Mercoledì 23 Ottobre 2019
   
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Gioie e speranze. “Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio”

pagina religione

 

Seconda domenica di Avvento. Prima Lettura (Bar 5,1-9). Il brano del profeta Baruc è un invito alla speranza, perché il Signore si rende ancora presente nelle vicende degli uomini e non li lascia soli. Dopo l’esperienza terribile della deportazione e l’iniziale prevalere dei nemici, ora finalmente il popolo d’Israele può ritornare in patria e Gerusalemme può deporre le vesti del lutto per indossare gli abiti della festa, perché quando Dio è con noi anche il lamento si trasforma in danza.

Seconda Lettura (Fil 1,4-6.8-11). San Paolo loda la comunità di Filippi per la sua collaborazione nella diffusione del Vangelo e la invita a continuare a crescere nella fede e nella carità. Questa esortazione di Paolo è attuale e utile anche per ciascuno di noi: la fede non è soltanto qualcosa di astratto, ma si rafforza anche attraverso le opere concrete a favore di quanti incontriamo sul nostro cammino.

Vangelo (Lc 3,1-6). Ha un inizio solenne il Vangelo di questa domenica, caratterizzato dall’elenco dei sette potenti della terra, che dominavano la scena politica. Uomini assai influenti, importanti, ma all’improvviso ecco un cambio di scena. Luca trasferisce il suo racconto nel deserto e presenta la figura di Giovanni il Battista così: “La Parola di Dio venne su Giovanni”. Non sui grandi, sui potenti. Non su quelli che contano, ma su Giovanni. Apparentemente l’inizio del brano odierno potrebbe apparirci slegato rispetto alla figura del Battista, ma non è così: Luca vuole farci comprendere che Dio entra nella storia dell’umanità e ne condivide gioie e speranze. La storia e la geografia diventano per Dio storia e geografia della salvezza. Una salvezza che Giovanni annuncia con la forza di un tuono e che trasmette a noi attraverso alcune immagini simboliche: “ogni burrone sarà riempito, ogni monte e colle sarà abbassato…”. Ecco cosa significa preparare la via al Signore: significa rinunciare all’orgoglio e all’egoismo, significa “abbassare la cresta” della superbia. L’umiltà è la pista che ci permette di far posto alle meraviglie di Dio e di “vedere” la Sua salvezza.

A cura di Piero Dell’Edera

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