Mercoledì 23 Maggio 2012
   
Text Size

LA MADONNA ODEGITRIA PELLEGRINA A NOICATTARO

odegitria1


“Un tuffo nel passato”

-La Madonna Odegitria pellegrina a Noicàttaro

Carissimi amici lettori di noicàttaroweb, oltre a rimembrare i personaggi famosi e non che a loro modo hanno rappresentato qualcosa per questo paese e bello anche menzionare  da parte del sottoscritto alcuni eventi che per la loro importanza hanno rappresentato qualcosa di speciale.

Sto parlando del transito di Maria Santissima Odegitria da Noicàttaro. Si era verso la metà di maggio del 1946, quando la “Peregrinatio Mariae” con la storica incona di Maria partita dalla cattedrale di Bari, dove si venera da oltre un millennio, approdò a Noicàttaro, dopo aver girato per altri comuni dell’Arcidiocesi barese, di cui la Beatissima Vergine è celeste patrona. Fu già in passato, all’epoca dell’epidemia pestifera del 1816, la popolazione nojana aveva potuto constatare la sua benevole protezione proprio nel giorno della sua festa liturgica (1°martedì di marzo), quando, secondo il rapporto dell’arciprete Nicola Carrocci, non si verificò nessun caso di morte, donde la elevazione a protettrice di tutta la Provincia. La visita della Madonna Pellegrina, tanto attesa dal suo popolo fedele, fu un avvenimento di grande portata, che fece vivere a tutta la comunità nojana parrocchiale un momento di forte fede e devozione.

Era una splendida giornata di primavera. Verso l’imbrunire partì da Noicàttaro un lungo corteo di gente a piedi, adulti e ragazzi, e di macchine infiorate con in testa l’arciprete della chiesa madre di allora don Servodio, per raggiungere, attraverso l’angusta strada provinciale per Mola, il trivio “Noicattaro-Mola-Rutigliano”, dove avrebbe accolto la Mamma Celeste proveniente dalla cittadina molese.

Dopo un po’ di attesa, finalmente vedemmo spuntare il corteo di macchine, che ci portava il grande quadro della Madonna detta anche di Costantinopoli. Questo era sistemato su un adatto camioncino noleggiato dalla stessa Curia Arcivescovile per tutto il periodo del pellegrinaggio. Il clero molese consegnò simbolicamente la Sacra Immagine al clero Nojano e si potè così ripartire per la stessa strada lentamente in processione pregando e cantando.

All’arrivo in paese, il simulacro mariano venne salutato dal suono delle campane delle varie chiese. Prima di raggiungere la chiesa Matrice, il sacro corteo sfilò per via Carmine, addobbata a festa con drappi, fiori e ceri ai balconi, attraversò Piazza Umberto e percorse Corso Roma fino all’altezza del mulino pastificio Ambra di Francesco Campobasso, donde poi risalì verso la Piazza cittadina per raggiungere la chiesa Madre.

Il quadro della Madonna Odegitria venne intronizzato nel presbiterio, a destra dell’altare maggiore, ove rimase fino alla sera del giorno seguente esposto alla venerazione dei fedeli, prima di ripartire per altra destinazione. Grandissima fu la partecipazione popolare alle solenni celebrazioni religiose, unitamente a tutto il Clero capitolare nojano.  Pillole di storia che oggi bisogna ricordare soprattutto a quei nojani che non sanno.

Commenti 

 
#1 bello 2011-07-29 12:22
interessante!
Segnala all'amministratore
 

ULTIMI COMMENTI