Mercoledì 23 Ottobre 2019
   
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“Rallegratevi, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”

pagina religione

 

Solennità di tutti i Santi. Prima Lettura (Ap 7,2-4.9-14). Proviamo ad ascoltare le parole solenni di san Giovanni mentre teniamo gli occhi chiusi. Ci sembrerà di assistere a una lunga processione ordinata di uomini e donne, con le vesti bianche e la palma in mano, che avanza in una direzione: il trono dell’Agnello. Al di là della visione, quello che l’evangelista dice riguarda anche la nostra vita. Sì, perché anche noi siamo inseriti in questa “processione”, che altro non è se non il cammino di Santità. Un cammino che iniziamo il giorno del Battesimo (ecco spiegato il riferimento alla veste bianca) e che concluderemo con la visione di Dio, Agnello immolato per la nostra salvezza. La Santità allora non ha a che fare solo con il cielo, ma inizia qui sulla terra.

Seconda Lettura (1Gv 3,1-3). San Giovanni insiste sul nostro essere figli di Dio. In questa nostra dignità c’è già il germe della Santità, che consiste nel vivere cercando di imitare Cristo, Dio-con-noi, fonte di ogni dono e di ogni gioia. “Vedere Dio” significa anzitutto conoscerlo, amarlo e camminare lungo la strada della fede.

Vangelo (Mt 5,1-12). Eccolo il Vangelo delle Beatitudini, a fare da ponte tra la solennità di oggi e la commemorazione dei defunti che celebreremo domani. Parole straordinarie, “Le parole più alte che l’umanità abbia ascoltato” secondo Gandhi, oppure “manifesto” della nostra religione cristiana, secondo altri. Sì, va bene ma ascoltiamole bene e ci sembrerà che ci sia una nota stonata. Chi sono i Beati di cui parla Gesù? Sono gli uomini che non contano nulla, i calunniati, i derisi, i calpestati nella dignità; a tutti loro il Maestro dice: “Rallegratevi ed esultate perché grande sarà la vostra ricompensa nei cieli”. C’è un verbo al futuro, ci sono promesse di ricompense, si parla di un riscatto. Ma oggi? È facile promettere la beatitudine nel futuro, ma come si fa ad accostare anche il solo pensiero di essa di fronte alle brutture e alle ingiustizie della nostra società? Eppure in questo elenco di uomini e donne ci sono i Santi, che non sono coloro che devono soffrire sulla terra per vedersi aprire le porte del Paradiso e per profumare di cielo, ma sono coloro che hanno deciso di guardare la vita da una prospettiva diversa: quella di Dio. I Santi si sono lasciati pensare da Dio e hanno coraggiosamente scalato il “monte delle Beatitudini” che è irto, ma è l’unico sul quale si respira la felicità piena. Un grandissimo pensatore, Cartesio ha detto: “Cogito, ergo sum” (“Penso, dunque sono”). Il teologo protestante Karl Barth un giorno ha deciso di manomettere quella scritta, aggiungendo una consonante: “Cogitor, ergo sum” (“Sono pensato, dunque sono”). Ecco: Dio ci pensa Santi, ci vuole Santi. Allora, con coraggio, camminiamo sulla terra tra gioie e dolori, tra speranze e attese, perché Dio è con noi come Luce e Forza, come Amico e Sostegno. E questa per non è una speranza vaga, che si dissolve come la nebbia al mattino ma è una certezza. Buon cammino di Santità a tutti!

A cura di Piero Dell’Edera

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