Mercoledì 23 Ottobre 2019
   
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La Domenica della Gioia. “E noi, cosa dobbiamo fare?”

pagina religione

 

Terza domenica di Avvento. Prima Lettura (Sof 3,14-17a). Il profeta Sofonìa invita Gerusalemme all’esultanza e alla gioia, perché “il Signore ha disperso il nemico”. Ma di quale nemico si parla? Non soltanto dei popoli confinati col piccolo regno di Giuda, che ne minacciavano la stabilità. Il nemico più pericoloso è la paura che paralizza, impedendo al popolo d’Israele di aderire pienamente a Dio; di fare la Sua volontà. La gioia nasce dall’incontro con il Signore, che libera e salva.

Seconda Lettura (Fil 4,4-7). Anche San Paolo ci invita alla gioia perché il Signore è vicino. Egli ricorda come ogni circostanza della nostra vita può diventare occasione per annunciare la misericordia di Dio, che sempre si fa nostro compagno di viaggio.

Vangelo (Lc 3,10-18). In questa terza domenica di Avvento, chiamata “Domenica della Gioia”, ritroviamo Giovanni Battista come protagonista della pagina del Vangelo. Dopo l’invito ad abbassare i colli dell’orgoglio e a rendere diritte le strade tortuose (cfr Lc 3,1-6), oggi il Battista ci propone tre regole d’oro che rendono le nostre relazioni interpersonali la strada privilegiata per la venuta di Dio nel mondo. Alla domanda delle folle: “Che cosa dobbiamo fare?”, egli risponde così. “Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha”: è la via della condivisione, del prendersi cura degli altri. Invece dell’accumulo, della corsa sfrenata a chi ha di più, è la logica del dono a rendere nuova la nostra vita. “Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato”: è la via dell’onestà. Perché la cupidigia è la radice di ogni corruzione, di ogni male. Infine, rivolto ai soldati dice: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno”; cioè, non approfittate del vostro ruolo per umiliare. Il principio che emerge da queste tre regole è lo stesso: prima vengono le persone, prima il rispetto, che è la capacità di guardare l’altro negli occhi per scorgervi un fratello da amare e servire. Vogliamo prepararci seriamente al Natale? Uniamo la contemplazione e la preghiera all’azione e faremo il pieno della gioia.

A cura di Piero Dell’Edera

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