“ Il tesoro sotto la croce lapidea!”
Verità o leggenda?
A sentir il racconto di una leggenda io per primo rimango estasiato. Affascinato dall’evolversi della storia, curioso di come va a finire. Ma quella che vi voglio raccontare ora riguarda una leggenda che si narrava in Noicàttaro tanti e tanti anni fa oppure può essere una storia vera? Mah! Chissà!.. Quando l’ho letta io questa cosa, credetemi, sono rimasto entusiasta. Chissà voi che leggerete questo articolo, se rimarrete curiosi o entusiasti nel pensar se in effetti questa vicenda è vera o no.
Si narra che a proposito della croce lapidea in pietra posta all’esterno della chiesa dei Cappuccini, per indicare, si ritiene, oltre al luogo sacro la presenza del cimitero dei Frati Cappuccini, si nascondeva un tesoro misterioso e che, per prenderlo, bisognava sgozzare sette giovani polli e bagnare con il loro sangue il terreno sotto la croce. Si dice che a tentare furono in molti, ma senza riuscirvi, poiché presi dal rimorso di commettere un atto sacrilego.
Un aneddoto circolava agli inizi del secolo scorso in paese e recitava pressappoco così: un giorno nella cantina di Giuseppe Rubino, detto P-ppèi-n a Canigghie, in piazza Umberto 1°, si presentano due sconosciuti, forse francesi o spagnoli, chiedendogli se conoscesse delle persone disposte, dietro lauto compenso, ad aiutarli per uno scavo.
Il Rubino, oltre a se stesso, pensa bene di invitare due suoi clienti abituali, Giuseppe Dipierro detto G-s-ppudd e sua sorella Cristina. Il mattino seguente, come d’accordo, i tre amici si presentano all’appuntamento armati di zappa, pala e piccone e raggiungono la chiesa dei Cappuccini insieme ai due forestieri, che gli fanno rimuovere la croce e gli indicano di scavare fino ad una certa profondità e il terreno dov’era appoggiata la sua base.
Terminata in breve tempo questa operazione, i tre vengono momentaneamente congedati e invitati a ripresentarsi il giorno dopo, alle prime luci dell’alba, per completare lo scavo e rimettere a posto ogni cosa.
Ma, ritornati sul posto, si accorgono di essere stati beffati e, sconsolati, si avviano al proprio lavoro quotidiano.
Durante la notte, indisturbati, quei due sconosciuti avevano continuato a scavare portando via con sé il tesoro!
Sarà vero? O sarà leggenda? Certo è che scoprire anche queste vicende uno come me che ve lo ha normalmente raccontato ne è rimasto esterrefatto!
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Commenti
Probabilmente nella cantina di Rubino bevevano così tanto vino gli avventori che li portava ad inventarsi certe storielle.