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La scuola Pende su Rai 2: è giusto intitolare la scuola in suo onore?

Noicattaro. Scuola Media Pende

 

Lunedì 17 Marzo 2014. Ore 8.15 circa. Televisore acceso e sintonizzato sul canale Rai 2. Parte la sigla del programma “Sorgente di vita”, un motivetto allegro e spensierato. Di seguito un’anticipazione dei temi e dei servizi trattati dalla puntata. Immediatamente restiamo colpiti dal primo argomento, introdotto con il titolo “Vie Intitolate a…”.

Tra le immagini una targa recante il nome del nostro illustre concittadino Nicola Pende. Curiosi, restiamo lì, nell’attesa di saperne di più e, a distanza di qualche minuto, parte il servizio dal nome “Strada Facendo”.

Oggetto del discorso un quesito: le intitolazioni di strade e non solo - nel nostro caso si parlerà di un istituto scolastico addirittura - sono davvero così appropriate, giuste ed idonee come dovrebbero? Oppure no?

Il tema è trattato come un viaggio in auto lungo la nostra Penisola volto alla ricerca di risposte plausibili in proposito. Si parte da Vairano Patenora, un paesino in provincia di Caserta, per arrivare a Napoli, a Roma, a Castellammare del Golfo (Trapani) e poi in Puglia, nella nostra Noicattaro.

Più nello specifico il servizio si domanda come sia possibile che in molte località italiane - da nord a sud, isole comprese - diverse strade, dal programma soprannominate “strade della vergogna”, siano dedicate a noti esponenti del mondo storico fascista, razzista ed antisemita; personaggi discutibili e condannati dalla storia per le loro passate azioni, gesta o parole. Tante e tante intitolate con nomi di uomini legati storicamente al Regime Fascista.

Scelta appropriata? Decisamente no, a detta di storici e giornalisti ma anche di tanti abitanti dei luoghi dapprima menzionati.

Parliamo di Giuseppe Bottai, Gaetano Azzariti, Sabato Visco, Arturo Donaggio, Telesio Interlandi e, non da ultimo, dell’endocrinologo cui la nostra cittadina ha dato i natali, Nicola Pende.

Gerarchi fascisti, firmatari - presunti o no - del celebre “Manifesto della Razza”, sostenitori della difesa di quest’ultima, e del cosiddetto “Tribunale della Razza” avente l’arduo onere, compito e potere di decidere se un individuo, in base a criteri  e teorie pseudo-scientifiche, potesse appartenere o meno alla razza ebraica. Tutti personaggi illustri, ciascuno nel proprio settore - medicina, scienza, magistratura e giurisprudenza, insegnamento - ma, al tempo stesso, anche compromessi con l’autorità di Regime e con l’Italia antisemita e razzista di quegli anni.

Domanda… Come si può pensare di intitolare una via, nel nostro caso, ancora peggio, una scuola - luogo di formazione e di crescita non solo culturale ma soprattutto umana - ad un personaggio storico legato ad un Regime che ben poco, se non per nulla, ha avuto a che fare con l’umanità ed i suoi diritti?

Sebbene Nicola Pende sia stato un importantissimo scienziato per via dei suoi studi e delle sue scoperte, è stato, al tempo stesso, un fermo e convinto sostenitore dell’ideologia di una ‘razza pura’, che va ‘pulita’ da eventuali e poco consone ‘contaminazioni’; un’ideologia che ha mandato a morte numerosissimi bambini, donne, anziani, uomini, vittime innocenti di un sistema che definire ‘malato’ sarebbe addirittura un eufemismo. E allora, interroga la Rai, perché una scuola a suo nome? Non ci sarebbero tanti altri illustri e oseremmo dire più positivi modelli cui poter far riferimento?

Attorno alla figura di Pende ruotano ancora oggi fin troppi dubbi e perplessità: c’è chi sostiene che sia stato uno tra i dieci firmatari del “Manifesto degli scienziati razzisti”, comunemente noto come “Manifesto della Razza”, chi smentisce tale voce perché pare non esserci traccia effettiva di quella firma, oppure chi sostiene che quella firma ci sia, ma trascritta senza un reale consenso da parte dello scienziato.

Resta comunque la sua adesione a politiche cardine del pensiero fascista. Un’adesione confermata e ben testimoniata dai suoi scritti contro il ‘meticciato’ delle colonie africane ma, soprattutto, dalle parole di un agghiacciante discorso antisemita tenutosi a Taranto nel Maggio del 1940, di cui riportiamo lo stralcio più incisivo e significativo: “È lo spirito ebraico che può nuocere allo spirito della nostra razza; anche pochi semiti possono inquinare la vita di tutta una nazione”. Affermazioni forti ed inaccettabili da parte di colui che potremmo definire quasi un genio e maestro della scienza italiana per aver avuto il merito di aver fatto conoscere l’ortogenesi; di aver scoperto i moderni principi dell’endocrinologia; di aver avviato i primi passi della cosiddetta telemedicina e per aver, a detta di molti suoi allievi - per via del suo passato anche in qualità di rettore e docente universitario - e pazienti, seguito il prototipo del metodo ippocratico, più concentrato sul malato che sulla malattia.

Laureato in Medicina e Chirurgia ed affermatosi anche prima dell’avvento del Regime, fu anche fondatore dell’istituto di Biotipologia Individuale e Ortogenesi della città di Genova e Direttore dell’Istituto di Patologia Speciale Medica dell’Università di Roma. Incarichi illustri, non c’è che dire, ma molto poco compatibili con le sue idee al di là di scoperte e scienza.

A Nicola Pende è intitolata non solo la scuola media di cui sopra, ma anche una strada a Bari; sorge attualmente una targa nella strada dov’egli nacque nel 1880 e dove abitò, in Corso Roma; ed in suo ricordo, al Palazzo della Cultura della nostra cittadina, vi sono inoltre un suo mezzo busto e la ricostruzione, in una stanza, di quel che era il suo studio medico.

Ma ritornando alla scuola, nel programma ci si è chiesti cosa gli insegnanti dicessero ai loro ragazzi a riguardo di quel nome. A tal proposito sono stati intervistati il Dirigente Scolastico, la prof.ssa Giannini D’Ursi, il prof. Tardio ed alcuni degli alunni.

Queste le parole della Preside: “Da parte nostra vi è un’apertura al territorio ed un’attenta attenzione ai ragazzi ed alunni. Ci chiamiamo così ma non è la fine del mondo insomma! Noi ai nostri ragazzi cerchiamo di dire tutto, luci ed ombre di questa comunque importante persona”.

Sulla stessa scia l’insegnante Tardio: “Difficile prendere una posizione a riguardo. Abbiamo sempre promosso l’uguaglianza, il rispetto della diversità, e la crescita nel rapporto con gli altri, come nostro punto di riferimento”.

Risposte alquanto striminzite, lasciatecelo dire, che poco spazio han lasciato alla riflessione e all’approfondimento del tema. Ci saremmo aspettati un riscontro più concreto, piuttosto che parole dal contenuto discutibile.

I ragazzi invece, hanno difeso la figura di Pende, affermando che da essere umano ha sicuramente compiuto i suoi errori, ma non per questo si può demonizzarlo in toto, in quanto ha dato un valido e significativo contributo alla nostra scienza e medicina.

Il servizio si è concluso poi con un altro dubbio-quesito: il forte messaggio lanciato dalle Istituzioni ogni anno in occasione del Giorno della Memoria può essere compatibile con la superficialità con cui vengono denominate vie, strade ed istituti scolastici?

Domanda alquanto retorica, potremmo azzardare a dire. “Dedicare a quei nomi e personaggi non è altro che un normale epilogo di una Nazione che più che elaborare colpe e responsabilità ha preferito semplicemente rimuovere. Ricordare quel giorno serve come alibi rispetto all’indifferenza quotidiana che c’è davanti ad alcune cose. A mio parere quei nomi vanno cancellati a favore di quelli delle loro povere vittime”, ha asserito uno dei giornalisti interrogati sul tema.

E voi, nostri acuti e coscienziosi lettori, cosa ritenete a riguardo? Credete che l’importanza data a questi personaggi sia poi così tanto meritata? O che magari occorreva rifletterci meglio su? E quando tentate di  darne risposta, pensate essenzialmente al caso dell’istituto scolastico e a quanta incredibile sofferenza, dolore e atrocità è stata celata o considerata con gratuita indifferenza da coloro che illustri avrebbero dovuto esserlo in toto e non solo nell’ambito dei loro studi.

Per completezza dell’informazione va inoltre aggiunto che N. Pende fu comunque assolto in via definitiva da una sentenza della Cassazione del 1948 per non aver firmato il Manifesto di cui sopra e per aver dato rifugio a ventitré ebrei durante un rastrellamento nazista all’interno del Policlinico Umberto I da lui diretto. Caso di pentimento o cambiamento di orizzonti?

Non sappiamo, quel che è certo è che quello di Nicola Pende è davvero un caso controverso, oltre che emblematico.


[da La Voce del Paese del 22 Marzo]

Qui alcune foto.

Commenti 

 
#9 Agata Di Bari 2014-03-31 09:52
Gent.le Sig.Pignataro,
La invito a leggere con attenzione i contenuti del Manifesto della Razza e a far chiarezza sul Tribunale omonimo, e poi - secondariamente ed eventualmente - a rilasciarne commenti.
Inutile cercare di fare demagogia - spicciola se mi consente - sul termine 'Razza' dato che in questo caso ha un significato unico ed inequivocabile - che anche Lei ha ben inteso anche se vuol far credere il contrario - non associabile per nulla alla medicina in senso stretto.
Vorrei che fosse chiaro che il mio non è stato un accanimento nei riguardi della figura di Pende, non avrei avuto ragioni per farlo, anche perché parliamo di qualcuno che, come ben asserisce "non può difendersi", mi sono semplicemente limitata a RIPORTARE quanto dichiarato da storici e giornalisti - e non da persone qualunque - nella trasmissione Rai.
Non mi sarei mai permessa di svegliarmi al mattino e di parlar male - a Suo parere - di questa illustre persona.
Va bene l'opinione discordante in merito a quanto scritto e - ripeto - RIPORTATO nel mio articolo, ma ledere la mia sensibilità facendo riferimento ad un rispetto mancato verso la cosiddetta "pace dei morti", proprio non lo consento.
Invece di ringraziare il lavoro che noi tutti qui facciamo in redazione per garantire l'informazione alla collettività, si pensa solo ad attaccare con una determinazione priva di senso e a trovare presunte appartenenze a colori politici anche laddove proprio non ce ne sono.
Inoltre mi deve spiegare dove ho espressamente indicato che Pende ha più demeriti che meriti. Per cortesia legga e comprenda, evitate commenti volti solo al populismo e ad incrementare consensi attorno alle vostre persone. Fate piuttosto azioni concrete per il paese!
Concludendo, mi è stato riferito che ha voglia di parlare con noi in merito a questa questione, può chiedere il mio contatto al nostro caporedattore, sarò felicissima di confrontarmi con Lei a riguardo, anche se avrei preferito che quanto qui commentato, data la Sua necessità, fosse stato riportato personalmente.
Nell'attesa di un Suo - spero pronto - riscontro, Le auguro un buon proseguimento di giornata.

P.S. “È lo spirito ebraico che può nuocere allo spirito della nostra razza; anche pochi semiti possono inquinare la vita di tutta una nazione” Taranto, maggio 1940.
Questa frase penso si commenti da sola!
 
 
#8 Mimmo PIGNATARO 2014-03-31 09:36
Consiglio a tutti di andare sul sito "la storia siamo noi" della omonima trasmissione di Gianni Minoli e vedere la puntata "il caso Pende" , servirà a moltissimi per chiarirsi le idee e capire che il Professore si dissociò da quel manifesto.
 
 
#7 nonna papera 2014-03-31 07:52
MANIFESTO DELLA RAZZA, definito anche manifesto degli scienziati razzisti, in esso è contenuto un paragrafo riportartante il divieto alla unioni tra semiti e ariani e mi insegnate che si è giunti ai campi di sterminio attraverso divieti di questo tipo.Attaccare una persona, la firmataria dell'articolo, mi sembra eccessivo.Bisognerebe scrivere in RAI e rivolgere il Vostro disappunto agli autori del programma Mi chiedo però come mai un illustre scienziato, visti i risvolti, non si sia mai dissociato.Non sono una storica e magari avrò anche scritto castronerie mi dispiace solo che si attacchino ingiustamente persone che hanno avuto solo il pensiero di far conoscere, a chi non ha avuto la possibilità, quanto è stato detto riguardo ad un concittadino in una trasmissione RAI.
 
 
#6 Mimmo PIGNATARO 2014-03-30 19:23
Gentile Agata Di Bari,
Forse a lei sfugge che al Prof. Pende è stata attribuita la firma al manifesto della Razza....non alle leggi razziali che sono altra cosa.
Forse a lei sfugge che in medicina il termine Razza è stato usato a più riprese nei secoli, perché di fatto esistono razze diverse (sia chiaro nessuna superiore alle altre e meno che mai più pura) .... Ciò detto e constatato che il Professor Pende è stato assolto nel 1948 da un tribunale della neonata repubblica italiana, mi dice a cosa e soprattutto a chi serve sciorinare questo revisionismo?..... Ella parla di demeriti del Professore, afferma che sono molto di più dei meriti, se permette non sono d'accordo e sa perché ?.... Il Professore con i suoi studi ha posto le basi a quella che viene definita endocrinologia, sa quante persone non sono morte grazie a questo? Ma Ella lo sa che altri scienziati sono stati premiati col nobel per la medicina per studi molto meno importanti di quelli del Prof.? ....Pende ha già pagato, Pende ha avuto la sfortuna di essere un uomo importante e di essere stato usato dal regime, tantissimi altri sconosciuti hanno sfruttato il fascismo per diventare comunisti il 26 luglio del 43 e magari dopo essere stati nominati giudici da Mussolini sono diventti Presidenti della Repubblica per aver ferro di essere antifascisti. ....la prego finiamola con questo revisionismo storico fatto a macchia di leopardo e la prossima volta non dimentichi di scrivere che il Professor Pende nel 1948 è stato riconosciuto innocente a tal punto che nel 1954 gli fu conferita la medaglia d'oro di merito dall'allora Presidente Gronchi...... Come dice Diserio le sentenze si rispettano e la pace dei morti anche, loro non possono difendersi.
P.s. La giornata della memoria è stata giustamente istituita per lo sterminio degli ebrei nei campi di concentramento, che non c'entrano nulla con il Professor Pende
 
 
#5 nonna papera 2014-03-30 10:22
Sign.Diserio quanto prontamente precisato da Lei era già riportato nell'articolo quindi a parte voler dimostrare la Sua saccenza non ha scoperto nulla di nuovo.Smettiamola di dare ad ogni costo un colore politico, poichè penso che il cervello non ha bisogno di appartenere a colori politici per esprimere quanto LIBERAMENTE pensa!
 
 
#4 Mimmo PIGNATARO 2014-03-30 06:49
Concordo appieno con quanto detto da Fabio DISERIO ed aggiungo che il Prof. Pende è stato insignito nel 1954 (dopo il periodo fascista) della MEDAGLIA D'ORO dall'allora Presidente della Repubblica Italiana Gronchi. Non so capisce il motivo di questo accanimento e revisionismo storico.
Una riflessione.... A chi colpevolmente (pur sapendo) non fermò l'eccidio delle foibe, facendo massacrare migliaia di Italiani, quando lo apriremo un processo postumo? E quando ci porremo la domanda se è giusto intitolargli vie o ricordarlo come statista, senza averne meriti? (Mi riferisco a Togliatti).
Cordialità
 
 
#3 Vito T. 78 2014-03-29 20:33
Bravo Fabio !
 
 
#2 Agata Di Bari 2014-03-29 18:25
Gent.le Sig. Diserio, dovrebbe sapere - ma se non sa La informo - che la nostra testata non ha un'appartenenza politica. Inoltre, un buon giornalista può sicuramente avere delle idee - si chiama pluralismo di opinioni - ma deve comunque mantenersi imparziale, proprio come ritengo di essere stata.
Nell'articolo che ho redatto mi pare di aver raccontato tutto, sia luci, che ombre, di un personaggio legato alla storia del nostro paese.
Ho parlato dei suoi meriti, ma anche dei suoi de-meriti, incluse sia la sentenza della Cassazione, sia la faccenda relativa al rastrellamento di quei 23 ebrei che ha citato anche nel Suo commento.
Non si possono cancellare, però, le sue idee, dichiarazioni e testimonianze, per questo chiedevo se - trattandosi di un istituto scolastico - forse non sarebbe stato meglio intitolarlo a qualcuno probabilmente con meno de-meriti e senza appartenenze ad un regime che ha fatto più errori che altro, come insegnano la storia e l'istituzione addirittura di una Giornata della Memoria.
Per fortuna c'è chi è capace di leggere dando il significato reale alle parole utilizzate, andando oltre la presunta ed eventuale sfera politica e complimentandosi con me per l'ottimo lavoro di analisi e di ricerca oltre che di elaborazione.
A questo punto contatti la redazione della Rai, e chi è intervenuto in quella trasmissione, per dire quel che pensa; se nè è davvero così convinto non esiti a farlo!
Concludo ringraziandoLa per il complimento finale che ha cortesemente rivolto.
Troppo semplice celarsi dietro uno schermo, offendere gratuitamente e parlare di ignoranza.
Noto, però, che è una materia che conosce a dir poco approfonditamente - a parte le illustri citazioni latine - dato che è bravo anche a praticarla con una maestria senza paragoni!
Come si dice nell'"Italietta" a Lei tanto cara... Il mondo è bello perché è vario!... E per fortuna aggiungerei!
W la democrazia!
Buona giornata!

P.S. Perché farne sempre una questione politica? Davvero non me lo spiego!
Così come non mi spiego che per commentare occorra sempre insultare qualcuno che - per di più - nemmeno si conosce!... Sà cosa Le dico?... E' proprio vero... "beata ignoranza"!
 
 
#1 Fabio Diserio 2014-03-29 09:22
Pentimento o cambiamento di orizzonti? La chiusura dell'articolo dimostra una certa presa di posizione. La sentenza ha definito che Pende non ha firmato il manifesto della razza (e le sentenze, la sinistra insegna, vanno applicate e rispettate Berlusconi docet) e ha aiutato 23 ebrei durante i rastrellamento. In altri paesi normali gente che ha aiutato gli ebrei è stata premiata (Schindler per citarne uno) nella italietta invece la cultura del sospetto la fa da padrone e le sentenze quando "non aggradano i desiderata dei sinistri" sono tamquam non esset. Beata ignoranza!!!
 

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