Mercoledì 23 Settembre 2020
   
Text Size

Gesù, l'uomo senza barriere: “Chi non è contro di noi è per noi”

pagina religione

 

XXVI domenica del Tempo Ordinario. Prima Lettura (Num 11,25-29). C’è una pretesa assurda nel brano di oggi: quella, da parte dell’uomo, di impedire allo Spirito di Dio di scendere su alcune persone affinché possano profetizzare. È quanto chiede Giosuè a Mosè, dopo aver visto due uomini, Eldad e Medad, profetizzare nell’accampamento, lontani dalla tenda in cui Jahvé si manifestava. La risposta di Mosè è importante: tutti possono essere toccati dallo Spirito di Dio, che soffia dove vuole e si posa su chi vuole.

Seconda Lettura (Gc 5,1-6). San Giacomo lancia una dura invettiva contro coloro che vivono soltanto per accumulare ricchezze e ricorda che fondare la vita solo sul denaro è inutile: questi beni, infatti, non sono eterni, ma restano ancorati alla terra. Come ha detto più volte papa Francesco, non si è mai visto un camion da trasloco dietro un corteo funebre. Occorre vivere bene, operando in favore della giustizia verso il prossimo, nella certezza che nel suo volto c’è quello di Cristo.

Vangelo (Mc 9,38-43.45.47-48). “Maestro, abbiamo visto un uomo scacciare i demoni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva”. Con queste parole di Giovanni si apre la pagina evangelica di oggi. Il discepolo pensa di aver fatto una cosa buona e giusta, degna di lode, ma subisce un velato rimprovero da parte del Maestro: “Non glielo impedite”. Ma come? Noi che ti seguiamo da tanto tempo, abbiamo ascoltato i tuoi discorsi, abbiamo visto i prodigi operati con le tue mani…dobbiamo accettare che un tizio sconosciuto, che non fa parte della nostra cerchia possa parlare e agire nel tuo nome? Ecco il pericolo nel quale spesso si incorre: quello di restringere il campo, di innalzare steccati e di avere idee preconcette nei confronti di chi non fa parte di alcun gruppo o associazione. Anche le parrocchie, spesso, corrono questo rischio, quando si chiudono a riccio entro gli orizzonti dei gruppi che le compongono. Contro questo modo diffuso di agire e di pensare si pone Gesù, l’uomo senza barriere. Egli ci ricorda che compito dei discepoli non è classificare l’altro, ma ascoltarlo; profeta è chi si lascia riempire la mente ed il cuore dal soffio dello Spirito, che scompiglia le cose, manda all’aria i nostri progetti, distrugge le nostre piccole ‘torri di Babele’ fondate sulla sterile appartenenza a questo o a quel gruppo…e ci fa assaporare il sapore della libertà. E allora, con coraggio, lasciamo trasportare dallo Spirito! Egli ci donerà la capacità di vivere una fede autentica, al servizio pieno e sincero di Dio e del prossimo.

A cura di Piero Dell’Edera

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI