Nel 1900 Noicàttaro aveva due bande musicali: quella diretta dal popolare Nicola Lacoppola (1884-1960) e quella del maestro Giuliano Consiglio, vicino al ceto più colto. Gli abitanti parteggiavano per l’uno o l’altro lasciandosi consigliare dagli esperti, ma faziosi. Negli anni 50 e 60 mentre la banda musicale del Consiglio scomparve, quella del Lacoppola incrementò le attività tanto da allietare gli abitanti anche nella festa patronale, durante la quale la facevano da padrone quelle molto più rinomate della regione e non.
Un anno di detto periodo di tempo partecipò ai tre giorni della festa per San Rocco la banda del Lacoppola la cui maggioranza dei musicanti era di estrazione paesana. Era cosa risaputa che i musicanti più importanti in dette bande erano il suonatore del filicorno (Cornetta) , il suonatore del Trombone e quello del bombardino.
Il filicorno lo suonava un forestiero che portava una cinghia di cuoio di circa 10 centimetri. In detta circostanza avvennero due fatti ridicoli: uno di disturbo fatto succhiando il sugo di limoni e l’altro quasi tragicomico.
Il primo lo mise in atto un gruppo di amici, circa una diecina. Su proposta dEL PROFESSOR Michele Valerio divenuto successivamente professore di trombone al conservatori o di Bari la comitiva si fornì di un buon numero di limoni e si piazzò proprio vicino alla cassa armonica nel punto dove i musicanti erano sistemati.
Una vota iniziata l’esecuzione dell’ opera “Gugliemo Thell” di Rossini, tagliarono i limoni e succhiarono il succo con forza , tanto che i musicanti infastiditi dal rumore strano che si sentiva non riuscirono più a soffiar a dovere nei propri strumenti compromettendo l’esecuzione musicale. Fu necessario che i vigili urbani allontanassero questo gruppo di persone per poter far riprendere la banda a suonare.
Il secondo episodio venne organizzato dai nemici del Lacoppola i quali non digerivano la presenza di costui e perciò fecero smontare da ignoti, i sostegni principali della pedana della cassa armonica. Sistemato nel tabellone il titolo dell’opera che sarebbe stata eseguita (Il Mefistofele di Arrigo Boito), i musicanti presero posto sulla pedana della cassa armonica e dettero corso alla esecuzione dell’opera.
La trappola predisposta a puntino scattò quando il tenore iniziò la romanza “l’altra notte in fondo al mare”: la pedana della cassa armonica cedette di colpo. Quasi tutti i musicanti finirono al di sotto, per fortuna senza danno alcuno sia alle persone sia agli strumenti. Solo tanta paura, ma anche tante risate da parte di coloro che avevano organizzato lo scherzo e di chi seguiva l’esecuzione musicale.
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Inoltre si scrive "Guglielmo Tell" senza la "h".
L'autore la prossima volta non cita il professore come un "certo prof" ma "IL PROF."