Mercoledì 23 Ottobre 2019
   
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Gesù e Ponzio Pilato a confronto: “Tu lo dici: io sono Re”

pagina religione

 

Cristo Re dell’Universo. Prima Lettura (Dn 7, 13-14). La visione del profeta Daniele racconta l’apparizione del Figlio dell’uomo che viene dal cielo, cioè da Dio. A lui un vegliardo, cioè Dio stesso, conferisce un potere grande, eterno e universale. In queste parole del profeta possiamo leggere un’anticipazione della figura di Cristo, Re dell’Universo, che viene a salvare l’umanità.

Seconda Lettura (Ap 1, 5-8). L’Apocalisse, parola greca che significa “rivelazione”, si sofferma sulla testimonianza di Cristo, che non può essere concentrata esclusivamente sulle cose che ha detto, ma trova la sua forza e la sua novità nella morte e nella resurrezione del Signore. Con la parola e il dono della vita, Egli ha costituito un popolo “sacerdotale”, chiamato a rendergli grazie e a testimoniarlo con la coerenza delle scelte quotidiane.

Vangelo (Gv 18, 33b-37). Il Vangelo di questa ultima domenica del Tempo Ordinario ci presenta due uomini: Gesù e Ponzio Pilato. Entrambi rappresentano due poteri, anche se diametralmente opposti: Pilato, circondato di legionari armati, è espressione della potenza romana, che dominava la Palestina in quel tempo; Gesù, disarmato, rappresenta il potere dell’amore e della verità. “Sei tu il Re dei Giudei?” È la domanda che Pilato gli rivolge. Gesù non lo nega: Egli è il Re, ma il suo regno non è di questo mondo. Perché, mentre i regni della terra si fanno la guerra l’uno contro l’altro per meschini interessi economici o per accaparrarsi spazi geografici, il regno che Gesù viene a inaugurare si basa esclusivamente sul servizio. Egli non assolda mercenari, non arruola eserciti. A Pietro, nel Getsemani, dirà: “Metti via la spada” (cfr Mt 16,52), perché dove si fa violenza, dove si abusa del denaro, dove la ragione è sempre del più forte, il regno di Dio è assente. Allora, che Re è Gesù? Un Re che “spezza” se stesso, facendosi Eucaristia; un Re che immola se stesso sulla Croce; un Re capace di “abbassarsi” facendosi Uomo per poi innalzare tutti con sé nella gloria. “Ecco l’uomo”, annuncia Pilato. E noi in Gesù riconosciamo il vero Dio e il vero Uomo, l’unico capace di dare un senso al nostro vivere.

A cura di Piero Dell’Edera

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