Lunedì 20 Maggio 2019
   
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DALL'UNDERGROUND BARESE: CFF E IL NOMADE VENERABILE

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DALL'UNDERGROUND BARESE: CFF E IL NOMADE VENERABILE

I CFF e il Nomade venerabile sono un gruppo rock parateatrale originario di Gioia del Colle. Il progetto parte nel 1999 e contano all’attivo tre album prodotti con etichette indipendenti: Ghiaccio (Elleu Multimedia/Banda Larga 2004), Circostanze (Otium Record/ Tre lune Records 2006) e Lucidinervi (Otium Records/CNI Music 2009). La musica ricalca sonorità rock miscelate con ritmi postpunk e darwave. Ma il valore aggiunto del gruppo sono senz’altro i concerti dal vivo, densi di scenografie e performance teatrali e video art. Il curriculum dell'ensemble barese è ricco di concerti e premi musicali vinti in giro per l'Italia, il più importante dei quali ha permesso loro la partecipazione allo Sziget Festival di Budapest nel 2005, di aperture di concerti di artisti nazionali (per esempio Marlene Kuntz, Moltheni, Giardini di Mirò). L’album Lucidinervi è stato segnalato nella top five 2009 di Rockit e il brano “Amore”, cantata con Paolo Benvegnù (ex Scisma), ha presenziato tra i primi 10 posti della classifica Indie Music Like (che segna i brani con etichetta indipendente più trasmessi nelle radio nazionali). L'ultimo album è ricco di collaborazioni (Umberto Palazzo – Santo Niente – Paolo Archetti Maestri e Paolo Martino - Yo Yo Mundi – Franz Goria - Petrol), che ha permesso loro di consolidarsi nella scena nazionale. Le loro cover, inoltre, come “A tratti” dei CSI e “Ho visto Nina volare” di DeAndrè, danno al progetto artistico una dimensione cantautorale. Prossime date: 16/7 Acquaviva delle Fonti(BA) con Giorgio Canali e Rossofuoco, 17/7 Policoro (MT). Myspace: www.myspace.com/cffeilnomadevenerabile.

Di seguito, un’intervista a Vanni La Guardia, bassista e scrittore del gruppo:

Lucidinervi: Come sono nate le collaborazioni nel disco?
Quando abbiamo iniziato a comporre le canzoni del nostro ultimo lavoro, abbiamo avvertito l’esigenza di dare nuova linfa ai nostri orizzonti, consci che ogni esperienza (musicale, d’amore, di lavoro, di amicizia che sia), per non fiaccarsi e iniziare gradualmente a spegnersi, ha certamente bisogno di continui stimoli. E’ stato naturale guardare a quegli artisti che, tra i nostri variegati background, più sentivamo vicini alle nuove composizioni e al nostro spirito. La grossa sorpresa è stata per noi riscontrare la massima disponibilità da parte di Paolo Benvegnù, Guglielmo Ridolfo Gagliano, Franz Goria (Petrol), Umberto Palazzo (Santo Niente), Paolo Enrico Archetti Maestri e Fabio Martino (Yo Yo Mundi). Hanno collaborato per pura e semplice amicizia, reciproca stima, affetto ormai consolidato, senza chiedere nulla in cambio. Ci hanno insegnato tantissimo e per questo saremo loro sempre grati.

Dai Csi a De Andrè: Come scegliete le cover? 
In base al nostro gusto, costantemente illuminato dall’idea che, a nostro modesto parere, la musica sia insieme anima e sostanza, storia e vibrante emozione.


Live: per il tour estivo avete in serbo novità?
A luglio torneremo a dividere il palco con Giorgio Canali e Rossofuoco (16/7 Oasi San Martino, Acquaviva BA). Ci è già successo nel settembre del 2005 nell’ambito dell’Atellana Festival di Succivo (CE). Il 17 saremo a Policoro (MT), borgo Casalini.


In Italia ci può essere spazio per la vera musica d'autore che per esempio possa permettere anche ad artisti come voi di ricevere la giusta vetrina?

In tutta onestà, la situazione è abbastanza sconfortante, probabilmente peggiore rispetto a quando, nel 1999, abbiamo dato avvio al nostro progetto. Pur essendoci molta più gente che suona e che lo fa anche meglio di qualche anno fa, l’ambiente della cosiddetta musica indie è ormai saturo di persone presuntuose e spocchiose, che non aiutano certamente a creare le condizioni affinchè passi il messaggio che la musica è cultura, umiltà e sacrificio. Anche nel mondo del giornalismo c’è molta ipocrisia, manca il coraggio di stroncare i grandi nomi (o semplicemente i nomi “fighetti”), quando è il caso. D’altronde l’Italia è il paese delle lobbies e la musica non è un’isola felice. Insomma, per andare avanti ci vuole una overdose di incoscienza. Noi per il momento ci siamo, non sappiamo quanto durerà ancora, sappiamo però che, se saliremo su un palco, al primo posto ci sarà sempre il rispetto per chi viene a guardarci e ad ascoltarci.

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