In data 15 luglio 2011 si è svolta presso il palazzo della cultura la presentazione del libro di Marisa Vasco “Missa est”, un noir che racconta un fatto di cronaca realmente accaduto a Noicàttaro nel 1926 che la scrittrice ha abilmente romanzato.
In rappresentanza di Noicattaroweb che ha organizzato l'evento, patrocinato dall'assessorato alla cultura nojano, è intervenuto lo storiografo Nojano prof. Vito Didonna, che ha illustrato i reali fatti storici da cui la scrittrice ha preso spunto per costruire la sua trama.
Subito dopo il prof. Didonna ha preso la parola il nuovo assessore alla Cultura Vittorio Rossi che ha salutato la cittadinanza e ha espresso gratitudine verso i convenuti per il loro consistente numero (la sala era quasi piena) e verso Noicattaroweb per aver organizzato l’evento.
Apprezzati sono stati i diversi interventi nel corso della presentazione del giudice Piero Mastronardi che si è soffermato nell’illustrare come si svolse il reale processo negli anni 20’ e come le notizie riguardanti il fatto di cronaca e lo svolgimento del processo furono trattate dalla Gazzetta del Mezzogiorno (all’epoca “Corriere delle Puglie”)
Infine la scrittrice Marisa Vasco ha presentato il suo libro che trae spunto da un parricidio consumato a Noicàttaro nel 1926.
Il protagonista, Don Vittorio, parroco proveniente da una delle famiglie più ricche di Noicàttaro, confessa di aver ucciso suo padre perché da troppo tempo era da lui tramortito poiché convinto che quel figlio fosse frutto di una relazione extraconiugale che sua moglie aveva avuto anni prima.
Il giallo sembrerebbe risolversi agevolmente già nelle prime pagine del libro vista la confessione di Don Vittorio e la dichiarazione del movente.
Tuttavia qualcosa non torna e la trama si infittisce fra i richiami di un passato oscuro, in tutto questo saranno le capacità della scrittrice di far rivivere lo stesso episodio attraverso tante angolazioni a farci dubitare della confessione di Don Vittorio e a indurci a dubbi e profonde riflessioni.
Tra dubbie confessioni, gli scheletri nell’armadio di una famiglia ricca e potente, un testamento equivoco, un presunto figlio illegittimo, e i lati oscuri dei vari protagonisti la scrittrice sembra chiamare il lettore in prima persona ad emettere un verdetto: chi è il vero colpevole?
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