Lunedì 21 Settembre 2020
   
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“L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”

pagina religione

 

XXVII domenica del Tempo Ordinario. Prima Lettura (Gen 2,18-24). “Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda”. Sono queste le parole che accompagnano la creazione della donna, pensata e voluta da Dio perché sostenga l’uomo e lo aiuti a superare la solitudine. La donna è colei che sta “di fronte” all’uomo in modo complementare, è tratta dall’uomo e non è una creatura posta - come le altre - sotto il suo dominio.

Seconda Lettura (Eb 2,9-11). L’autore della Lettera agli Ebrei ci ricorda che Cristo è sia il Figlio di Dio che fratello dell’uomo. Anche il suo sacerdozio non riguarda soltanto l’adempimento di riti esteriori, ma si fonda sulla sua Passione, Morte e Resurrezione sofferta per la nostra salvezza. In questo possiamo leggere il grande amore che Cristo nutre per ciascuno di noi.

Vangelo (Mc 10,2-16). “È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie?”. È la domanda a trabocchetto che i farisei pongono a Gesù. Se Gesù avesse risposto affermativamente si sarebbe posto sul piano dell’osservazione scrupolosa della norma, ma non avrebbe tenuto conto del dolore delle tante donne ripudiate dai propri mariti; se avesse risposto negativamente, si sarebbe posto contro la legge di Mosè. Che fare? La risposta che il Maestro dà è sorprendente, perché va oltre il lecito o l’illecito, va ben oltre l’osservanza scrupolosa delle norme. Cristo ci porta all’origine, alla creazione della donna, voluta da Dio perché togliesse l’uomo dalla solitudine e perché gli fosse di aiuto. Ecco: Eva e Adamo sono l’uno per l’altro “aiuto simile”, una carne sola. In principio, prima della “durezza del cuore”, era così. Dunque, stando così le cose, “l’uomo non divida ciò che Dio ha congiunto”. Ecco l’imperativo che il Signore rivolge a noi: non infrangere il sogno di Dio! E ad infrangerlo non basta una norma, ma sono i comportamenti tra marito e moglie: la mancanza di fedeltà, del rispetto reciproco, le violenze verbali e fisiche contro il coniuge, l’essere l’uno per l’altro non causa di vita ma di morte. Come cristiani abbiamo il compito di sostenere chi vive l’esperienza difficile del fallimento del Matrimonio. Ricordiamoci che il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito (salmo 33). E noi?

A cura di Piero Dell’Edera

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