Giovedì 24 Maggio 2012
   
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NOJANI DA RICORDARE: MONS. NICOLA LAUDADIO

LAUDADIO_VESCOVO



NOJANI DA RICORDARE

S.Ecc. Mons. Nicola Laudadio

Nella narrazione dei nojani da ricordare vi ho raccontato le gesta di un tenore, di un console, di persone meno note  ma allo stesso tempo  importanti per la storia di questo paese. Ma ora voglio scrivere qualcosa su quello che ne è stato di Mons. Nicola Laudadio Vescovo.

Nella casa di un infaticabile ed onesto artigiano nella antica via nojana delle “fornaci” ribattezzata col nome di Oberdan! al civico n°4 al primo piano, forse nella cameretta retrostante alla bottega da sarto, il giorno 14 di un mattino di aprile dell’anno 1891 nacque in Noicàttaro, da Giuseppe e Raffaella Macchia: Nicola Vito Laudadio.

“Mest Gsepp” fu un operaio dei tanti di quel tempo, che per sbarcare il lunario, con la sua numerosa famiglia, non si concesse riposi alla dura fatica.

Lo si ricorda come indefesso lavoratore, bravo e valente nel suo mestiere, ben educatore rispettoso, umile, economo, ordinato timorato di Dio. Nei suoi sacrifici e nei suoi stenti si sentiva rianimato dalla comprensione e dalla collaborazione della sua compagna; nelle sue speranze non pose sogni ambiziosi. Con la sua fede cieca insegnò, prima ai figli, come cadendo al termine della via dolorosa, il compenso più alto e più prezioso ad ogni vita vissuta bisogna attenderselo dalla angusta mano di Dio.

Ed egli, se anche sulla terra, meno fortunato della consorte, colse già non poche delle soddisfazioni umane, che gli spettavano, nel cielo gode con lei dei favori e del premio che l’Altissimo concesse agl’impareggiabili figli, orgoglio della famiglia, orgoglio della patria. Dotato di energia fisica pari all’indiscussa forza morale perspicuo pensatore, di un intelligenza penetrativa, analitica e sintetica insieme, volitivamente impegnato a trar profitto dalle sue doti essenziali del suo cervello, accettando l’ufficio di “missionario”, Mons Laudadio fu consapevole appieno che l’assolvere un tal compito a qualunque costo, è un dovere per un cristiano perfetto ed è il più eroico per un Sacerdote di buona lega come era lui.

Sfidando pericoli e morte, egli effettua la sua conquista, la conquista del valore intero della sua vita di apostolo, conquista che non è già fatta per sé, ma per gli altri, che non è già fatta di beni materiali da assicurarsi e da godere in possesso, ma del bene spirituale da condividere fraternamente e da lasciare in eredità ai convertiti e ai peccatori.

Fu eletto vescovo della diocesi di Galle ( oggi isola di Ceylon) il 5 agosto del 1934. In mezzo alle innumerevoli traversie ed alle gravi responsabilità fu sorretto e spinto da una fede affascinante che lo entusiasmò sin da bambino. Il fascino di quel “Vero” in lui adulto e maturo, alla cui conoscenza volle e seppe guidare anime ottenebrate e incolte. “Fortes in Fide” è infatti il motto ch’egli volle nel suo stemma episcopale.

Ed egli ben seppe d’essere nel novero di quei forti. Poche righe. Questo è quello che posso scrivere. Quanto basta per ricodar anche a quelli che non conoscono quest’uomo di Fede, un interessante ricordo che rimanga impresso nella mente di tutti.

Commenti 

 
#2 ing. Enzo Laudadio 2011-03-17 23:33
Mi sono imbattuto in questa storia per caso, ma subito mi sovviene alla mente questa storia che mi raccontava mio nonno Vito Laudadio fu Carlo,nativo di Noicattaro,e vissuto a Capua da tanti anni fà. Sono grato a chi saprà fornire qualche riferimento delle mie radici.
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#1 lucilio 2010-06-28 22:46
complimenti questo fatto di ricordare i personaggi nojnai mi piace
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