Mercoledì 23 Ottobre 2019
   
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“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno”

pagina religione

 

Quarta domenica d’Avvento. Prima Lettura (Mi 5,1-4). L’oracolo del profeta Michèa è un invito alla speranza e allo stupore per le cose grandi che Dio compie nella storia: da Betlemme, città piccola e insignificante, sorgerà un discendente di Davide, capace di cambiare la situazione di Israele. Il re atteso, il Messia invocato, instaurerà un regno di pace.

Seconda Lettura (Eb 10,5-10). È un brano meraviglioso quello della Lettera agli Ebrei di oggi! Ci sembra di assistere a un dialogo tra il Padre e il Figlio, che sta per entrare nel mondo, accettando l’incarnazione come adesione alla volontà divina. Notiamo come le parole del salmo 39 (“Ecco io vengo per fare la tua volontà”) suonano sulla bocca di Gesù come profezia di amore; un amore che è capace di abbassarsi per incontrare la nostra storia.

Vangelo (Lc 1,39-45). Nell’ultima tappa del nostro cammino di Avvento incontriamo come guida la Vergine Maria, l’Odegitria, “Colei che indica la via”, Cristo Gesù. È proprio la voglia di testimoniare le cose grandi avvenute in lei che la spinge ad alzarsi e a correre verso sua cugina Elisabetta. Entrata nella casa di Zaccaria, saluta Elisabetta, che è riempita di Spirito perché Maria, portando Dio in sé, contagia di gioia chiunque incontra. E così dalle labbra di Elisabetta sgorga la benedizione: “Benedetta sei tu fra le donne!”. L’incontro tra Maria ed Elisabetta è l’incontro tra la ragazza che ha accolto la Parola nel suo grembo e l’anziana non più sterile; ma è anche l’incontro tra due bambini destinati a lasciare un segno: il Battista, chiamato a preparare la strada al Signore, e il Cristo, Parola di vita eterna per l’umanità. È meraviglioso notare che Dio opera le cose più straordinarie in assoluto silenzio. Chi si accorge della giovane donna partita da Nazareth in attesa di un figlio? Chi mai avrebbe intuito che quel bimbo che portava in grembo potesse essere l’Atteso, l’Emmanuele? Il “miracolo” di Dio che si fa nostro compagno di viaggio ha sempre un qualcosa di intimo. È come una dolce melodia che riempie l’anima, inducendoci ad esultare, a danzare, come fa il piccolo Giovanni Battista nel grembo di sua madre. Anche noi, “visitati” da Dio con la Parola e con l’Eucaristia, impegniamoci ad avere una fede capace di “contagiare” gli altri con la testimonianza semplice. Maria, porta dell’Avvento e Vergine del silenzio, sia il nostro modello.

A cura di Piero Dell’Edera

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