
Attraverso il lavoro di una squadra di docenti dell’Università “Federico II” di Napoli (Francesco Aceto, Francesco Caglioti, Paola D’Alconzo, Rosanna De Gennaro) è stato possibile raccogliere e pubblicare delle guide e carte topografiche della città di Napoli scritte fra il 1600’ e 1700’, rimaste perlopiù inedite fino ad oggi, o quantomeno non divulgate in maniera sistematica e scientifica.
Fra queste spicca la presenza della “Mappa topografica della città di Napoli e de’ suoi contorni” scritta da Giovanni Carafa Duca di Noja.
“Don” Giovanni Carafa Duca di Noja nacque a Noicàttaro nel 1715, nel palazzo sulla cui facciata vi è lo stemma sotto riportato con le insegne delle famiglie Castriota Scanderberg, Carafa, Pappacoda e Mendozza.
Il nostro concittadino fu il primo a intraprendere la stesura di una mappa topografica della città di Napoli, fatica ultimata nell’anno 1750. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1768, fu Giovanni Pignatelli ad arricchirla con 35 tavole illustrate, quest’ultimo lavoro fu portato a termine nel 1775.
Il tutto fu pubblicato nel 1776 in un volume intitolato “Topografia universale della città di Napoli”.
Ciò che sorprende di questo lavoro non è solo la sua accuratezza scientifica, che lo ha reso fonte imprescindibile nella ricostruzione storica di un territorio spesso martoriato da un punto di vista urbanistico, specie nella storia recente, ma la sua appassionata disamina intellettuale che arricchisce un altrimenti arido lavoro scientifico di riflessioni profonde sulle annose domande che da sempre affliggono la condizione umana.
Come introduzione alla Mappa vi è la “Lettera ad un amico contenente alcune considerazioni sull’utilità e gloria che si trarrebbe da una esatta carta topografica della città di Napoli e del suo contado”. Questa lettera oltre ad avere valore di dedicatoria è un appassionato manifesto intellettuale che tratta tematiche come quella della fortuna, della fatica intellettuale e della gloria che ne deriva e contiene anche un’apologia al valore dell’amicizia.
Questa lettera si pone come la cornice che permette all’opera di assurgere dallo stato di analisi della composizione e dello sviluppo della città di Napoli a quello di lavoro di matrice filosofica degno di essere annoverato tra le maggiori opere dell’Illuminismo Italiano.
Qui di seguito vi lascio proprio alla lettura della "lettera ad un amico", documento che ritengo essere utile per conoscere la grandezza dell'uomo Carafa.
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