROTTA IN SCENA ALLA "PENDE"
Realizzazione a cura delle docenti:
Maria Teresa Tomasino - testo, sceneggiatura,
libretto di sala
Lorella Iera - ricerca e selezione musicale;
montaggio sonoro
Con la collaborazione di:
Maria Giovanna Del Vecchio - dizione e coreografie
Annamaria Mastroserio - scenografia
Michele Tagarelli - allestimento scenico
Questo lavoro teatrale è dedicato
a Francesco Dipierro,
che amava il teatro e che avrebbe debuttato con noi
se Qualcuno non lo avesse voluto con sé,
a recitare sul palcoscenico dei Cieli.
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