
Il nostro paese rende omaggio all’antica casata nobiliare dei Carafa della Stadera, duchi che detennero il dominio sul nostro territorio dal loro arrivo, sul finire del ‘500, sino all’abolizione del feudalesimo avvenuto agli inizi dell’ 800.
L’amministrazione comunale infatti, su proposta del consigliere comunale della Pdl Mimmo Pignataro, primo firmatario e del presidente del consiglio Pino Fonzo, apporrà una lastra “ricordo” in pietra presso la casa natia di Giovanni Carafa III, Duca di Noja nel diciottesimo secolo.
E' in stesura anche un progetto di gemellaggio con il comune di Napoli, dove carafa III tarscorse molto tempo dedicandosi ai suoi numerosi interessi. Pignataro infatti ha scritto al sindaco di Napoli per proporre il gemellaggio. Antonella Di Nocera, assessore comunale alla Cultura e Turismo ha accettato l’invito e chiesto a Pignataro d' inviare un progetto per concretizzare il gemellaggio.
Ai Carafa, Noicattaro deve molto, fra tutti il nuovo assetto urbanistico della città, l’abbellimento di diverse chiese e l’edificazione di nuove, una spinta al movimento economico-agricolo locale e un grande fermento politico - sociale che si fece sentire in tutto il sud-est dell’epoca.
Giovanni Carafa III, settimo duca di Noja è l’esponente forse più illustre della famiglia.
Giovanni Carafa nacque, come riportato nel registro dei battezzati presso l'archivio parrocchiale S. Maria della Pace, a Noja il 4 giugno 1715 da Pompeo, sesto duca di Noja, e da sua cugina D. Lucrezia Carafa figlia della coppia Don Ridolfo Carafa e Dorotea Acquaviva, sorella del conte di Conversano ed ex monaca professa del Monastero di San Benedetto.
Tra i tanti meriti ed elogi che gli vengono attribuiti nel campo scientifico e culturale, va sicuramente sottolineato il suo grande interesse nei confronti della geografia e in particolar modo della cartografia. Questa nuova disciplina nacque proprio nel ‘700 e l’iniziatore a Napoli fu proprio il nostro duca!
Sua fu l’idea di realizzare la "Mappa topografica della citta' di Napoli e de' suoi contorni". Questa carta fu commissionata dalla Giunta Municipale di Napoli (Tribunale di San Lorenzo) il 29 aprile del 1750. L'accordo prevedeva che l'opera fosse consegnata entro due anni in cambio di 52 ducati al mese, ma i termini non furono rispettati e Giovanni Carafa dovette addirittura indebitarsi per il proseguo dei lavori che però non vide mai completati a causa della sua immatura morte occorsa il 9 luglio 1768. La carta topografica di Napoli venne terminata nel 1775 dall'architetto Gaetano Bronzuoli e corretta quanto a nuove edificazioni aggiuntesi negli anni dal Prof Nicola Carletti docente di architettura e matematica all'Università di Napoli.
Grazie alle sua eclettica formazione che sconfinava dalla matematica alla fisica e alla archeologia e grazie al suo grand tour nell'Europa illuminista (1758-1759) Giovanni Carafa non solo progettò la carta topografica di Napoli ma ne fece abbellire i contorni con vedute scenografiche della città (si è notata l'analogia con le vedute del pittore Joli) e con rappresentazioni mitologiche di gusto preromantico.
Visto il rinnovato interesse dell’amministrazione nei confronti della storica casata dei Carafa perché non progettare anche una degna esposizione della copia di tale mappa, sì da renderla fruibile a un vasto pubblico?
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Nicola Panebianco