
Santa Scorese: il racconto di Rosa Maria.
Sabato 14 Gennaio a Noicàttaro è andata in scena “Santa delle perseguitate”, rappresentazione teatrale interamente basata sulla storia di Santa Scorese. La pièce ha il merito di riuscire a condensare presente, passato e futuro in una dimensione unica, quasi atemporale che rende la storia di Santa, nonostante i venti anni di distanza, ancora attuale.
Santa era una ragazza di 23 anni caratterizzata da una profonda spiritualità e fede religiosa. In occasione di un incontro parrocchiale conosce Giuseppe, l'uomo che svilupperà un amore patologico e ossessivo per Santa, che la perseguiterà, la minaccerà fino a toglierle la vita la sera del 16 Marzo 1991. Ma la tragica scomparsa di Santa non coincide con l'epilogo della storia. La morte della giovane donna è anche l'inizio di un nuovo racconto: quello dei suoi pensieri, riflessioni, dubbi e sentimenti da lei stessa affidati alle pagine di un diario; ed è proprio grazie al suo diario che Santa, ancora oggi, ha la possibilità di raccontare la sua storia:
“Non so a cosa e a chi potrà servire la mia sofferenza, ma sono pronta ad offrirla perché
Dio saprà trasformarla in gioia...” [Lettera del 29 aprile 1988]
Durante la serata ho provato a conoscere meglio Santa e ad esplorare il suo vissuto attraverso le parole di sua sorella, Rosa Maria Scorese.
Santa era una ragazza determinata – racconta Rosa Maria – durante i tre anni della persecuzione ha sempre combattuto per difendersi. Polizia, carabinieri, magistrati, ha provato tutte le strade percorribili senza mai lasciarsi abbattere delle difficoltà.
Nonostante fosse terrorizzata dalla situazione e dalle continue minacce, Santa si è sempre dimostrata risoluta nel seguire il suo normale percorso di vita, di studio e di attività parrocchiale. Anche quando le viene prospettata la possibilità di seguire il suo percorso spirituale fuori Bari, lei rifiuterà. Preferiva restare vicino alla sua famiglia e alle persone che le erano care – continua Rosa Maria – per lei allontanarsi da casa sarebbe stato motivo di sofferenza. Inoltre, aveva investito molto nei suoi studi universitari e nelle prospettive future che quest'ultimi le avrebbero potuto offrire.
È certamente questa risolutezza che Luigi Accattoli riconosce negli scritti di Santa e che lo spingono ad nominarla “martire della dignità della donna” insieme a Maria Goretti, Antonia Mesina, Pierina Morosini e Teresa Bracco. Santa – mi spiega Rosa Maria – era ormai una giovane donna e in quanto tale viveva la sua situazione. Lei era pienamente consapevole di quello che le stava accadendo ed è tale consapevolezza che l'ha spinta reagire; specialmente per questo può essere considerata martire (inteso come testimone) della dignità delle donne, perché in quanto tale ha combattuto senza rassegnazione.
Non bisogna, difatti, dimenticare che Santa e la sua famiglia hanno dovuto confrontarsi con una situazione che pochi alla fine anni '80 riuscivano a comprendere a pieno:
“tutti vedono ma non immaginano [..]. Aspettiamo anni prima che una parola in inglese ci faccia capire la gravità delle cose” - denuncia durante lo spettacolo la voce narrante.
Perché quel complesso fenomeno fatto di appostamenti, chiamate ossessive, biglietti minacciosi che oggi riconosciamo nel termine stalking, nel 1991 non aveva ancora una forma ben precisa. Mancavano gli strumenti giuridici - conferma Rosa Maria - e nessuno sapeva come comportarsi o come affrontare al situazione.
Situazione giuridica che è certamente migliorata dopo l'entrata in vigore della legge 38 del 2009 sullo stalking; tuttavia, come si legge nel dossier dell'Osservatorio Nazionale Stalking, almeno un italiano su cinque è coinvolto in una situazione di persecuzione, le denunce sono in aumento ma le situazioni di silenzio sono ancora molte.
A questo proposito chiedo a Rosa Maria - in quanto sorella di una vittima – un suggerimento per quanti si trovano oggi a fronteggiare una situazione simile a quella da loro affrontata. In quanto sorella di Santa – mi risponde - consiglio di ispirarsi a lei, di vedere nella sua storia un esempio, di ricercare la stessa forza che Santa trovava nella fede per denunciare e non perdere mai la speranza.
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