Mercoledì 23 Settembre 2020
   
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“Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti”

pagina religione

 

XXV domenica del Tempo Ordinario. Prima Lettura (Sap 2,12.17-20). Ascoltiamo il discorso che gli empi tengono contro l’uomo giusto, cioè contro chi confida in Dio e si sforza di compiere sempre la Sua volontà. Alcuni elementi caratterizzano questo discorso: la volontà di tendere insidie, di mettere alla prova e infine di condannare il giusto. In queste parole troviamo un anticipo di quanto accadrà a Cristo, messo costantemente alla prova e infine condannato a morte.

Seconda Lettura (Giac 3,16-4,3). San Giacomo ci invita a ricercare la vera Sapienza, che non risiede in noi ma è un dono di Dio. Ricercarla, lasciarsi illuminare da essa, ci permetterà di vivere bene, senza gelosie e contese, che vengono dalla continua ricerca - tutta umana - del successo, del primeggiare sugli altri.

Vangelo (Mc 9,30-37). “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie” (Is 55,8). Penso che non ci siano parole migliori per introdurre il brano del Vangelo di oggi. Gesù annuncia nuovamente la Passione e la Croce e i discepoli che fanno? Parlano tra loro di chi possa considerarsi il più importante. C’è una voglia di potere molto forte ma c’è anche la vergogna di farla emergere. E così tacciono quando Cristo li interroga sull’argomento della loro discussione. Ma il Maestro sa leggere cosa si cela nel nostro cuore, sa interpretare i nostri sguardi e contrappone alla logica del potere quella dell’amore. Vuoi essere il primo? Vuoi occupare il primo posto? Bene, fatti servo di tutti. Senza limiti di gruppo, di etnia, senza badare se l’altro se lo merita o no. Del resto, Cristo farà così, quando si chinerà sui piedi dei discepoli e li laverà…e laverà i piedi di Pietro che lo rinnegherà, di Giuda che lo tradirà, degli altri che fuggiranno. Bella riconoscenza! Ma non è finita qui. Per sottolineare la portata rivoluzionaria delle sue parole, Egli prende un bambino, lo abbraccia e afferma senza mezzi termini che accogliere uno di loro significa accogliere Cristo stesso. Ecco: Dio ha nomi inusuali per la nostra mentalità. È il Dio-servo; è il Dio-bambino; è il Dio-ultimo.

A cura di Piero Dell’Edera

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